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La formazione: una questione decisiva.

14 Set 2006

La formazione: una questione decisiva.Nel Paese delle 150.00 auto blu ci sono anche buone notizie.In questi giorni, molti quotidiani hanno dato con un certo risalto la notizia dell'intenzione del governo di creare una moderna scuola di formazione per i dirigenti pubblici.Una scuola che dovrebbe nascere, il condizionale è d'obbligo in assenza di un vero e proprio progetto, dalla fusione o unione dell'attuale Scuola superiore della Pubblica Amministrazione con il Formez.Anche se nel settore pubblico ogni novità produce resistenze, alcune delle quali con buoni motivi molte altre con motivi meno nobili, il giudizio non può che essere positivo.Si tratta di un passaggio davvero significativo nel cambiamento di un sistema pubblico dove una miriade di Enti, strutture e uffici tendono ad occuparsi di cose molto simili e, a volte, pressoché uguali. Oggi, però, tutto questo è un lusso che il nostro Paese non può più concedersi. Non solo per le note vicende legate alle Leggi finanziarie, ma anche perché molte delle questioni di cui questa pletora di servizi si occupa hanno un ruolo rilevante per realizzare davvero una nuova amministrazione, nuovi dirigenti e, di conseguenza, una migliore qualità dei servizi.Va da sé, quindi, che occorra un più efficace coordinamento scientifico e una nuova metodologia organizzativa.Questo non significa distribuire attestati di critica o di merito a questa o quella Istituzione ma, molto più semplicemente, cercare di razionalizzare risorse e intelligenze per un fine comune.Il cambiamento, che oggi tutti sollecitano e che non riguarda più e solo la pubblica amministrazione, chiama in causa parole importanti ma sempre più desuete come etica, valore del lavoro, professionalità, competenza, identità.Queste si misurano con un mercato che presenta evidenti disfunzioni e limiti. Non basta certamente evocare processi di management o di customer per ridare un senso e un valore a tutto ciò che è pubblico, a cominciare, appunto, dal ruolo dei dipendenti. I quali, a loro volta, sono stanchi di essere indicati come un'importante risorsa e poi, nei fatti, trattati come un'inevitabile presenza.Viviamo un tempo in cui la formazione e l'aggiornamento sono elementi fondamentali per garantire la competenza professionale e, di conseguenza, l'efficacia e l'efficienza delle nostre Amministrazioni.Interrogarsi, come sta facendo il governo, sui modi e le forme migliori per valorizzare i ruoli e le funzioni di un grande numero di dipendenti, è importante anche per superare un momento di stallo che sembra aleggiare sulle organizzazioni pubbliche senza ricorrere a trionfalismi o paragoni azzardati.Mi sembra, infatti, un po' presuntuoso e molto provinciale chiamare in causa l'ENA, la grande scuola manageriale per le classi dirigenti di Francia, anche se è vero che, per rispondere alle sfide odierne, occorrono funzionari e dirigenti profondamente diversi, maggiormente competenti e fortemente motivati.È, a ben vedere, la questione centrale della formazione. Troppo spesso trattata come una sorta di benefit da spendere per qualche giorno in amene località dove a volte si scopriva che i "docenti" ne sapevano quanto, se non meno, dei "discenti".L'idea del governo sembra, invece, voler sostituire una formazione a volte "paracadutata", a suon di opuscoli e depliant, nelle nostre Amministrazioni con un'altra che sia ad un tempo diritto del personale ed elemento strategico per una nuova politica delle risorse umane.Nei prossimi giorni ci auguriamo di saperne di più. I comunicatori pubblici, infatti, esprimono un forte interesse per tutto quanto si muove nel campo, ancora limitato, dell'innovazione. Certi come sono che le idee, anche le migliori, camminano sulle gambe degli uomini e che questi sono, ancora una volta, l'elemento decisivo di processi che leggi, regolamenti e tecnologie possono solo indicare ma non garantire in quanto tali.Noi che pensiamo al nuovo come ad un'opportunità e non come ad un pericolo, seguiremo con attenzione e partecipazione lo sviluppo di questa vicenda che, ci auguriamo, proceda rapidamente.Perché, in questo momento non facile, di tutto abbiamo bisogno tranne che di una politica fatta di "annunci" che tali rimangono.

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