Email marketing b2b; parte 1: le liste di email.
Fra le domande che mi vengono più spesso chieste in ambito di web marketing ce ne sono parecchie riguardo la costruzioni di azioni di email marketing in ambito b2b e b2c. Ho deciso quindi di dedicare un ciclo di articoli a questo argomento, raccogliendo alcuni appunti, informazioni e dettagli in merito all'argomento. Comincerò dal settore b2b.Le domande tipiche, con la quale la maggior parte delle aziende si affacciano al settore, sono: dove trovo liste di email b2b? Le email si "affittano" o vendono? Come posso usarle nel rispetto della normativa della privacy?Queste domande non hanno di fatto una risposta univoca, essendo il mercato delle liste molto variegato; vediamo dunque di semplificare le possibili casistiche che si vanno a configurare.Database di email in vendita: esistono società specializzate che raccolgono, catalogano, depurano ed ordinano anagrafiche ed indirizzi mail.
Questi elenchi possono essere venduti (con accordi di licenza specifici da caso a caso); l'acquisto dell'elenco di email non comporta però in alcun modo l'autorizzazione ad una spedizione diretta di materiale informativo/pubblicitario, che può avvenire solo previa autorizzazione del ricevente (vedremo poi nel dettaglio come).Database di email in "affitto": Esistono aziende specializzate nella raccolta di indirizzi in regime di opt-in; queste aziende (dette anche list broker) gestiscono indirizzi per i quali c'è stata una preventiva esplicitazione di consenso a ricevere offerte informative/promozionali. Il consenso in questi casi è stato fornito al list broker, che effettuerà quindi direttamente le spedizioni per conto del cliente senza cedere la lista.Database "personali": è uso comune costruirsi dei database selezionando "manualmente" indirizzi mail di particolare
interesse per la propria azienda (generalmente una lista di prospect); le modalità di trattamento di una lista di questo tipo sono simili a quelli per le liste che vengono vendute: anche in questo caso infatti non c'è nessuna forma di consenso preventivo e va quindi esplicitamente richiesto.La prima considerazione che sorgerà spontanea è quale sia la via migliore da intraprendere: anche in questo caso la risposta non è univoca. Mentre nel b2c il list broking è di fatto l'unica via percorribile, nel b2b possono essere perseguite con successo tutte e tre le vie: la scelta sarà allora guidata dalle necessità specifiche dell'azione di email marketing. Le liste senza autorizzazione richiedono sicuramente un lavoro più articolato ed impegnativo ma garantiscono un rapporto diretto con l'azienda che viene contattata e la possibilità di costruire una relazione a lungo termine; le liste da list broker permettono
di attuare una campagna in tempi più rapidi e di raggiungere in maniera diretta l'azienda con il messaggio.Per quanto riguarda gli espletamenti in funzione delle leggi e normative sulla privacy (in paricolare la legge sulla Privacy D.Lgs 196/2003 e la normativa antispam europea 2002/58/Ec) questi saranno a carico del list broker per quanto riguarda le liste in "affitto" mentre dovranno essere gestiti dall'azienda nel caso di acquisto di un file di anagrafiche. Nella seconda situazione le operazioni fondamentali per agire nel rispetto della legge sono sostanzialmente due: informativa privacy (si comunica alle aziende che si stanno trattando i loro dati, esplicitandone modalità e fini) e richiesta di autorizzazione all'invio di materiale (informativo o promozionale); sarà quindi possibile contattare direttamente le aziende che risponderanno in maniera positiva alla richiesta di autorizzazione.









