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Primi nel mondo: piedi puliti e mani sporche.

17 Lug 2006

Primi nel mondo: piedi puliti e mani sporche.Mentre l'Italia del calcio si giocava il posto più alto sul podio mondiale io facevo il tifo, qui in Africa, con la nutrita e rumorosissima comunità italiana in Mozambico. Qualcuno si è spellato le mani, altri, tra una pizza e l'altra, hanno del tutto perso la voce, i soliti distruttivi andavano a caccia di difetti e, sinceramente, in quell'Italia un po' stanca del secondo tempo, non era tanto difficile trovarne. Io, pur felice per la vittoria e contagiato dalla torcida dei miei amici italiani e mozambicani che mi coprivano con valanghe di complimenti, provavo una piccola, ma profonda sensazione di disgusto. Mentre i ragazzoni azzurri, ben pasciuti e determinati a vincere, scorrazzavano pel campo a caccia della bola prediletta, non potevo far a meno di pensare ai disonesti compagni di merende che in Italia avevano sporcato tutto, vendendosi la loro, ma anche la nostra dignità, per qualche dollaro in più. Non per comprare le medicine per i figli o per cambiare la consunta utilitaria, ma semplicemente e ignobilmente, per cambiare il panfilo o per mantenere il piedaterre a Montecarlo dove ricevere puttane d'alto bordo e magari anche d'alto lignaggio.E allora, da uomo di comunicazione, da sempre, pensavo all'immagine ampiamente deturpata, soprattutto all'estero, della nostro vetusto bel paese.E pensare che sono a milioni gli stranieri che tutti i giorni del tempo visitano e amano, a suon di monera pregiata, le nostre bellezze ambientali e i nostri capolavori d'arte. Milioni di uomini e donne che vengono a trovare un'Italia ammalata che ha perso l'equilibrio tra contenuto e contenitore. Una Italia che, anche giustamente, apre le porte ai suoi ex reali, accogliendoli con simpatia e si ritrova una meretrice di Babilonia, sol pronta a risucchiare il massimo dei vantaggi con business men che discutibili. Poi vince i mondiali di calcio, con sufficiente merito e giusto orgoglio patrio, e si ritrova, contemporaneamente, sprofondata in una realtà che vede l'ossatura portante dell'universo pedatorio nazionale, sprofondata nella peggiore delle situazioni possibili. La vecchia signora; perduto il suo antico buon pastore che aveva disegnato lo "StileJuventus", trova un lupo vestito da agnello e sprofonda in serie B con penalizzione tennistica. Milan, Lazio e Fiorentina, travolte, consapevolmente e colpevolmente dai lupi mannarii, se ne vanno nella serie inferiore con buona pace dei poveri ed incolpevoli tifosi. Ma intanto per non fare polemiche con queste scelte, all'acqua di rose, vorrei ricordare il caso Genoa. Retrocessione dalla serie A, conquistata sul campo, alla serie C con 7 punti di penalizzazione. Il tutto per il sospetto, non ancora provato, di aver comprato una... dico una partita, dopo essere stata in testa per tutto il campionato. E adesso, ciliegina sulla torta, il povero vecchio Grifone, tanto amato dal nostro grande Gianni Brera, si ritrova promossa in serie B, malgrado le penalizzazioni, ma come giusto premio, si troverà a dover lottare per la promozione in serie A con le più forti compagini del campionato di serie. Che beffa. E la giustizia? Come al solito... a farsi fottere.Quindi; sempre a proposito d'immagine dell'Italia nel Mondo: Un ex re da paese dei campanelli, la Banda Bassotti alla guida dello sport nazionale, il cinema e la televisione in mano ai soliti ignoti e il turismo che perde colpi da tutte le parti. Ci manca che ci vendiamo il Colosseo e la torre di Pisa...Comunque; viva l'Italia e speriamo che il futuro sia un po' più pulito sul campo e soprattutto fuori, per ricominciare ad essere orgogliosi, con qualche buon motivo, di essere italiani. Possibilmente sani dalla testa ai piedi e senza mele marce nella cesta.

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