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Punto eu vs. punto com: il valore politico dei domain names tra comunicazione e commercio.

30 Nov 2006

Punto eu vs. punto com: il valore politico dei domain names tra comunicazione e commercio.Lo sapete che sono stati introdotti i nomi di dominio europei? se non siete informati fate bene a correre ai ripari. Da alcuni mesi ormai mesi non dobbiamo più fare i conti solo con i soliti suffissi nazionali (sono i classici .it per l'Italia, .fr per la Francia, .es per la Spagna e così via) e con i vari .com., .org e .edu ma possiamo fare affidamento su domain names europei nuovi di zecca.Ma per capire meglio cosa è successo forse è opportuno un breve riassunto delle puntate precedenti, come si usava negli sceneggiati televisivi di antica memoria: non si è arrivati al suffisso .eu casualmente. È un processo che segue una logica di sviluppo e di crescita della rete e dell'identità culturale ed economica del nostro continente. Come è noto per farsi vedere su Internet, aziende, enti pubblici e privati cittadini devono registrare il proprio nome sulla Rete, nome che viene chiamato "dominio" o "domain name".E se qualcuno ha già registrato un nome di vostra proprietà? Questo fenomeno è un grosso problema del Web e si chiama cybersquatting. Spesso, attorno ai domini si sono scatenate delle vere e proprie guerre, a volte per motivi culturali, spesso per motivi economici.Nella storia di Internet sono numerosi i casi in cui un'azienda ha fatto causa a un'altra azienda perché si è vista sottratta il nome che riteneva spettarle di diritto. Ma l'importanza dei domini va oltre ai confini delle singole aziende e addirittura delle singole nazioni: ecco perché la Commissione Europea ha autorizzato il dominio "eu": una forte affermazione dell'identità europea, al pari di quella americana. Fino al '97 la gestione tecnica e strategica dei domini Internet mondiali è stata appannaggio degli Stati Uniti. Poi le cose sono un po' cambiate ma la nascita dell'ICANN (istituto per la gestione dei domini) come struttura no profit e teoricamente super partes non ha certo messo fine a una guerra cyber-politica per il controllo sugli interessi strategici nel mondo della Rete. In questo contesto, Bruxelles ha lanciato il dominio .eu, che significa l'affermazione di un'identità europea, al pari di quella americana e in concorrenza con essa, nel mondo del commercio, dell'offerta di servizi e della comunicazione on line. Il dominio .eu - secondo la Commissione - contribuirà a fare chiarezza e consentirà di evidenziare la specificità europea in molti settori. Inoltre, la sua introduzione al momento del passaggio alla moneta unica avrà un grande valore simbolico. L'introduzione di un dominio ".eu", poi, può costituire un'opportunità importante per liberarsi a poco a poco dalla supremazia americana sui nomi a dominio.Il dominio non è più solo un indirizzo da digitare nel browser per collegarsi a un sito, ma è un fattore fondamentale per ogni impresa online. Avere un dominio azzeccato, facile da ricordare, che faccia presa sul pubblico, può segnare la differenza tra il successo e il fallimento. Ma cosa succede quando una multinazionale ha la stessa denominazione, ad esempio, di un gruppo di artisti. Su fatti del genere ormai esiste una lunga sequenza di interventi da parte dei tribunali e dei legislatori nazionali. Ma le sentenze favorevoli per i legittimi proprietari dei nomi non erano sufficiente per ristabilire ordine. Grazie all'introduzione di nuovi suffissi (per tutti ricordo .info e .biz che esistono ormai da alcuni anni) invece l'Unione Europea è riuscita a dare uno scossone ad un sistema che già avverte il peso della stratificazione ed ha bisogno di regole certe per potersi sviluppare con forza ed equilibrio. Per i suffissi .eu non si è verificata la corsa all'accaparramento che ha caratterizzato i suffissi .com e .it ai tempi della diffusione di internet come strumento commerciale. Questa volta la Naming Authority ha vigilato con fermezza, prevenendo "bagarinaggi" e appropriazioni indebite dei nomi di dominio. Prevenire è sempre meglio che curare. Per chi vuole saperne di più http://www.nic.it

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