Oscar come migliore attore protagonista alle penne lisce!
Il consumatore "snobba" la pubblicità e la pubblicità si inserisce nelle pellicole cinematografiche.Si tratta del fenomeno, sempre più diffuso, del product placement; un nuovo strumento di marketing che si realizza ogni qualvolta un brand diventa protagonista o figurante in uno spettacolo, legandosi alla sua trama o alla sua sceneggiatura.Sia esso visuale, verbale o integrato, il product placement è la nuova frontiera dell' advertising che si differenzia dagli inserimenti pubblicitari, dalle promozioni e da ogni altra forma di sponsorizzazione.C'è chi lo ha definito "brand entertainment", riferendosi ai casi in cui il marchio diventa protagonista della storia. È proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche un film che fa di un particolare tipo di pasta, nello specifico le penne lisce o rigate, prodotta da una nota azienda, un punto basilare della trama attorno al quale ruotano le vicende dei
due attori protagonisti.Il fenomeno, diffuso in America già dal 1951 (anno a cui si fa risalire il primo caso di product placement nel film "African Queen", dove un bottiglia di Gin Gordon's, sempre in evidenza, fa buona compagnia a Humphrey Bogart e Katherine Hepburn), si sta diffondendo solo ora in Italia, in seguito al decreto legislativo sul riordino del cinema, che ha individuato il product placement come uno dei possibili strumenti di reperimento di risorse finanziarie da parte delle produzioni cinematografiche.Nei prossimi anni potrebbe anche diventare l'unica ancora di salvezza per il mondo della pubblicità, in quanto sono ormai sul mercato avanzati strumenti tecnologici, come il Personal Video Recorder, in grado di registrare un programma televisivo tagliandone la pubblicità.Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Da numerose indagini di mercato è emerso che il prodotto/brand, ogni qualvolta viene percepito in modo positivo
all'interno della storia rappresentata nei film, ha avuto un ritorno in termini di vendite molto positivo. Un caso eclatante di questo fenomeno è quello delle caramelle Reese's Pieces, che inserite nel film ET, hanno raggiunto un incremento di vendite del 66% subito dopo l'uscita del film.Non servono tanti calcoli per capire che il product placement, se ben studiato, può rappresentare una strategia vincente; basta guardare i diversi casi in cui marchi completamente inventati hanno generato un boom di richieste nella grande distribuzione da parte dei consumatori. Chi non si è chiesto dove fosse possibile comprare una confezione di Cacao Meravigliao, così ben reclamizzato nella trasmissione di successo di Renzo Arbore "Indietro tutta"?Oltre al product placement tradizionale , si sta diffondendo anche un tipo di product placement detto virtuale, realizzabile nelle produzioni televisive seriali,
che serve per dare la possibilità agli inserzionisti di valutare il successo della serie televisiva prima di effettuare l'investimento. Il product placement virtuale consiste, infatti, nell'inserire, in un secondo momento, immagini tridimensionali dei prodotti da pubblicizzare, perfettamente integrate con le riprese originarie.Le pellicole non sono l'unico veicolo per il product placement; anche nei romanzi e nei testi di alcune canzoni vengono inseriti prodotti e brand più o meno noti, che ne diventano parte integrante fino a rendere difficile immaginare la stessa storia o la stessa canzone senza quel dato prodotto. Riusciremo mai ad immaginare il romanzo "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon senza le caramelle Sugus?Ringrazio la Dott.ssa Mirella Filippi e la Dott.ssa Nicoletta Orecchioni, per il supporto ed il contributo offerto nella redazione dei contenuti del presente articolo. Mirella e Nicoletta sono Marketing Communication Specialist all'interno
del MarkeTeam di Gruppo PRO.









