Il bilancio sociale degli enti pubblici: un incentivo alla responsabilit? e alla trasparenza.
Innanzitutto una precisazione: il bilancio sociale non sostituisce il tradizionale bilancio civilistico, ma lo affianca e lo completa. Si parla per la prima volta di bilancio sociale negli anni '40, negli Stati Uniti. Ma è solamente dagli anni '70 che la rendicontazione sociale assume significati e valori rilevanti, sia negli U.S.A. che in Europa. Essa nasce dall'esigenza delle imprese di dare valore non solo al profitto (e quindi ai vantaggi procurati agli azionisti), ma anche dalla necessità di misurare ed esplicitare i vantaggi realizzati per la comunità. Il bilancio sociale prende infatti origine dalla consapevolezza che l'impresa, per crescere e prosperare, ha bisogno del sostegno, dell'appoggio e della fiducia di tutto l'ambiente nel quale opera: dai collaboratori ai fornitori; dai consumatori alla comunità locale; dalle istituzioni agli investitori; dai gruppi di pressione ai mass-media.
La struttura del bilancio sociale deve quindi comprendere al suo interno, oltre alla mappa dei soggetti coinvolti, anche il bilancio civilistico riclassificato sulla base del valore aggiunto creato, il budget sociale o programma per la comunità e la valutazione della qualità sociale che sintetizza tutte le precedenti. Da alcuni anni la pratica di affiancare al "bilancio annuale" il "bilancio sociale" si sta diffondendo anche nella Pubblica Amministrazione. Nonostante sia spesso confuso con il bilancio di fine mandato o con operazioni di comunicazione politica ed elettorale, il bilancio sociale della P.A. è un avanzato strumento di comunicazione e dialogo con i cittadini e ha come scopo quello di illustrare, in maniera chiara e sintetica, i meccanismi di entrata e di spesa e, soprattutto, le logiche, i criteri, le ragioni utilizzate per effettuare le proprie scelte. Funge, in altre parole, da supporto alle decisioni strategiche e favorisce la diffusione di una corretta
percezione e conoscenza dell'attività dell'ente e dalla quale deriva fiducia, credibilità, consenso. Il bilancio sociale è quindi uno strumento che permette all'organizzazione pubblica di gestire e comunicare il proprio ruolo nel contesto sociale ed economico; di migliorare e rendere esplicita la propria responsabilità sociale e di governare le relazioni con tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, sono interessati alle decisioni dell'ente pubblico. In ultima analisi questo importante strumento di rendicontazione ha l'obiettivo di dare maggiore credibilità e legittimazione sociale alla Pubblica Amministrazione spesso vissuta dal cittadino come lontana se non addirittura ostile. Va precisato che il bilancio sociale non è imposto per legge, ma è il frutto di una libera e volontaria scelta degli amministratori dell'ente. Per promuovere a tutti i livelli della P.A. questa pratica il Dipartimento per
la Funzione Pubblica ha emanato nei giorni scorsi un importante decreto per incentivare gli enti locali a rendere accessibile, trasparente e valutabile il proprio operato da parte dei cittadini. Si tratta di un incentivo alla responsabilità sociale che deve contenere informazioni relative ai valori di riferimento, alle politiche adottate, alle risorse disponibili e al loro utilizzo. La direttiva contiene anche indicazioni pratiche sulla redazione del bilancio sociale che deve utilizzare un linguaggio semplice, scorrevole, non ridondante ed evitare l'uso di concetti, termini e riferimenti propri del linguaggio amministrativo, tecnico e settoriale (il cosiddetto burocratese). Ovviamente il bilancio sociale non dovrebbe essere accantonato in polverosi magazzini, ma deve essere annualmente utilizzato per verificare prima e costruire poi, un processo decisionale che includa tutti gli attori della comunità. Il cittadino molto spesso non riesce a comprendere le reali finalità
di servizio alla comunità esercitate dall'ente pubblico ed infatti se lo interroghiamo sull'argomento risponde con frasi stereotipate che danneggiano la reputazione dell'ente: "fanno di tutto per metterci i bastoni tra le ruote"; "non hanno voglia di lavorare"; "alla fine fanno sempre i comodi loro". Il bilancio sociale rappresenta invece un formidabile strumento di dialogo con i cittadini e di costruzione di un consenso basato sull'agire e sull'ascolto delle esigenze e dei bisogni delle persone. Con questo strumento l'ente pubblico ha la possibilità di avvicinarsi al cittadino con una comunicazione semplice e idonea a mostrare il valore sociale prodotto e, rendendolo partecipe nella valutazione del proprio operato gli permette di contribuire al miglioramento continuo della propria attività. Ma affinché raggiunga questi importanti obiettivi il bilancio sociale non deve essere vissuto dai funzionari e dagli amministratori
pubblici (e in qualche caso anche dai loro consulenti di comunicazione) come una mera operazione d'immagine ma come una concreta opportunità per far bene e per farlo sapere.Giampietro Vecchiato Consigliere Nazionale Ferpi.









