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E se cominciassimo dagli studenti?

14 Giu 2005

E se cominciassimo dagli studenti?Si, cominciamo dagli studenti delle facoltà di scienze della comunicazione, se vogliamo affrontare ragionamenti seri sul futuro della comunicazione pubblica.Cominciamo cioè da quelli che dovranno "costruire" piuttosto che da quelli che debbono "difendere".I motivi sono molti e non sarà male elencarne alcuni, in attesa che, chi ci legge, ne aggiunga altri.Intanto una questione sulla quale ritorneremo più specificatamente nelle prossime settimane: gli studenti sono troppi? E se si, cosa significa per il futuro della comunicazione pubblica e per il loro futuro?Per cominciare non sarebbe male sapere esattamente quanti sono. Impresa non facile visto l'affollamento di facoltà, corsi, master e molto altro ancora. E' un po' come la domanda su quante leggi governino l'Italia. C'è chi dice trentamila, chi 150 mila senza riuscire a definire un numero certo. Sparando cifre come se si fosse alla tombola natalizia anziché in sedi amministrative o accademiche che dovrebbero essere autorevoli in quanto tali.Ma su questo tema, come ho detto, ci torneremo. E più di una volta.Oggi mi sembra utile dare qualche consiglio/avviso alle migliaia di giovani che hanno deciso di dare basi professionali e scientifiche più solide ad una disciplina per troppo tempo in balia delle spire della propaganda o delle sirene dell'immagine.Attenti a quelli che vi insegnano che la legge 150 va "rivista". La legge che rende obbligatoria, nella più grande azienda italiana, la pubblica amministrazione, l'attività di informazione e comunicazione, non va "rivista" ma, più semplicemente, va "applicata".Questa legge che nessun Paese dell'Unione Europea possiede e che in Francia ora viene studiata e considerata come base per un analogo provvedimento è l'unica arma attualmente nelle mani dei neo-laureati in scienze della comunicazione. Un'arma, tuttavia, ancora scarica per la silenziosa ma tenace opposizione di quelle Amministrazioni che richiedono, ad esempio, la laurea in geologia per assumere un esperto in comunicazione e per quelle burocrazie che vedono nella comunicazione e nella tecnologia i più grandi pericoli alla loro resistenza a cambiare e a innovare.Attenti anche a quelli che, in nome di non si capisce bene quale generica e onnicomprensiva libertà di comunicare vi spiegano che, ad esempio, l'Ordine dei giornalisti non serve poiché nella pubblica amministrazione tutti informano e tutti comunicano. Fingendo di ignorare che una cosa è l'attitudine a comunicare che, correttamente, deve essere posseduta dal maggior numero possibile di dipendenti pubblici, e altra cosa è la professionalità dell'informare. Una professionalità che nel nostro Paese, piaccia o non piaccia, è normata dall'appartenenza ad uno specifico Ordine professionale.Il passo successivo di questi signori sarà spiegarvi che, se tutti sono comunicatori, è stato inutile frequentare le facoltà di scienze della comunicazione.Infine, attenti a quelli che vi dicono che la comunicazione pubblica deve essere ulteriormente "perimetrata", "segmentata", "risuddivisa" che è poi un modo come un altro per farvi aspettare ancora fuori dal "sacro recinto" degli addetti ai lavori.Vent'anni fa i primi comunicatori pubblici non hanno aspettato, non fatelo nemmeno voi.Un buon modo per non aspettare è quello scelto dall'Associazione "DavidecontroGolia" degli studenti di Pisa che hanno organizzato e gestito con grande professionalità un convegno sulla comunicazione pubblica assieme a molte associazioni studentesche di altre Università..Forse per la prima volta, questi giovani hanno mandato alla comunità dei comunicatori, ma non solo, un messaggio forte e chiaro. Quello di voler essere non spettatori ma protagonisti del loro futuro professionale. Pisa resterà una "buona pratica" isolata o sarà l'inizio di una presa di coscienza di altri giovani che, senza sfociare nel vittimismo o nel ribellismo, sarà destinata a cambiare alcune regole del gioco?Mi auguro davvero che il messaggio di questi studenti sia raccolto e non rimanga un caso isolato.E voi che ne pensate?

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