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Una bella cinquina: ultima spiaggia per un Paese alla frutta

30 Giu 2005

Una bella cinquina: ultima spiaggia per un Paese alla fruttaDato il mio cognome che mi annovera facilmente tra gli ipotetici compagni di scuoa di Zorro, quando Fabrizio Cataldi decise di chiamare questa mia rubrica "La morale", ho pensato ad uno scherzo; poi, convinto da lui a parlare con la Community di etica in comunicazione, accettai la rubrica e anche il suo inquietante titolo, nella speranza di non dover mai far la morale a nessuno, anche perchè malgrado il mio cognome i moralisti mi sono sempre andati di traverso. Come peraltro, quasi tutti gli "isti". Eccomi invece a subito smentirmi con il tema numero tre di Prometeo. Un tema che da quando ha cominciato a far capolino nei nostri salotti catodici, mi indigna, per non dire altre parole del gatto. La sequela di immorali comunicazioni inizia con una sveglia che suona nella notte ed un povero imbeotito quanto improbabile lavoratore si alza per andare a lavorare. La promessa enuncia più o meno: se giochi al lotto puoi diventare ricco e quindi svegliarti quando ti pare. Niente di più falso (i ricchi non dormono mai) e soprattutto niente di più volgarmente immorale, soprattutto se si pensa che la campagna è commissionata da un ente parastatale e pubblicizza un gioco gestito in monopolio dallo Stato. Oggi, in uno dei momenti più difficili della nostra economia e del nostro sviluppo ecco ripartire alla carica con una campagna dall'identico concept; Diventare ricchi giocando al lotto. La copy line dice:" Tira fuori il ricco che c'è in te" e l'immagine ci fa vedere un gatto con un'aria famelico-incavolata, le orecchie basse e la linguetta da satrapo affamato, mentre difende dalle cattive intenzioni di chiunque un'aragosta tutt'intera con tanto di guscio. A parte il fatto che da gattaro professionista dubito molto che i felini casalinghi considerino l'aragosta un cibo da ricchi e che, secondo me preferiscono abbondantemente i loro croccantini quotidiani. Ma a parte questa digressione di carattere eto-alimentare, credo sia proprio ora di finirla con queste promesse contrarie alla morale e anche al buon senso. Il gioco è un gioco e come tale dovrebbe essere trattato; così per divertirsi, ma non può trasformarsi in sistema per mutare la propria esistenza e soprattutto non può essere usato in questo senso da chi amministra la cosa pubblica. Desidero ricordare che giustamente il gioco d'azzardo e considerato un reato, con una piccola deroga per lo Stato che lo gestisce in monopolio e ne pubblicizza l'attività (Slot machine - Casinò - Lotto - Totogoal - SuperEnalotto ecc.) E pensare che l'articolo uno della nostra costituzione recita: "L'Italia é una Repubblica fondata sul lavoro" Cose d'altri tempi dirà qualcuno. Effettivamente lavoro ce n'è sempre di meno e quello più duro, pericoloso e vomitevole lo facciamo fare agli extracomunitari, in compenso tutti vogliamo il televisore al plasma e il cellulare milleusi di ultima generazione. Siamo poveri e viviamo da ricchi, siamo tutti scrittori e pochissimi lettori, ricorriamo al credito al consumo per andare in vacanza alle Maldive e non siamo mai andati a vedere i Sassiu di Matera. Certo è che con unìItalia così giocoliera forse non ci rimane che sperare in una bella cinquina.

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