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Cookies e internet: quando i biscottini possono essere veramente indigesti.

13 Ott 2006

Cookies e internet: quando i biscottini possono essere veramente indigesti.Che limiti esistono per l'uso legittimo dei cookies? Questo strumento informatico è un file, apparentemente innocuo, applicato sull'hard disk del computer collegato alla rete. Quando si accede ad un sito, il server remoto richiede al browser del navigatore di salvare alcune informazioni in modo che, alla successiva visita, possano essere impostati automaticamente i parametri di configurazione. È un mezzo nato con l'obiettivo di facilitare la navigazione, accelerando l'accesso ai siti e riducendo i tempi di collegamento.Ma, come spesso succede, strumenti nati per conseguire finalità positive portano con sé effetti collaterali indesiderati e negativi. Da più parti si manifestano preoccupazioni sull'uso dei cookies, sostenendo la necessità di sottoporre questa pratica a precise regole. In effetti i cookies permettono di raccogliere informazioni, assumendo precise notizie su gusti e preferenze di ogni navigatore. Sono facilmente immaginabili le conseguenze di un uso distorto di tali dati. Per la verità i difensori dei cookies sostengono che questi strumenti non danno luogo necessariamente alla raccolta di dati personali e spesso sono utilizzati solo per facilitare l'accesso a certe pagine e certi servizi, in forma del tutto anonima. Peraltro la personalizzazione del sito è uno strumento importante per fidelizzare il cliente ed offrirgli un servizio adeguato.Pur se questo è vero, va detto che un utilizzo raffinato dei cookies permette la ricostruzione di un accurato profilo personale dell'utente. Questo fenomeno è stato oggetto fin dal 2001 di un intervento del Garante per la protezione dei dati personali che ha dichiarato l'illiceità dei comportamenti di raccolta invisibile dei dati, senza la preventiva informazione da parte del titolare ed il consenso espresso da parte dell'interessato. Il Garante ha precisato che l'informativa deve essere:- collocata on line prima della richiesta di registrazione- riferita a tutti gli aspetti del trattamento svolto dall'operatore, riepilogando in maniera chiara e sintetica le informazioni rilevanti contenute nel contratto- contenere un richiamo ai diritti d'accesso attribuiti all'interessato con l'indicazione dell'ufficio presso cui esercitare tali dirittiViene richiesto inoltre il consenso dell'interessato per usare i dati a fini commerciali e per poter comunicare i dati a società terze di cui deve essere allegato un elenco nell'informativaAnche i Garanti europei hanno suggerito di informare preventivamente chiunque si colleghi a un sito Web sulle modalità di raccolta dei dati, compreso l'eventuale utilizzo di procedure automatizzate quali sono i cookies.Questo stesso orientamento è emerso con decisione nel Parlamento Europeo il quale, fin dal 2002, ha approvato, dopo lunghe discussioni, la Direttiva sulla Comunicazione Elettronica e la protezione dei dati personali.In conclusione si può dire che i cookies non sono nati per trattare dati personali, anche se vi sono molti siti che adottano questa pratica senza dichiararla. Questa prassi, oltre ad essere illecita, non tiene conto di quanto sia importante instaurare un rapporto chiaro e trasparente nei confronti degli utenti sempre più consapevoli dei propri diritti. Mostrarsi corretti e trasparenti favorirà la nascita di un rapporto di fiducia dell'interessato nei confronti di chi offre prodotti o servizi on line.Quindi anche per consolidare il proprio rapporto con i navigatori è necessario informare i visitatori della presenza di cookies, spiegarne il funzionamento ed illustrare le finalità dello strumento e della eventuale raccolta di dati. Se vi imbattete in qualche sito che non adotta questa regola di trasparenza, da avvocato, posso dirvi che il fatto è grave e potete contestare davanti alle autorità questa violazione. Ma voi, esperti in comunicazione e marketing, sapete meglio di me che chi gestisce quel sito comunica male e non ricambia la fiducia di chi decide di dargli ascolto. E questo è un fatto altrettanto grave.

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