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Nomadismo digitale: dove sorge il futuro.

29 Nov 2005

Nomadismo digitale: dove sorge il futuro.Prendo a prestito il titolo del Convegno che si è svolto nel Centro Congressi della Sapienza e che, trattando di "nomadismo digitale", ha finalmente messo l'uomo al centro e la tecnologia al posto di servizio che gli compete. Una realtà per il momento destinata a nicchie elitarie legate al mondo della formazione e della comunicazione, ma che, anche grazie alla sua forza creativa e al suo fascino liberatorio, è certamente destinata ad entrare nel quotidiano di tutti. Nomadismo digitale quindi, per cominciare a prendere le distanze con dolcezza dai concetti di posto fisso e luogo deputato. Per uscire finalmente dai vissuti di controllo e di dominio che nel corso di tutta l'epoca industriale e post hanno caratterizzato il rapporto di scambio tra datore di lavoro e prestatore d'opera, più o meno intellettuale e di servizi. Un rapporto padrone-dipendente che non ha più alcun senso in una società che dovrà premiare sempre di più e meglio la qualità, il servizio e la creatività funzionale. Il nomadismo digitale come indicazione, tra i primi segnali di una rivoluzione post-industriale che fonda i propri presupposti sui supporti delle tecnologie avanzate e delle comunicazioni ipermediali informatizzate. Ma stando ben attenti a non mettere al centro le macchine ma i conducenti, i programmatori e non i programmi, i risultati e non i numeri. Uno spazio di proiezione e di sviluppo per un nuovo modo di essere creativi. Uomini nuovi che non necessariamente militano nell'ambito tradizionalmente delegato alla creatività, ma che siano disponibili a mettersi in gioco per trasformare la realtà di oggi in realtà di domani, usando le macchine e le tecnologie che le muovono come potenti strumenti di promozione della cultura e della comunicazione, piuttosto che come totem per esorcizzare le paure e cristallizzare le certezze acquisite.Wireless, blutooth, Wifi, Internet, Intranet, TV Digitale, tutte cose di cui al Convegno sul nomadismo digitale, finalmente, non si è parlato, o quasi. Di casi si è parlato. Di realtà che permettono di sviluppare progetti operativi e addirittura attività imprenditoriali completamente strutturate sulla logica del non luogo operativo. Con una sede solo amministrativa e commerciale, ma con la fabbrica distribuita nei cervelli di chi produce. E' il Caso di M-Team; una piccolissima business unit genovese che fa capo al gruppo ON STAGE. Una realtà nata nei primi anni 2000 che sviluppa tutti i progetti della Communication Company con il meccanismo del nomadismo digitale. E non a caso M-Team è stata presentata nel corso del Convegno come un esempio pratico che si può ottenere la libertà al lavoro pur facendo impresa e utili. Non più un sogno da sociologi scapigliati, ma una realtà che potrà trovare altri campi ed altre applicazioni pratiche ed economicamente redditizie. Ma per caratterizzare subito il progetto come una spina nel fianco, come in tutti i casi di innovazione-rivoluzione, M-Team si è data, già nella sua descrizione iniziatica, questa denominazione: "ROM COMMUNICATION AGENCY". Una compagnia di comunicazione che sceglie come simbologia della propria scelta nel nomadismo digitale, la civiltà ROM. Proprio, e non a caso, una comunità nomade, creativa e antisociale che la nostra civiltà liberista riesce sempre meno a tollerare. Una realtà che, proprio negli ultimi dati dell'osservatorio dell'Unione Europea su razzismo e discriminazioni sociali, risulta al primo posto tra le comunità più discriminate. Una scelta che è tutto un programma per partire dagli ultimi, con la speranza di poter diventare primi. Per il momento M-Team, nel suo genere è prima, ma soprattutto unica. La prima Rom Communication Agency in Europa.Un tema attorno al quale hanno costruito una giornata di qualità per tutto il mondo della comunicazione, sul quale si sono espressi e confrontati: Mario Morcellini Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Domenico De Masi Università "La Sapienza" di Roma - Prof. di Sociologia del lavoro, Patrizio Di Nicola Università "La Sapienza" di Roma - Prof. di Sociologia dell'organizzazione, Carlo Infante Accademia di Belle Arti di Macerata, IED di Torino, Università di Lecce - Prof. di Performing Media, Marco Boria Fondatore di Tesionline, Marco Bellandi Università degli Studi di Firenze - Prof. di Economia Politica, Giulio Marini Dottore in Ricerca Applicata per le Scienze Sociali, Mario Morales Molfino Europa President di Academy ofthe African Communication.Gli atti del convegno e la ricerca realizzata per il Progetto Simrg, formeranno parte dei contenuti di un libro prossimo venturo per i tipi di Comunicazione Italiana, dal titolo: "Fare Nomadismo Digitale".

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