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Europa: nuova frontiera della comunicazione pubblica

30 Giu 2005

Europa: nuova frontiera della comunicazione pubblicaNon sembrerebbero questi i giorni più favorevoli per parlare di Europa. Eppure la comunicazione pubblica italiana avrà grandi possibilità di sviluppo se sarà capace di districarsi dalla quotidianità burocratica e collocarsi ad un altro e più articolato livello. Se sarà capace di rappresentare ciò che in diversi Paesi dell'Unione Europea è già da molto tempo: una attività che non viene evocata solo quando si concludono percorsi politici a amministrativi ma che accompagna, in modo costante e coerente, le scelte della politica e l'attività dell'amministrazione: dalla formazione del processo decisionale sino alla realizzazione finale. Se si continuerà a chiamare in causa la comunicazione solo il giorno delle inaugurazioni di opere e servizi pubblici o come camera di decompressione tra le scelte già fatte dell'Ente e gli interessi spesso sottovalutati dei cittadini, sarà inutile pretenderne un valore strategico. Tutt'al più si tratterà di un'operazione di cosmesi più o meno riuscita. Un modo, come accade in una parte rilevante del sistema pubblico, di ottenere il minimo risultato con il massimo sforzo. Da questa premessa e, se volete, anche dalle motivazioni di chi continua a pensare all'Europa non in termini di opportunità ma di vincoli e limiti, è nata l'idea di dare vita ad un organismo europeo della comunicazione pubblica. Il 5 novembre 2004, durante l'undicesima edizione di COM-PA, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi del Cittadino e alle Imprese, i rappresentanti delle associazioni di Comunicazione Pubblica di Italia, Francia, Belgio e Spagna hanno sottoscritto la "Carta di Bologna" ed hanno costituito la FEACP (Federazione Europea delle Associazioni di Comunicazione Pubblica). Compiti della Federazione, come si legge nel documento istitutivo, sono quelli di favorire il confronto sulle diverse scelte europee, valorizzare i processi di innovazione delle Istituzioni, garantire formazione e professionalità dei comunicatori pubblici, agire per ottenere proposte legislative comuni. Da novembre ad oggi la FEACP ha sviluppato un'intensa attività di relazioni attraverso iniziative e incontri svoltisi a Parigi, Roma, Pisa e Praga, scoprendo che un comune destino lega la comunicazione pubblica in Europa. Questo destino ha nomi che in Italia stiamo sempre più imparando a conoscere: deontologia professionale, etica del servizio pubblico, cultura della comunicazione, valorizzazione delle professioni, centralità del cittadino. In meno di otto mesi abbiamo compreso che le scelte strategiche e le battaglie condotte in Italia per affermare nella più grande azienda nazionale, la pubblica amministrazione appunto, i valori della comunicazione e della professione erano e sono in sintonia con quanto si chiede e si attende dalla comunicazione pubblica europea. Abbiamo verificato che dove più intense sono le relazioni con i cittadini, più diffuse le innovazioni e più sviluppati i processi di modernizzazione, più forte è la comunicazione pubblica. Questa dimensione europea, che oggi ci appartiene molto più di ieri, segna anche un punto di non ritorno ad un tempo, che a volte qualcuno sembra rimpiangere e altri pretenderebbero di mantenere, in cui la comunicazione aveva il volto inutile della propaganda e le competenze, troppo spesso, venivano umiliate dalle appartenenze. Certamente le cose non cambiano solo perché si dà vita ad una Federazione europea ma comunque un fatto rimane incontrovertibile: la comunicazione pubblica per la quale ci battiamo è la stessa che oggi serve all'Europa. Vale a dire non un banale assemblaggio di tecniche e strumenti ma una disciplina che si fa strategia, risorsa, e servizio per il futuro delle nostre comunità. Non a caso i comunicatori pubblici europei hanno scelto COM-PA come sede privilegiata per il loro incontro annuale. Il 3-4-5 novembre prossimi Bologna rappresenterà un'occasione importante per capire quali percorsi comuni sarà possibile attivare per dare al nostro Paese e all'Europa una comunicazione sempre più capace di esprimere valori condivisi e di migliorare la qualità dei servizi pubblici.

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