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Il blog di latta.

16 Mag 2006

Il blog di latta.Un nuovo modo di comunicare con la P.A.?Un'auto vecchia e incidentata è ferma da 2 anni in uno spazio riservato, sotto un cartello di divieto di sosta con rimozione forzata. La sua storia si legge molto chiaramente sul retro. Sul cofano e sul parabrezza invece, sempre a caratteri cubitali, qualcuno si pone anche una domanda esistenziale, non priva di un certo buon senso: "Vigili di quartiere ma dove c… siete?".Non è un bello spettacolo da nessuna parte d'Italia ma se fosse in una zona molto degradata, forse nessuno farebbe caso ad una macchina abbandonata. Con tutti i problemi più gravi da risolvere!Questo invece accade oggi a Milano, vicino a Corso Lodi e a 20 metri dal Grand Hotel Visconti Palace.L'autore di questo originale "comunicato stampa" molto probabilmente è il titolare dello spazio riservato che l'auto abbandonata gli sottrae da ben 2 anni. Immagino che prima di fare questo gesto clamoroso, da bravo cittadino, abbia telefonato ai vigili per chiedere la rimozione dell'auto com'è suo diritto e come avrebbe fatto chiunque di noi.Poi, non vedendo mai arrivare il carro attrezzi, avrà pensato che avrebbe avuto più successo inviando una lettera (scripta manent!), indicando anche il numero di targa per rintracciare il proprietario dell'auto abbandonata o forse rubata. Passano i mesi ma non accade nulla. Allora avrà sollecitato di nuovo, telefonato e ancora scritto. Ma l'auto rossa è sempre lì, ad occupare il suo spazio e a degradare il tratto di via dove abita. Poi un dubbio lo assale: "Forse nell'era di internet e dell'e-government ho sbagliato ad usare il telefono e la posta per comunicare. Se è vero che anche le pubbliche amministrazioni sono sempre più informatizzate, come loro stesse non perdono occasione per informarci, vuoi vedere che con un'e-mail risolvo tutto?" Macché, il risultato non cambia; l'auto è sempre lì sul suo ormai ex spazio riservato.Sta quasi per rassegnarsi del tutto, quando è attraversato da un lampo di genio. Con vernice e pennello usa la stessa auto rossa come un mezzo e un testimone della sua personale campagna di comunicazione. Testimone della sua rabbia ovviamente, ma anche e soprattutto testimone dell'immobilismo di una amministrazione inefficiente. E così, direttamente sulla macchina, crea un blog "sui generis" aperto a tutti quelli che passano. Compresi i clienti italiani e stranieri che alloggiano molto numerosi nell'hotel lì vicino. Come me, l'altra sera.Se l'auto a questo punto sarà rimossa davvero, non resterà altro che constatare che dall'epoca dei graffiti ad oggi molto poco è cambiato. In fondo la maniera più efficace di comunicare con certe amministrazioni, resta ancora la prima.

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