AIDO e LIONS in primo piano per salvare vite umane.
Monza, 23 gennaio 2006 - Su una popolazione nazionale di circa 57 milioni di italiani, solo 45.000 cittadini al maggio 2005 hanno dato l'assenso alla donazione dei propri organi dopo la morte agli URP, Uffici Relazioni Pubbliche previsti dalle Regioni presso i Distretti Sanitari di ASL e Aziende Ospedaliere secondo il D. M. del 1/4/00: stiamo parlando dello 0,8 per mille!Nello scorso anno, circa 11.350 persone erano iscritte nelle liste di attesa per un organo, ma è stato possibile trapiantarlo solo a circa 3200 ammalati: ciò sta a indicare che più di 9.000 persone in gravi condizioni sono ancora in lista di attesa. La drammaticità di questi dati è evidenziata dalla sopravvivenza media in attesa, che per esempio per il cuore è di circa due anni: ciò
vuol dire che non tutti gli ammalati in lista d'attesa potranno ricevere un organo in tempo utile.Da qui l'importanza delle associazioni di volontariato che coinvolgano e costruiscano progetti di intervento sul territorio con la collaborazione di Comuni, associazioni medici di medicina generale, infermieri, tecnici e medici specialisti ospedalieri, per scuotere la cittadinanza e diffondere la cultura della donazione degli organi, un messaggio di grande solidarietà e impegno sociale.ll Consiglio dei Governatori dei Lions Clubs ha deciso di effettuare un service nazionale, della durata di tre anni, proprio per incrementare questa cultura, di cui si sta facendo encomiabile portavoce il Comitato Distrettuale Sanità e Umanizzazione, Disabilità e Donazione Organi del Lions Club del nostro territorio, per propagandare questo importante messaggio di amore e altruismo.
Obiettivo del Service è riuscire a organizzare una serie di conferenze e dibattiti pubblici sul territorio, proprio nel triennio in cui il Ministero della Salute (www.ministerosalute.it) ha chiesto la collaborazione, aiutando gli ammalati - spesso con poche aspettative ed una qualità di vita scadente - a tornare a sperare e a vivere.Questo si combina bene con l'azione dell'AIDO che da 35 anni, quando si è riunito il primo gruppo di donatori di organi in Bergamo, si preoccupa di divulgare la cultura della solidarietà umana e della donazione degli organi e dei tessuti a tutti i livelli, e in particolare di raccogliere le dichiarazioni di volontà a donare dei propri iscritti.Ad oggi AIDO ha circa 1.150.000 associati ed altrettante dichiarazioni di volontà a donare, riconosciute come valide dalla Legge 91/99 sui trapianti e di cui
i volontari stanno trasferendo i dati per via telematica tramite il Servizio Informatico AIDO, al Servizio Informatico Trapianti del Ministero della Salute. Per ora sono stati trasferiti i dati di circa 370.000 iscritti e quando il trasferimento sarà terminato nelle liste del Ministero ci saranno i dati di 1.200.000 possibili donatori.Altro interessante progetto è quello del coinvolgimento dei giovani, nelle scuole e nelle università, per sensibilizzare loro e le loro famiglie a non rifiutare la donazione di un organo o di un tessuto di un congiunto quando questi venga meno in un reparto di rianimazione, attraverso corsi, seminari e lezioni organizzati dai volontari e tenuti da medici specialisti del settore.A tale scopo è stata indetta la conferenza stampa in data odierna, alle ore 11,00, presso la Sala Giunta del Municipio di Monza. Un'occasione anche per anticipare l'imminente convegno "La donazione
degli organi, un'opportunità per la vita", che si terrà il 4 febbraio 2006, dalle ore 8,30 alle ore 13,00, presso l'Aula Magna della Facoltà di Medicina dell'Università Milano-Bicocca a Monza, in via Cadore 48.Sezione AIDO Monza e Brianza e Lions Club Distretto 108 Ib 1Con il patrocinio diComune di MonzaAzienda Ospedaliera San GerardoUniversità degli Studi Milano-BicoccaAssistenti all'organizzazione e Ufficio Stampa:Leonella Zupo - 340.50.21.310 (Lions Club - Distretto 108 Ib 1)e-mail: leonella.zupo@virgilio.itFabio Luongo - 347.24.24.045 (Sezione A.I.D.O. Monza-Brianza)e-mail:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.









