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Il Tapiro della Privacy.

18 Apr 2006

Il Tapiro della Privacy.The Big Brother Award è il "premio" che viene assegnato ogni anno a persone, aziende, enti pubblici o privati, che più di tutti hanno danneggiato la privacy nel proprio paese.In Italia è stato assegnato per la prima volta nel 2005. Quest'anno la premiazione avverrà il 20 maggio nell'ambito del convegno E-Privacy che si terrà a Firenze a Palazzo Vecchio.La giuria, segreta fina al giorno del Convegno per non ricevere pressioni, dovrà valutare le "nomination" ricevute fino al 20 aprile 2006 e suddividere i vincitori tra i seguenti premi in palio:"Lamento del Popolo""Bocca a stivale""Minaccia da una vita""Peggiore azienda privata""Peggiore ente pubblico""Tecnologia più invasiva" Ma non tutti i premi sono negativi. Ce n'è uno previsto per chi si è particolarmente distinto nella difesa della privacy. Si chiama premio "Emmanuel Goldstein - eroe della Privacy". Emmanuel Goldstein, per chi non lo sapesse, è il nemico n° 1 del Grande Fratello nel libro "1984" di George Orwell. L'altro protagonista del libro, Winston Smith, dà il nome all'omonimo progetto di un gruppo di volontari che opera attivamente per contrastare la raccolta di dati personali attraverso la rete.Il presupposto degli organizzatori del convegno (e del relativo premio), in estrema sintesi è questo: la tecnologia permette sempre più di raccogliere, memorizzare ed interpretare le informazioni personali. La fonte dei nostri dati è la più disparata: la navigazione in internet e la posta elettronica in primo luogo; ma anche le carte di credito, il nostro cellulare e perfino le etichette elettroniche (tag) delle merci che acquistiamo, se non vengono rimosse. I loro segnali radio infatti tracciano il loro percorso e quindi anche il nostro, a volte inconsapevolmente.E dunque, a meno di non tornare ai "pizzini" come faceva Bernardo Provenzano, che di privacy se ne intendeva parecchio, il progressivo spostamento in rete delle nostre attività quotidiane: scrivere, leggere, parlare, chattare, acquistare, iscriversi, ecc., renderà sempre più tecno-controllata la nostra vita nello spazio (dovunque siamo) e nel tempo (per sempre, se i dati non vengono cancellati).È vero che la raccolta di informazioni è utile al mercato per vendere di più e meglio, e agli enti pubblici per amministrare un mondo sempre più complesso. È utilissima poi allo Stato per prevenire e reprimere il crimine. Ma chi può garantire che non sarà mai utilizzata per impedire il dissenso e la devianza? Se è così, la libertà di espressione e la privacy degli individui sono a rischio.Da qui l'esigenza di creare strumenti e applicazioni che, nel rispetto delle leggi, garantiscano comunicazioni anonime e il diritto all'oblio. Come ad esempio i sistemi peer-to-peer anonimi, o la scrittura dei messaggi con PGP (Pretty Good(tm) Privacy), un sistema di crittografia a chiave pubblica che consente di scambiarsi email senza che altri possano leggerle. Oppure utilizzando i remailer anonimi e i server di pseudonimi per rendere gli scambi di posta non rintracciabili.La comunicazione anonima, in apparenza poco lecita, può dimostrarsi invece indispensabile se pensiamo alla trasmissione di informazioni riservate di una azienda, come formule o brevetti, i dati sulla concorrenza o gli assetti organizzativi.Ma anche le indagini riservate o le comunicazioni strategiche hanno bisogno di essere protette dalle intrusioni di terzi. Non da meno, la corrispondenza tra individui. Se la posta è inviolabile quando è cartacea, perché non deve esserlo anche in rete?Ma torniamo al nostro premio iniziale. Per stigmatizzare in modo ironico ma efficace i comportamenti di quanti agiscono in palese violazione della privacy, è stato istituito in decine di paesi in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Australia, dalla Finlandia alla Bulgaria, un premio nazionale. Per quanto riguarda l'Italia, visto che conosceremo i vincitori del 2006 solo fra qualche settimana, vi dico intanto chi ha vinto il Big Brother Award 2005 (per le motivazioni clicca qui):"Lamento del Popolo": Telecom Italia"Bocca a stivale": Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio"Minaccia da una vita": Giuseppe Fortunato, Garante Privacy"Peggiore azienda privata": Laziomatica"Peggiore ente pubblico": ex equo MIUR/Ministero Interno"Tecnologia più invasiva": Microsoft.Infine per il Premio "Emmanuel Goldstein - eroe della Privacy": Stefano Rodotà, ex Presidente dell'Autorità Garante della Privacy.

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