Orgoglio & Story-board.
- Venditori delle aziende concorrenti che cinque minuti dopo aver proposto ad un cliente la propria monovolume girano felici con barba e baffi posticci per non essere riconosciuti al volante della nostra... Manager di altre case automobilistiche che maltrattano le monovolumi di propria produzione, utilizzandole solo per il trasporto di rifiuti o di bambini aggressivi e sporcaccioni mentre tengono nel garage buono la nostra, facendone quasi un oggetto di venerazione, coperta di un telo protettivo, lucidata come l'argenteria, utilizzata solo nelle giornate importanti con indosso un vestito da cerimonia.. Buona anche l'idea di sfruttare il punto di forza della vettura più piccola del segmento ma non per questo meno spaziosa attraverso l'iperbole di una monovolume molto più grande (in pratica la nostra diretta concorrente) che sparisce, letteralmente ingoiata dalla nostra, tra lo stupore del proprietario
e dei passanti, che non si spiegano un simile fenomeno che contraddice la fisica dei corpi... Riconosco che si tratta di una campagna multisoggetto piuttosto interessante..Non passerebbe inosservata, certo.. È trasgressiva, come piace a me, ma non sguaiata. Se non suonasse un po' arrogante detto da uno che è inglese da venti generazioni direi che sembra impregnata di un sano humour britannico. Le dirò di più, De Nutis, se fossi io uno dei nostri competitors non me la prenderei neppure, starei al gioco e anzi replicherei sullo stesso terreno, dando vita a un tormentone di frecciatine e colpi bassi ma non troppo.Le mani del Numero Uno avevano perso la stabilità di un tempo. Volteggiavano tremanti come foglie esposte alle brezze primaverili. Ma il suo pensiero era fermo, lucido, determinato. Continuò, circondato da un silenzio assoluto, quasi irreale.- Se il mercato di riferimento fosse un paese anglosassone mi sentirei molto
più tranquillo. Ma questa campagna dovrebbe andare on air in Italia. E in Italia, con rispetto parlando, le cose non sono mai veramente chiare... Sapete che ho una casa a Capri, ci vado ogni estate da più di trent'anni: e ogni volta mi rammarico di fronte alla crescita esponenziale di agitatori pretestuosi, contrabbandieri di valori, furbi di ogni specie. Si può essere così autolesionisti? Bah. Ma torniamo a noi..Nella grande sala i secondi passavano lenti, pieni di una solennità british anacronistica ma carica di fascino. Mr. Foster si versò un po' d'acqua nel bicchiere e la trangugiò, nell'attesa generale. Era chiaro che stava per prendere qualche decisione. Nessuno si sarebbe opposto, perché nessuno può porsi come antagonista al carisma quando è avvolto nelle vesti di una collaudata ragionevolezza. Pigiò sul telefono il tasto di connessione alla sua segretaria particolare.
- Julie, per favore, mi faccia venire Porter...Mr. Foster aveva un dono raro: metteva tutti a loro agio. Parlava allo stesso modo, con lo stesso tono, al giardiniere e al magnate.- Porter, grazie per averci raggiunto. Stia tranquillo, questi signori non sono cattivi come sembrano. Anche loro sono alle prese con mogli insoddisfatte, amanti spendaccione, performance sessuali calanti e troppe ore sprecate sul lavoro. A proposito, le ultime due cose che ho elencato sono collegate ma non glielo dica mai, mi raccomando - un sorriso fiorì sulle labbra dei dodici presenti - Guardi bene questo giovanotto. Si chiama De Nutis, è un ragazzo in gamba, di quelli che piacciono a me perché gioca senza schemi, non è deformato mentalmente dalla scrivania e dalla divisa di ordinanza. Anche lui però ha un difetto: è un tipo molto pericoloso, soprattutto quando si fa prendere dall'entusiasmo per un'idea. E
dunque non lo perda mai d'occhio per più di cinque minuti. Ha studiato una campagna pubblicitaria un po' folle, piena di allusioni garbate ma taglienti, lontana da riferimenti espliciti ma insidiosa e ammiccante. Un po' sopra le righe, insomma... Se ne ricorressero i presupposti giuridici, qualche mente maliziosa potrebbe aggrapparsi a cavilli e codicilli e farci molto, molto male. Sia realista più del re, pardon, di Sua Maestà la regina che se la spassa a pochi isolati da qui. Si travesta da avvocato del Diavolo e mi rappresenti spietatamente tutti i rischi, con la consueta oggettività e schiettezza, se possibile ancora di più. Poi, se ci riesce, faccia un po' il creativo anche lei: si inventi qualche contromisura cautelativa. Gliene sarò grato. Un'ultima raccomandazione: non si tormenti troppo, tanto, dopo tutto, non sarà lei a decidere. E soprattutto tra vent'anni nessuno si ricorderà più di noi. Ma ora basta con queste ciance,
signori: è l'ora del tè.









