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Referendum: La Brand Image del Vaticano scende in campo Versus Quorum.

13 Giu 2005

Referendum: La Brand Image del Vaticano scende in campo Versus Quorum.Che la marca più diffusa nel mondo occidentale sia la Croce cristiana non è una sorpresa per nessuno e che la Chiesa Cattolica sia una delle più grandi potenze mediatiche del Mondo non sfugge neppure ai più distratti. Per questo, da un un uomo di comunicazione come me, non può che partire un plauso. Obiettivi chiari, messaggi precisi e puntuali, ma soprattutto mirati e assolutamente trasversali. Ed è proprio nei casi che toccano direttamente la Dottrina della Chiesa, di cui il nuovo Papa è stato per anni rigoroso custode, che i cannoni comunicazionali del Vaticano, con tutta il loro complesso e precisissimo motore mediatico, si mettono in moto. È successo per il divorzio e per l'aborto e ora, si mette in moto come un carroarmato del pensiero per il referendum sulla procreazione assistita. Una battaglia di coerenza che s'ha da fare per la Chiesa di Ratzinger. La stessa Chiesa del no all'aborto e al divorzio e del no al preservativo per difendersi dall'AIDS.Una posizione, quella dell'astensione che a prima vista può apparire poco coerente e dignitosa, ma non lo è affatto per chi vuole comunicare che neppure la Legge approvata in Parlamento è buona cosa, in quanto, per Sacra Romana Iglesia, rappresenta un male minore, il frutto di un compromesso politico e niente di più. Quindi votare si rappresenterebbe un'offesa alla vita, votare no una posizione favorevole alla Legge. Solo non votando si comunica che la vita va salvaguardata fin dallo spermatozoo perché inizia, secondo la visione integralista cattolica, nel momento in cui due persone di sesso diverso pensano di avere un rapporto sessuale. Figurarsi per l'embrione.Tutto chiaro quindi.La casa di Pietro è a posto e spinge l'acceleratore nella direzione della propria rigorosa coerenza.Quelli che capisco di meno sono i partiti che in Parlamento hanno votato contro o a favore della Legge. Perchè fanno nuove e contradditorie dichiarazioni di voto? Soprattutto in direzione dell'astensione? La certezza che i politici non sappiano più comunicare mi si conferma ancora una volta, insieme alla convinzione che attaccarsi al carro del Papa, in questo momento di leadership carente, sia un modo come un altro per accaparrarsi un mazzo di chiavi per il Partito Popolare Europeo, magari con il portachiavi del Vaticano.

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