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Se la tecnologia è fatta di parole.

18 Apr 2006

Se la tecnologia è fatta di parole.Nulla è più crudele della verità.Non fa eccezione la recentissima rilevazione di Eurostat, l'Istituto ufficiale di statistica europeo, che, nell'ultimo documento prodotto sull'utilizzo della rete da parte dei cittadini italiani, ci condanna senza appello.Oltre i 3/5 della nostra popolazione, infatti, risulterebbe totalmente a digiuno di web con punte preoccupanti di non conoscenza da parte delle donne e tra coloro che posseggono livelli minimi di istruzione.Un dato allarmante e solo in parte bilanciato dal 39% di famiglie connesse e dal 92% di imprese collegate al web ma delle quali solo il 57% in banda larga.Ancora una volta l'Europa ci sveglia bruscamente dal "sogno" tecnologico in cui continuiamo ad essere immersi.L'Europa ci dice che forse non è sufficiente il Codice dell'amministrazione digitale, né lo sono una manciata di "casi di eccellenza" per sentirci in pace con la tecnologia ed in sintonia con le direttive europee.Al contrario, all'interno dell'Unione, si stanno consolidando due aree tecnologiche: una che si muove verso l'alto e una che si colloca al di sotto della media continentale.L'Italia sta pericolosamente scivolando verso questa seconda zona. Ovviamente, non siamo ancora al livello della Lituania (16% di famiglie connesse) ma, per fare qualche esempio, l'Olanda (78% di famiglie collegate) e la Finlandia (98% di aziende in rete) appaiono sempre più lontane.Quale lezione trarre da questi numeri? Certamente la più importante è la conferma che questa tecnologia è sempre meno questione riservata ai soli addetti ai lavori.Internet, innanzitutto, è un grande tema sociale e culturale. Un motore potente per accelerare il progresso delle nostre comunità e per garantire una posizione di avanguardia al nostro Paese. Per questo la Pubblica Amministrazione ancor prima e ancora di più delle aziende private ha un ruolo fondamentale da svolgere.Si tratta, in estrema sintesi, non solo di garantire l'accesso a questa tecnologia ma di favorirlo sul piano legislativo e pratico. Mentre le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad accelerare un diffuso e generale piano di utilizzo, in tema di servizi e prestazioni, di Internet, allo stesso tempo occorre accelerare i processi di alfabetizzazione delle nostre comunità, semplificare le modalità di accesso, sviluppare e diffondere sistemi "facili" per allargare la platea degli utilizzatori del web. Sistemi, per altro, già sperimentati e che non obbligano nessuno ad acquistare un computer o a specializzarsi in informatica.Accedere ad Internet attraverso le tecnologie più familiari ai nostri cittadini (telefono e televisore) è già ora possibile.Nei prossimi anni diventerà indispensabile. Si discute tanto su come definire la mission della Pubblica Amministrazione rinnovata e di quali nuovi diritti di cittadinanza debba occuparsi in via prioritaria.Rendere facile, accessibile e utilizzabile la tecnologia è, in questa complessa fase economica e storica, un compito fondamentale per la Pubblica Amministrazione.Continuare, come qualche volta accade, a rimirarsi nello specchio delle piccole e grandi autoreferenzialità, vuol dire far perdere all'intera società italiana occasioni, forse irripetibili, per il suo futuro.

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