Username: Password:  
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi
articolo letto 4910 volte

Orgoglio & Story-board.

13 Ott 2006

Orgoglio & Story-board.La "passeggiata del condannato a morte". Così la chiamava in gergo il Direttore Marketing Livio De Nutis, quando ne parlava con i suoi collaboratori. Era l'ora, quella drammatica ora, che precedeva puntualmente ogni convegno. Occhi che si specchiavano pieni di angoscia dentro altri occhi altrettanto preoccupati. Occhi che scorrevano file di sedie che esprimevano meglio di qualunque altra cosa il concetto di vuoto assoluto. File di sedie che aspettavano partecipanti come ragazzine invaghite di un misterioso principe azzurro, che imploravano un sedere quale che fosse sotto cui rendersi comode, morbide e anatomiche. Vassalle come geishe. Repentini spostamenti all'insegna della più spericolata geometria sperimentale, cambi di sala last minute fedeli al dogma assoluto dei sacri maestri della banalità convegnologica "meglio quattro siamesi in un sottoscala piccolo e saturo che centomila soriani in uno stadio enorme da centodiecimila posti". Frasi di circostanza, battute nervose, nicotina a go-go, nugoli di carie dentali aviotrasportate da caramelline insidiose dietro l'aspetto innocente. E poi sopraccigli che si inarcano, crisi di identità, qualche scatto uterino. Immancabili, le telefonate del Vertice che martellano le palle con frasi del tipo "De Nutis, dammi il polso della situazione" o "Siamo in grado di fare una previsione sulle presenze?" o, peggio ancora, la classicissima "Presto, facciamo un giro di telefonate per sensibilizzare pigri e strafottenti. Prendiamoli per esasperazione, priviamoli di ogni residuo barlume di autodeterminazione, ma che vengano!".Ma andiamo per gradi. Quando l'Amministratore Delegato della branch italiana della multinazionale automobilistica gli aveva imposto il diktat del convegno, De Nutis era trasecolato. Era andato, con la lente deformata dei ricordi, a scandagliare la sua prima gioventù aziendale. C'era stato un periodo, avrebbe detto senz'altro Sigmund Freud, in cui le aziende - in un vano delirio autoreferenziale - misuravano la propria virilità a colpi di congressi ed eventi.Alla fine De Nutis ce l'aveva sempre fatta, sul filo di lana, per il rotto della cuffia, a colpi di colpi a sorpresa, di missioni speciali, che comportavano non di rado la perdita di quote preziose di dignità o l'assunzione, per fatto di naturale reciprocità, di promesse di improbabile mantenimento. Oggi, però, erano altri tempi. Ne era cosciente. Oggi il solo sentir nominare la parola convegno poteva provocare parossismi e spossessamenti dell'io, veri e propri stati di latenza che la scienza medica faticava a inquadrare. Purtroppo non c'era stato nulla da fare: di fronte alle resistenze di De Nutis l'Amministratore Delegato Ing. Pagano, a sua volta vittima incolpevole di quell'ingranaggio suicida alimentato dalla ragion di Stato aziendale, era stato irremovibile. - Fai tutto quello che puoi, Livio, qualunque cosa. Scendi a patti col diavolo, corrompi anche lui, se necessario, ma in sala ci deve essere il tutto esaurito. Chiama qualche vecchia puttana di pierre, dille di allettare gli ospiti con il miraggio di profferte sessuali esplicite, che so, il sacrificio in diretta di una vergine. Che si inventi qualcosa, per Dio! Voglio la sala (n.d.r. immancabile) "zeppa come un uovo"!In realtà le cose, già complesse di per sé per la difficile situazione ambientale, erano ulteriormente complicate dalla natura sospettosa del nemico interno. Il Caino che da Londra aveva ordito la trappola di un convegno su un tema insostenibile come la Mobilità nel Terzo Millennio per consegnarlo nelle mani di De Nutis (e, p.c., di Pagano) era accreditato di un'abilità diabolica nel riconoscere le presenze "a riempitivo", i buchi neri nella platea colmati dagli organizzatori con uomini di paglia raccogliticci, improvvisati dalla disperazione. Nei tempi d'oro De Nutis aveva formato ad arte squadre speciali di kamikaze della convegnistica, professionisti mercenari che transumavano con la massima disinvoltura da un argomento all'altro, da un workshop operativo ad un meeting strategico internazionale, ostentando lo stesso fantomatico interesse. Erano espressione dei mestieri più disparati (artigiani, cabarettisti, impiegati, perfino qualche pornodivo dilettante, etc.) ed alcuni spingevano il loro talento fino a interpretare anche il lato proattivo del convegnista, ponendo domande pertinenti proprie del repertorio dei soli addetti ai lavori.A distanza di anni certe vocazioni si erano perdute per sempre. Il barbaro avversario interno, per di più, aveva tagliato tutte i possibili rifornimenti dalle retrovie, pretendendo che gli venisse consegnata la lista definitiva dei partecipanti, corredata di ente/azienda rappresentati e della funzione ricoperta. Scacco matto?

Di Vittorio Correale
Responsabile Marketing Area Private Banking Gruppo Mps di Gruppo MPS- Area Private
Non ci sono ancora commenti
Effettua il login o registrati per poter pubblicare i tuoi commenti in tempo reale.
busy