Anoressia: l'ipocrisia ingrassa solo gli ipocriti.
Se l'ipocrisia si potesse trasmettere come un virus influenzale che arrotonda le forme, non ci sarebbe più il problema dell'anoressia, che sarà pure un disturbo alimentare nervoso, ma che certo affonda almeno una delle sue radici nella comunicazione ipocrita che ci circonda.Non voglio dire che la comunicazione sia la madre di tutti i mali, ma sicuramente non si può non notare l'incongruenza diffusa per cui 'chi comunica bene, poi razzola male'. E siccome un comunicatore che razzola male comunica malissimo, il paradosso è inevitabile perché l'assioma diventa: 'chi comunica bene, poi comunica male'.Possibile che se muore una ragazza di anoressia, tutti predicano indignati contro i modelli filiformi imposti dalla moda e dalla televisione e poi però, davanti ad una signora rotondetta, concorrente di un quiz, il conduttore non riesca a trattenersi dal ridicolizzarla 'con finto garbo', per tutta la durata
del programma? Possibile che tutti condannino le 'rifattone' e le 'plasticate' e poi ci sia spazio solo per loro in siparietti e trasmissioni? Possibile che le predicozze ad accettarsi per quel che si è debbano essere fatte da quelle barbie, innaturalmente perfette, che non hanno saputo resistere nemmeno alla tentazione di farsi rimpicciolire i lobi delle orecchie, perché antiestetici?Per non parlare poi della bieca ruffianeria di certi giornalisti che si prestano, come instancabili cicisbei, a duetti adulanti e finte provocazioni melense, che farebbero innervosire anche un eremita tibetano. Insomma, che la Loren sia un mito italiano nessuno lo sconfessa, che sia una bellissima donna, nessuno lo mette in dubbio, ma che i giornalisti non osino neppure supporre quello che è sotto la luce del sole, mi sembra un pessimo servizio per la società.Domanda: - Sofia, a 72 anni sei più bella di tante ragazzine, non hai mai pensato alla chirurgia estetica?
Risposta: - certo, ho deciso infatti che farò il primo intervento quando compirò i 100 anni.E questo cosa voleva essere, un modo per scoraggiare le giovani a rifarsi, un tentativo patetico di far credere che la Loren sia genuina come la pasta al basilico, o piuttosto un modo per far sentire 'cesse' le ventenni già complessate, perché escono sconfitte pure dal confronto con una nonna napoletana?In realtà, la comunicazione non può nulla e può moltissimo, non può certo risolvere il problema dell'anoressia e dei modelli sbagliati, ma può certo fare attenzione almeno a non essere ipocrita e contraddittoria. Quanti giornali hanno affossato Kate Moss, la cocainomane? Gli stessi che poi le hanno dedicato copertine e servizi. Quanti giornali hanno scritto pezzi illuminati sull'anoressia? Gli stessi che poi cerchiano in rosso la pancetta di quel vip, beccato sulla barca, o sottolineano la forma appesantita di quell'altra attrice,
mentre si rilassa in spiaggia.Ricordo che all'epoca di 'Non è la Rai', molti si lamentavano perché il modello adolescenziale imposto era quello della lolita snella e civettuola, lasciando da parte l'aspetto civettuolo, che pare sia elemento trasversale comune per fare tv al femminile, apprezzai e seguii con interesse la campagna contro le piccole dive di Boncompagni, salvo poi rimanere di sasso qualche anno dopo. La reginetta del programma era cresciuta, Ambra non era più una lolita snella, e a quanto pare se ne erano accorti tutti. Giornali e gossip fecero a gara per mettere sotto la lente d'ingrandimento i 'chili di troppo' della bimba prodigio, tanto che la ex stellina di 'Non è la Rai' dovette giustificarsi spiegando, con mestizia, che purtroppo aveva sviluppato ed era aumentata di peso. Incredibile, nessuno ufficialmente le vuole magre, ma poi sono tutti schierati e pronti a sparare sul primo chiletto che, attenzione, non è ancora quello di troppo,
per chi è sottopeso, è semplicemente quello che manca per essere in forma.Stessa ipocrisia per i seni al silicone, tutti condannano questa moda, i sondaggi dicono che gli uomini le preferiscono al naturale, poi attori e calciatori si accompagnano solo con canotti ambulanti, e così alla fine pure le casalinghe vogliono la balconata nuova e sono capaci di risparmiare per decenni, pur di poter accumulare quanto serve per assomigliare, nei contenuti gelatinosi, a vallette, top model e annunciatrici. Certo la comunicazione non c'entra, non completamente, e come potrebbe d'altronde arrestare un fenomeno del genere? Però potrebbe almeno evitare, dopo tante prediche da pulpiti marmorei, di ridicolizzare il seno piccolo di questa o il seno cadente di quell'altra, suggerendo il solito ritocchino.









