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Una svolta importante per il futuro della comunicazione pubblica.

14 Dic 2006

Una svolta importante per il futuro della comunicazione pubblica.Questa volta le mie riflessioni sulla comunicazione pubblica lasciano il posto al documento che le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL del settore pubblico hanno inviato all'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.Il documento, che apre una nuova e (forse) decisiva fase per il riconoscimento dei profili professionali dei comunicatori pubblici, così recita:"Il cammino delle riforme delle pubbliche amministrazioni deve ripartire. È necessario per lo sviluppo del paese, per i diritti delle persone, per la consapevolezza che servizi di qualità sono un bene per lo sviluppo sociale.Abbiamo sempre considerato il lavoro pubblico come lo snodo fondamentale di tale processo; un lavoro di qualità, attento alle esigenze dei cittadini e degli utenti delle amministrazioni produce i suoi effetti sulla qualità dei servizi.Parte integrante di tale processo è la trasparenza dell'agire pubblico e tutte quelle iniziative che avvicinano le amministrazioni ai cittadini.In questa logica abbiamo sempre considerato positivamente, ed anzi hanno fatto parte delle nostre iniziative, quelle innovazioni organizzative e di processo con le quali si potevano apprezzare i progressi nei processi di riforma: una costante diffusione della cultura dell'informazione e della comunicazione delle amministrazioni con i cittadini e le imprese. Si tratta di principi sanciti nella legge 150/2000 e nei regolamenti attuativi, ma anche in numerose iniziative che sono state portate avanti a livello delle singole amministrazioni locali in un costante rapporto tra le Organizzazioni sindacali e la "Associazione Comunicazione Pubblica". Ne sono scaturiti primi accordi che hanno portato anche alla modifica degli assetti organizzativi. Ma solo una iniziativa nazionale può produrre quegli avanzamenti in grado di superare i diffusi ritardi che ancora persistono nell'applicazione e nella generalizzazione della comunicazione pubblica. In questa direzione si collocano la necessità e l'impegno, che ribadiamo, di affrontare nella prossima stagione contrattuale e nel quadriennio il tema della definizione dei profili professionali relativi alle funzioni della comunicazione, consapevoli che una reale e qualificata diffusione di strumenti di ammodernamento delle amministrazioni, quali sono le funzioni della comunicazione, ha la necessità di coerenti scelte organizzative ed adeguati investimenti; elementi questi che non possono che essere definiti a livello aziendale in una costante pratica di contrattazione da parte delle organizzazioni sindacali.Gli istituti propri della contrattazione nazionale potranno portare a questi risultati di valorizzazione delle professionalità ed in questo senso i prossimi contratti saranno un banco di prova, determinando in tal modo una attuazione condivisa dei contenuti di una legge che non si è limitata ad agire sul piano organizzativo, ma ha esteso il proprio campo di intervento anche su aspetti di competenza della contrattazione senza, peraltro mettere in campo tutti gli strumenti per poter attuare una riforma unanimemente ritenuta strategica. Il nostro impegno sarà nel portare avanti un percorso contrattuale all'attuazione della legge stessa".Non servono, dunque, molte parole per sottolineare l'importanza di questa presa di posizione unitaria. Soprattutto in una fase in cui la mancata attuazione della Legge 150 produce mostruosità giuridico-amministrative (in un recente concorso pubblico per responsabili della comunicazione di una grande ASL del Sud viene richiesta, come titolo di accesso, la laurea in medicina e chirurgia) o delusioni cocenti (dipendenti mandati ai corsi di formazione che non si vedono riconosciute, dalla loro stessa Amministrazione, il valore formativo di quell'esperienza). Adesso tocca a tutti i comunicatori pubblici far conoscere alle rispettive Amministrazioni e alle Organizzazioni Sindacali territoriali il contenuto di questo documento.Sarà il 2007 l'anno decisivo per dare certezza alla comunicazione pubblica e ai comunicatori pubblici?Non basta sperarlo, occorre volerlo.Intanto, buone feste a tutti.

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