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I Ben Johnson della PA.

28 Ott 2005

I Ben Johnson della PA.Chi lo dice che nella pubblica amministrazione vanno tutti lenti? Sicuramente qualcuno che non ha lavorato nel pubblico, regno indiscusso dei più veloci ed inafferrabili centometristi che la storia ricordi.Questi atleti hanno il dono di saper scattare in avanti ogni qual volta si tratta di raccogliere medaglie e onori, e lo fanno con una velocità così fulminea che nessuno li vede, tanto sono rapidi, sfuggenti, imprevedibili. Tu lavori tutta la settimana facendo le nove di sera, loro arrivano freschi freschi il lunedì mattina, raccolgono i frutti del tuo lavoro e vanno a presentarli al capo. Sono gli specialisti della fuga: non sanno fare altro, aspettano pazienti che tu crei e ti spolmoni, e poi con uno scatto felino ti sorpassano e vanno a spalmarsi gloriosi sulla tua linea del traguardo.Da quando lavoro nel pubblico ne ho conosciuti talmente tanti di questi soggetti che alla fine ho deciso di istituzionalizzare la loro figura, è così che sono nati i "Ben Johnson".Ma cerchiamo di conoscere meglio questo esemplare. Lo scattista vive in tutti gli habitat professionali, ma quello che si aggira nel settore pubblico risulta particolarmente molesto. Non siamo nel privato dove devi guadagnarti la pagnotta ogni giorno, altrimenti ti licenziano. In questo caso, infatti, è quasi tollerabile il loro atteggiamento, perché diventa lotta per la sopravvivenza, anche se resta pur sempre una lotta disonesta e sleale. Ma nel pubblico, dove i centometristi d'assalto sono in genere quelli assunti a tempo indeterminato, e dunque sostanzialmente intoccabili, diventano ancora più odiosi perché la loro strategia non è dettata da un insano istinto di sopravvivenza, ma dalla bieca ruffianeria, costoro diventano un po' yes man, un po' saltimbanchi, un po' giullari, che con sterile servilismo si prostrano dove capita e davanti a chiunque passi, per il semplice gusto di essere vicino all'uomo di potere, al capo, al boss, al dirigente, insomma delle femminelle tremule che necessitano della protezione di uno forte. Delle geishe che per sancire gli incontri tanto attesi usano recare in dono lavori, idee, progetti rigorosamente altrui. Riconoscere chi appartiene a questa categoria serve a contenere i danni che provoca e a neutralizzarne le intenzioni, senza arrivare all'azzoppamento fisico. Come riconoscere il soggetto: ha un'indole innata per la menzogna, il raggiro, il sotterfugio, qualsiasi cosa dice o fa è una trappola. Se ti dà un consiglio sul colore della copertina di una relazione, è per diventarne coautore, e sentirsi autorizzato a presentare da solo il lavoro al direttore. Se alle 8 di mattina ti chiede di poter vedere la brochure fresca di stampa, quella che hai realizzato facendo tardi in tipografia e passando ore a correggere refusi, è solo per scattare dal funzionario alle 8:01 e presentare l'esito del lavoro. Alle 8:05 sarà di nuovo nel tuo ufficio per restituirti la brochure, come se niente fosse. Sono molesti, sono incapaci, sono stupidi, perché alla lunga il loro modo di fare diventa noto e gli si ritorce contro. Così una sera dopo aver fatto tardi a comporre una presentazione in power point per un progetto strategico, lasci il CD incustodito sulla tua scrivania, con il titolo "presentazione definitiva lavoro xyz". Lo scattista passerà quando non ci sei, ovviamente ti dirà che era venuto a chiamarti perché il responsabile voleva vedere il lavoro, e troverà la tagliola che gli avrai preparato: un lavoro incompleto e parziale, in alcuni punti persino sbagliato. In questo modo la pianterà di ronzarti intorno tipo avvoltoio, almeno per un po'.Questa premessa per dire che la comunicazione interna, per quanto se ne dica, è una materia vastissima ancora non indagata in tutti i suoi aspetti e sicuramente non meno complessa di quella esterna.

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