Username: Password:  
Non sono ancora iscritto, vorrei registrarmi
articolo letto 4741 volte

Quale comunicazione negli uffici demografici?

01 Mar 2006

Quale comunicazione negli uffici demografici?Quale comunicazione negli uffici demografici?Lo chiediamo a Mauro Parducci, presidente di DeA - Demografici Associati, autore di numerosi saggi e responsabile dei servizi demografici del comune di Cascina (PI).A soli cinque anni dalla sua nascita, DeA conta oltre 4.000 iscritti. Un risultato eccezionale per una associazione sorta in concorrenza con la storica ANUSCA. Quali principi hanno ispirato DeA fin dal suo concepimento?Effettivamente il numero dei soci che hanno aderito a DeA rappresenta un risultato straordinario. Probabilmente esso è dovuto al fatto che non abbiamo mai svolto una politica associativa di concorrenza ad Anusca ma che abbiamo fondato le nostre iniziative soprattutto a sostegno dei progetti di innovazione della pubblica amministrazione. Per questo, fin dalla nascita, abbiamo pensato a sviluppare un'associazione leggera, a rete. Una rete di innovatori. Uffici demografici e comunicazione pubblica. Quale rapporto? E quali prospettive?Io penso che i Comuni dovrebbero puntare a sviluppare, nell'ambito dei servizi demografici, dei veri e propri sportelli alla persona. In tale ottica la comunicazione pubblica rappresenta la linea guida sulla quale incentrare tali progetti.Dall'1 gennaio tutti i Comuni italiani dovrebbero essere in grado di rilasciare la carta di identità elettronica. Ma è proprio così?La proroga di 1 anno per il rilascio della carta di identità elettronica in tutti i Comuni italiani rappresenta il sintomo di una difficoltà grave dovuta, principalmente, al fatto che ai Comuni non sono state assicurate le risorse infrastrutturali (postazioni per l'emissione) e che, a mio parere, siano stati imposti tempi eccessivamente brevi per un'operazione che deve riguardare oltre 8000 Comuni. Nel corso dell'ultimo convegno nazionale DeA, che si è tenuto a Napoli dal 3 al 7 ottobre, ha denunciato il preoccupante "assalto" alle anagrafi comunali da parte di molti soggetti pubblici e privati che chiedono gli archivi anagrafici per costituire banche dati. Come ci si può tutelare?Evitare che la banca dati anagrafica sia duplicata, senza ragioni ed in chiaro disprezzo della legge, deve rappresentare un importante obiettivo di tutela dei dati dei cittadini. Per questo, oltre alla meritoria ed importante azione del garante, serve un'azione di forte richiamo da parte del Ministero dell'Interno. Infine bisogna ricordare che la messa a regime della CIE deve aiutare anche tutte le pubbliche amministrazioni ad avere dati certi sui cittadini senza la necessità di ricorrere a riscontri con gli uffici anagrafe.Voglio anche segnalare che spesso "l'assalto alla diligenza", come l'ho definito a Napoli, impone un livello di massima allerta per evitare un uso distorto dei dati anagrafici dei cittadini.Quali sono gli obiettivi di DeA per il 2006?Principalmente puntiamo a dare un valido contributo per dare agli operatori dei servizi demografici un riconoscimento ed una dignità professionale che, al momento, sono riconosciuti solo a parole. In questo senso vanno le nostre proposte contrattuali.Inoltre puntiamo a sviluppare ulteriormente le nostre attività a sostegno dei Comuni, soprattutto quelli piccoli, affinché possano sviluppare progetti di innovazione e ammodernamento.

Non ci sono ancora commenti
Effettua il login o registrati per poter pubblicare i tuoi commenti in tempo reale.
busy