Orgoglio & Story-board.
La gentile consorte dell'Amministratore Delegato, dietro l'apparenza rassicurante di un sorriso nazional-popolare, celava una pericolosa monomania: la sindrome della First Lady. Nelle fasi più acute la patologia si manifestava nelle vesti di un interesse parossistico per i regali natalizi e per i cadeau aziendali in genere, di cui faceva puntualmente le spese il già precario equilibrio psichico del Direttore Marketing Livio De Nutis. Quest'ultimo non dubitava che si trattasse di un vero e proprio disturbo compulsivo della personalità, un accesso di grottesca ofanità figlio di un'infanzia lacerata, in grado di prorompere senza preavviso in qualunque momento. La telefonata della segretaria di Direzione arrivava senza preavviso, di solito nel corso di riunioni dai toni drammatici, di quelle cioè in grado di partorire carichi di lavoro inaspettati, incombenze immediate, imprese professionali titaniche e, di conseguenza, ingestibili
ricadute psicosomatiche. Dottor De Nutis, la Signora ha detto di avvisarla che è in sede. La attende nel salottino di rapresentanza... A questo punto la prima sonorità emessa da De Nutis era un disperato falsetto. Ricordava il verso inconfondibile di alcune gazzelle centro-africane quando si scoprono intrappolate in un territorio infestato di terribili predatori. Qualcosa come: Ehuhhhoooo ... - oppure - eeahhhhhheo... Come dice, Dottore? non la sento bene... ... Sto arrivando... In pochi secondi, corrispondenti a due piani d'ascensore, De Nutis si sottoponeva ad un intervento di chirurgia maxillo-facciale in grado di restituirgli un'espressione radiosa e partiva per il Tibet per frequentare un workshop di meditazione trascendentale (sul tema dell'"accettazione della realtà"). Di ritorno, disbrigate le formalità doganali, salutava la First Lady con "deferente cordialità":
De Nutis sapeva bene che era questo il mood da mantenere inalterato - in qualunque situazione - con la uoma più potente dell'intero edificio aziendale, da anni al vertice di una sorta di governo-ombra. Voci incontrollate le attribuivano una indicibile permalosità e suggerivano di astenersi da qualunque accenno di confidenza, ancorchè sollecitata, al fine di evitare il minimo rischio di fraintendimento e attrito. La "virago chanellata" - sostenevano alcune esponenti della middle-class aziendale con forti aspirazioni (e frustrazioni) nell'area del social-climbing - "affogava nel lusso i dispiaceri di una vita privata condannata alla marginalità": molta forma ma poco amore e, c'è da giurarci, zero sesso da un marito importante ma da tempo in pole position per il titolo di campione europeo di sexual harassment . La morbosa applicazione nel campo dell'effimero le serviva, secondo altre raffinate psicologhe, a compensare una immagine troppo sbilanciata I giocatori in Italia vogliono diventare giocatori professionisti e guadagnarsi da vivere con i giochi di casinò. Il team di casinononaams recensisce i giochi d'azzardo più redditizi e fa le liste dei migliori casinò online. Assicuratevi di controllare il loro sito web se volete conoscere le strategie di gioco d'azzardo e le piattaforme, e il confronto dei bonus di casinò più generosi può anche essere trovato lì.
verso la virilità, rettificata attingendo a piene mani ai clichet più retrivi e a certe idee vetuste sulla femminilità. Quale che fosse l'approccio escatologico più corretto, di fronte a De Nutis si ergeva una strana creatura capace di alternare nel giro di attimi pugno di ferro e derive melodrammatiche: accompagnata da presunte/sedicenti esperte di bon ton che duravano lo spazio di un mezzo mattino, abusava di espressioni tranchant. Provava "pena" o addirittura "orrore" per certe proposte di regalistica e, al contrario, simulava con voce civettuola orgasmi multipli di fronte a idee e manufatti che a De Nutis (o meglio alla silenziosa coscienza che giaceva ancorata sul fondo del suo cuore) sembravano invariabilmente barocchi, leziosi, ridondanti. Il torbido copione, tra ripensamenti e indecisioni di ogni genere, spesso fuori tempo massimo, prevedeva perfino un umiliante sondaggio
presso gli opinion leader interni. A occuparsene, suo malgrado, doveva essere naturalmente De Nutis: carico come un Re Magio disponeva la merce e ne disegnava le virtù con parole alte e accorate. Ogni volta si sorprendeva della propria capacità di influenzare le coscienze e di dissimulare l'intimo ribrezzo. Mentre riponeva ceramiche e tovagliati, portagioie e rivoltanti decorazioni natalizie, sgattaiolando con lo sguardo basso, rifletteva sul significato che a quel raccapricciante spettacolo avrebbero attribuito i più caustici tra i suoi vecchi colleghi di Master alla Columbia University ...









