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In Abruzzo apre l'ufficio stampa di madre natura.

14 Set 2006

In Abruzzo apre l'ufficio stampa di madre natura.C'erano una volta (così iniziano le favole più belle) sei ragazzi aquilani appassionati di montagna e di biciclette. In modo altrettanto semplice e schietto inizia, quasi per magia, anche una storia di comunicazione e pr che, lontana da strategie e tranelli, ottiene successi planetari, alla faccia di quei professionisti che tanto si affannano per ottenere traguardi molto meno lusinghieri. Ma andiamo per ordine. In un mondo di interessi e guadagni, di sgambetti e fregature, di soffiate e raccomandazioni, nasce un caso di comunicazione da oscar. Un gruppo di sei ragazzi uniti da amicizia e passione per lo sport di montagna decide di riprendere con telecamere amatoriali le performance, anche queste amatoriali, compiute a cavallo di mountain bike, lungo sentieri scoscesi e polverosi. Il fine? Quello di rivedersi tutti insieme per ridere, davanti ad una robusta spaghettata, degli errori dell'uno e delle prodezze casuali dell'altro. Lo spirito che motiva tutti è il divertimento e la voglia di stare bene: il grafico, il postino, il tecnico di telefonia mobile, lo studente, l'infermiere e l'art director tutti vogliono solo scaricare la tensione della settimana lanciandosi in picchiata in mezzo ai boschi o dentro le cave. Poi però succede qualcosa, si montano le riprese, si sceglie la musica, la linea grafica, l'animazione in 3D, il logo, in breve si passano ore davanti al computer per perfezionare una creatura che sta crescendo a vista d'occhio ed inizia ad avere esigenze sempre più importanti. E così si decide un'autotassazione per acquistare telecamere più professionali, il resto si costruisce con la tenacia e la determinazione di chi è animato da una passione forte. Si realizzano carrelli per set televisivi, utilizzando le ruote degli skateboard, si montano dolly utilizzando vecchi infissi in alluminio, si fabbricano carrucole e ponti levatoi per allestire scenografie da mozzare il fiato, infine ci si tassa di nuovo per noleggiare un elicottero e fare un'ora di ripresa aerea. Ogni giorno, ogni momento libero si trascorre in sella alla bici; a turno si diventa stuntman, registi, cameraman, attrezzisti, e poi si resta fino a notte fonda per montare il girato. La mattina ognuno torna al proprio lavoro 'normale', ma con lo slancio, l'entusiasmo, la rinnovata energia di chi sa che è a fine giornata che la vera giornata comincia. E così di nuovo in sella a sfrecciare lungo sentieri e discese. Finalmente, dopo tanto lavoro, sacrificio e divertimento il risultato arriva e lascia tutti a bocca aperta: Clorophilla è il nome del film prodotto, nato senza sponsor, senza professionisti, senza finanziamenti, senza appoggi politici, semplicemente dalla passione spontanea di sei amici che ora sono ricercatissimi in rete, applauditissimi in ogni angolo della Terra, ambiti da sponsor di settore. Il film in breve viene richiesto e distribuito a livello mondiale. Un successo per i sei ragazzi ma un bel successo anche per Madre Natura. Infatti i filmati di freeride mountainbike sono produzioni costosissime, i finanziatori ingaggiano i migliori cameraman sportivi, scelgono i migliori bikers professionisti, ambientano le riprese nelle location americane più esclusive che però finiscono per fare solo da quinta teatrale. In tutto questo, il film Clorophilla arriva con la forza dirompente che solo le grandi novità possono avere. I patiti del settore hanno subito applaudito il film non solo per la qualità intrinseca riconosciuta al girato, ma anche per il lato umano che c'è dietro e che arricchisce ogni singolo frame di una magia che i soldi non possono comprare. Inoltre, con questa operazione finalmente Madre Natura ha ricevuto il trattamento d'onore che meritava perché si è vista finalmente promossa dal ruolo di comparsa, che fa solo da sfondo alle performance sportive, a quella di co-protagonista. Il film Clorophilla lancia infatti un messaggio chiaro: "il bello è fuori, andate a catturarlo con gli occhi, con le bici, con l'anima", lasciate l'asfalto alle città e riappropriatevi della natura con ogni mezzo vi piaccia, uscite dai locali e entrate nei boschi. Con questa premessa i sei ragazzi aquilani sono riusciti ad appassionare il pubblico presente al cinema Massimo per l'anteprima mondiale: né il caldo né la folla hanno frenato gli entusiasmi e così alla fine il video è diventato qualcosa di più di un film sulle mountainbike: un inno all'amicizia, ai valori positivi, alla natura, il tutto in uno scenario paesaggistico suggestivo e incantevole, che sembra di scoprire per la prima volta, ma che invece svela solo la bellezza che ci circonda e che troppo spesso non notiamo. L'hanno invece notata e apprezzata tutti gli altri, Canada, Stati Uniti, Russia, Giappone, Finlandia, Sud Africa, Nuova Zelanda, Europa, Cile, Brasile. Un'operazione di successo che continua a potenziarsi e ad innescare nuovi meccanismi di crescita, anche dal punto di vista della comunicazione. Chapeau quindi all'Opachee Team, questo il nome del gruppo dei bikers-cameramen-montatori-produttori, che ha trasformato una passione in un film e un film in una emozione planetaria. E permettetemi uno chapeau davvero speciale a Francesco D'Alessio, il fratello art che ogni copy vorrebbe avere.www.clorophillafilm.com

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