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Veltroni fa canestro e l'Nba sceglie Roma.

15 Dic 2005

Veltroni fa canestro e l'Nba sceglie Roma.Tutto intorno a Te: quando lo sport capirà di essere diventato un mezzo di comunicazione ?Forse quando si smetterà di pensare che sono i risultati il motore di ogni iniziativa, anche se proprio per l'assenza di risultati nell'ultima stagione fa ancora più notizia che Vodafone molli, per meglio dire mollerà dal 2007, la Ferrari per la Mercedes.Ma bisogna rimanere concentrati sul tema della telefonia, perché è qui e nelle materie allegate che lo sport ha ancora tante frontiere da esplorare.Nell'attesa, bisognerebbe anche che qualcuno dello sport si decidesse a dare un premio a Walter Veltroni non per ingessarlo con una targa quanto piuttosto per indicarlo a esempio per tanti, forse per tutti. Lui ha un'idea vincente e pure convincente dello sport, e infatti va allo stadio ma frequenta pure i campetti di periferia; sa benissimo cosa vale un evento, come volano economico, e ancor più per il lascito morale, di emozioni, di passioni, che ogni appuntamento genera.È difficile non tifare per lui nel derby tipicamente italiano, nella sua assurdità, tra Roma e Milano per avere l'appoggio del Coni ed essere la candidata del Paese per le Olimpiadi del 2016. Premesso che molto difficilmente i Giochi resteranno in Europa dopo Londra 2012, Veltroni ha una visione, Milano no: Roma si è già presa i Mondiali di nuoto del 2009, si candiderebbe per quelli di volley del 2010, e si è portata a casa l'Nba. Milano non ha un calendario altrettanto ricco, Roma ha pure il Sei Nazioni di rugby che evidentemente è un altro capitolo non da poco della visione veltroniana dello sport, e non è un caso che il sindaco parli poco degli Europei 2012 che, se assegnati all'Italia, giocheranno verosimilmente la finale a Roma.Non solo: a Roma nell'ottobre del 2006 arriveranno i Phoenix Suns, che sono la squadra più italiana dell'Nba. I proprietari, la famiglia Colangelo, grandi amici di un uomo di sport colpevolmente trascurato come Antonio Bulgheroni, il signor Lindt, hanno scelto come allenatore del presente e del futuro Mike D'Antoni che ha giocato da noi, guarda caso a Milano, e che ha cominciato qui ad allenare, sempre a Milano e poi a Treviso. Il cuscinetto d'entusiasmo che si era gonfiato a Milano l'anno scorso con i risultati insperati della squadra, con l'arrivo sotto canestro di Armani e di Milan e Inter a braccetto, si è sgonfiato; non stanno meglio a Roma, come squadra di basket, ma hanno Veltroni.In chiusura, qualche parola sul 2006: come tutti gli anni pari ci servirà su un piatto d'argento tanti eventi. E per la comunicazione questi anni sono sempre una pacchia: ne abbiamo già un primo assaggio con la torcia olimpica in giro per l'Italia, e la sensazione è che saranno comunque dei gran Giochi nella loro parte olimpicamente internazionale, forse un po' depressi nella declinazione italiana; poi arriveranno i Mondiali di calcio.Il sorteggio di Lipsia non è stato, non ancora, non poteva esserlo, la scossa attesa dal mondo della comunicazione sportiva per cui le Olimpiadi sono già cominciate. La prima data calcistica del 2006 è l'1 marzo: quel giorno la Nazionale di Lippi giocherà la prima partita dell'anno, sarà presentata la nuova divisa e, ovviamente, la nuova squadra. Non ancora quella dei giocatori ma quella dei partner che si sta già allenando. Premio di Natale alla Mapei che ha riempito di colori gli annunci pubblicitari del matrimonio ricordando l'abbinamento tra il suo blu e l'azzurro della Nazionale.Come diceva l'annuncio del Motor Show, ne vedremo delle belle. E cominceremo in libreria: il 21 dicembre esce anche in Italia Olympic Turnaround, il libro scritto da Michael Payne, per tanti anni responsabile marketing del comitato olimpico internazionale. Il marketing sportivo l'ha inventato lui.

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