Critical Mass? A lezione di Comunicazione Sociale: la Cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2009 - 2010 dell'Università di Cassino
Più volte ho cercato una definizione univoca e dettagliata di comunicazione sociale. L'attività realizzata dai settori di pubblica utilità e che dunque comprende tutte le attività comunicative legate al settore istituzionale e quindi volte a promuovere un avvicinamento dei cittadini a norme e servizi? O piuttosto quelle attività legate al settore sociale come espressione di valori e diritti? Perché escludere, allora, quelle legate al settore delle rappresentanze socio-economiche o della stessa impresa che comunica in area extra-commerciale?
Tuttavia se c'è un fattore comune che lega trasversalmente tutti questi ambiti, profit e no profit, è la vocazione civile e sociale che caratterizza questo tipo di comunicazione, il fatto cioè di avere quale fine ultimo la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e soprattutto la diffusione di valori e di orientamenti al di là di interessi economici o commerciali.
Riflettevo su queste cose ieri, proprio mentre assistevo alla Cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico 2009 - 2010 dell'Università di Cassino. La liturgia, il rito, la tradizione. Quello che come pietra e testata d'angolo serve a consolidare l'Istituzione e i suoi valori, capisaldi fondamentali per qualsiasi progetto che guardi al futuro. Poi la relazione che non ti aspetti Conoscenze e valori per uno sviluppo sostenibile e il Magnifico Rettore, il Prof. Ciro Attaianese che inizia a snocciolare tematiche fuori dal coro. Il pornmobile.onlinesaper essere da affiancare necessariamente al saper pensare e al saper fare. La vocazione dell'Ateneo ad essere un "ascensore sociale, che nell'ambito del contesto socio - economico di riferimento," diventa un presupposto indispensabile per l'affermazione in un sistema di valori che premi l'eccellenza indipendentemente dalla provenienza, dando ai giovani un'opportunità, un'occasione. L'avvio del nuovo sito web, la scelta di predisporre un bilancio sociale.
Poi la sorpresa finale, la Prolusione del giornalista, scrittore e autore televisivo Giovanni Anversa Spettatori o Cittadini? Il dilemma contemporaneo tra memoria del reale e schiavitù del virtuale.
Una lectio di inaugurazione di un anno accademico tenuta da un comunicatore televisivo? Forse anche gli ermellini più navigati avranno avuto un sussulto! Interessante, ovvio, e non solo per il mio senso di appartenenza alla categoria, chiaro e lineare il tema scelto: la consapevolezza versus l'accettazione passiva e nel mezzo il nostro rapporto conflittuale con la tv . Un passaggio tra i tanti "a chi sta a cuore il futuro del Paese e la testa di chi guarda la tv l'invito è di non affidarsi solo alla magia della sua scatola, ma di fare in modo che il sortilegio produca un lieto fine" .
Applausi, saluti, rituali e la sensazione di aver assistito ad un ingegneristico impianto comunicativo dove i segni e il senso e il sottostante sono stati parte di un processo sapientemente articolato per lanciare un messaggio molto forte, ricordando che l'Università è ancora il luogo d'eccellenza per pensare in grande, per essere parte attiva di un cambiamento di valori e prospettive e questo nonostante il problema delle risorse finanziarie che diminuiscono sempre di più.









