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Bilancio sociale, i numeri della democrazia.

15 Feb 2007

Bilancio sociale, i numeri della democrazia.Si chiama bilancio sociale ed è uno strumento di rendicontazione. Ma a differenza di quello tradizionale, il bilancio sociale ha la funzione di descrivere il più analiticamente possibile le ragioni dei costi, i risultati raggiunti, il loro impatto sulla società e in particolare su alcune categorie di stakeholder nonché il valore socio-economico creato. È quindi anche uno strumento di comunicazione che, oltre a dare maggiore visibilità all'attività svolta, migliora le relazioni pubbliche e accresce la propria legittimazione nella comunità locale di riferimento e il consenso a livello sociale. Il modello è la direttiva del dipartimento della Funzione Pubblica (17 febbraio 2006) e le linee guida del Formez. Ma i risultati sono diversi, per scelte grafiche, per livello di coinvolgimento degli stakeholder, per il linguaggio utilizzato. Il Comune di Udine ha appena pubblicato il suo primo bilancio sociale. È la prima Amministrazione Comunale del Friuli Venezia Giulia a dotarsi di questo strumento. Semplicità, chiarezza e chiara simbologia sono gli elementi fondamentali della grafica del documento che sintetizza quanto fatto nel 2005. La presenza di simboli, anche interculturali, aiuta il lettore nella comprensione dei testi, ma allo stesso tempo cattura l'attenzione e non appesantisce la vista. La grafica friendly caratterizza anche il sito dedicato al bilancio sociale, che si trova all'interno del portale del Comune di Udine (www.comune.udine.it). Le categorie sviluppano l'idea di città in tutti i suoi aspetti: una città e un territorio più vivibile; una città a misura del cittadino; una città più vicina, una città più solidale; una città che sa educare e formare; una città per i giovani; una città salotto della cultura e meta turistica; una città per lo sport ecc. La scelta del Comune di Venezia, invece, è nella continuità. Da anni la città lagunare pubblica il bilancio socio-ambientale. I capitoli sono strutturati sulla base degli stakeholder: il bilancio dei bambini, dei genitori, dei nonni, degli studenti, dei migranti, dei lavoratori, degli imprenditori e dei turisti. Con alcune categorie anche curiose: i senior e junior, per esempio, o gli invisibili che sono gli emarginati. Il linguaggio è molto diretto e confidenziale nei confronti del cittadino, poco burocratico. Puntano alla concisione i piccoli comuni. Ce lo dimostra il Comune di Segusino, uno dei più piccoli della provincia di Treviso, con un documento semplice ma curato e condiviso con tutta la popolazione, un vero strumento di democrazia, partecipazione e trasparenza. Esemplare anche il caso del Comune di Salzano, in provincia di Venezia. In 55 pagine il Comune ha condensato il bilancio di mandato "Governare il cambiamento per il ben-essere di tutti": cinque anni di amministrazione raccontati con un linguaggio semplice e chiaro. In tempi di chiusura dei bilanci, lezioni come queste ci fanno sentire un po' più cittadini consapevoli e un po' meno elettori ignoranti di fronte a numeri incomprensibili ai più.

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