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La lezione di COM-PA 2006.

15 Nov 2006

La lezione di COM-PA 2006.Ci sono molti modi di leggere il successo della tredicesima edizione di COM-PA, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi ai Cittadini e alle Imprese.Si possono valutare i numeri (28.350 visitatori), si possono considerare gli aspetti scientifici (161 convegni su altrettanti temi), si possono citare il livello e la qualità degli interventi (880 relatori).Ma così si rischia di scivolare nell'autocelebrazione tipica di quelle rassegne che, più sono asfittiche e monotone, più si gonfiano di numeri e cifre da capogiro.Quello che COM-PA ha detto ai rappresentanti del governo, agli amministratori pubblici, ai docenti universitari, agli studenti e al grande pubblico dei visitatori è stato qualche cosa di più e di più importante.A Bologna, ancora una volta e in maniera esplicita, si è presentata non la Pubblica Amministrazione da vetrina, ma quella che ha sostituito propaganda e immagine con sostanza e contenuti.Quella, per intenderci, che non utilizza le difficoltà del momento (Finanziaria o qualsiasi altro nome abbiano) per rifugiarsi nel rassicurante ventre della burocrazia, ma che è consapevole che ogni volta si rinuncia a fare e a comunicare non si compie un passo in avanti nei confronti delle nostre comunità, ma se ne fanno due indietro, verso quella concezione della comunicazione che trasforma tutto in un indefinibile "spray" politico-burocratico che non serve al cittadino e non valorizza le Istituzioni.A COM-PA, dunque, erano attivi e presenti quei nuovi dipendenti e quella nuova Amministrazione che a parole tutti auspicano ma in pratica molti temono.Come non vedere, a cominciare dalla sobrietà degli stand, per proseguire con la qualità dei prodotti presentati, la volontà di cambiare che, anziché sfociare nel solito lamento, diventa nuova voglia di fare e capacità di ripensare servizi e prestazioni?Come non accorgersi dei tanti dipendenti pubblici che, abbandonati schemi tradizionali e luoghi comuni, si sono dimostrati motivati, responsabilizzati e professionalizzati?Ministeri, Istituzioni come la Camera e il Senato, Regioni, Province, città grandi e piccole, Aziende sanitarie, Università: tutti hanno espresso il volto nuovo e positivo del cambiamento.Anche per questo all'appuntamento di Bologna gli oltre 4000 studenti delle scuole superiori e dell'Università si sono potuti confrontare con la Pubblica Amministrazione in un clima di entusiasmo e di voglia di fare anziché in un'atmosfera reducistica e rancorosa come qualche volta accade.Si può dunque dire che, dopo tredici anni, COM-PA ha realizzato uno degli obiettivi di fondo che ne presiedettero la nascita.Quello di essere il punto di riferimento di tutta la Pubblica Amministrazione che si muove con coerenza e agisce con continuità sulla strada del cambiamento.Che pensa e che lavora senza miracolistiche promesse né attese strumentali, ma consapevole che cambiare e migliorare vuol dire agire, ogni giorno, per il buon governo e per la qualità della vita delle proprie comunità.Di questi dipendenti e di queste Amministrazioni COM-PA vuole essere il più fedele interprete e vuole garantire quella visibilità che nasce dall'autorevolezza delle cose dette e dalla coerenza delle cose fatte.Anche le delegazioni provenienti da nove Paesi dell'Unione Europea hanno sottolineato la novità e la positività di questa rassegna, definita nelle parole di Pierre Zémor, presidente della FEACP: "La più importante manifestazione europea in materia di innovazione amministrativa e comunicazione pubblica".Non poteva esserci miglior riconoscimento per cominciare a costruire la prossima edizione di COM-PA.

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