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(Adnkronos) - Adrenalina, velocità, tecnica, tanto spettacolo. E a volte, qualche brivido di paura. A Livigno, durante le Olimpiadi, le giornate passano così. Soprattutto se si butta un occhio alle gare di sci acrobatico (o freestyle), che si appresta a regalare alcune delle cartoline più belle a Milano Cortina 2026. Uno sport freschissimo, che ha debuttato ai Giochi (in veste dimostrativa) a Calgary nel 1988 e che oggi desta curiosità soprattutto tra i più giovani. Nacque negli anni Sessanta e in principio venne chiamato hotdogging (tradotto, "fare acrobazie") perché prevedeva una serie di evoluzioni e 'voli' pazzeschi. Vent'anni dopo, nel 1980, la prima stagione di Coppa del mondo Fis e una storia cresciuta con il passare degli anni, tra gare memorabili e grandi personaggi. Un po' di storia. Lo sci acrobatico ha debuttato a Calgary 1988 a livello dimostrativo, con gare di moguls maschile e femminile, aerials e ballet. Quattro anni dopo, i moguls sono diventati sport da medaglia ad Albertville, mentre gli aerials (salti) a Lillehammer 1994. Lo skicross ha fatto il suo esordio a Vancouver 2010. Lo slopestyle e l'halfpipe sono stati aggiunti al programma di Sochi 2014, mentre il big air e il mixed team aerials sono gli eventi più recenti delle Olimpiadi, introdotti a Pechino 2022. A Milano Cortina 2026 ci sarà un'altra novità: entreranno a far parte del programma le gare di dual moguls maschili e femminili. Ma come funzioneranno le varie gare di sci acrobatico a Milano Cortina 2026? Intanto, si svolgeranno a Livigno - tra Mottolino e Carosello 3000 - e prevederanno, in generale, fasi di qualificazione e finali. Nel moguls, gli atleti sciano lungo un percorso molto ripido, combinando curve tecniche, salti, manovre aeree e velocità. La valutazione dei giudici si basa su tecnica, velocità e salti compiuti.Nel dual moguls, che debutterà quest'anno alle Olimpiadi, due atleti o atlete si sfidano l’uno contro l’altro sulla stessa pista. Nell'aerials, gli sciatori si lanciano in aria da una rampa eseguendo manovre aeree e trick prima di atterrare su un pendio da 34° a 39° lungo circa 30 metri. I giudici assegnano punteggi in base a tre criteri: stacco dal trampolino, esecuzione (forma in aria, rotazioni e avvitamenti) e atterraggio. Lo skicross prevede due momenti. Una fase di qualificazione, in cui gli atleti devono percorrere il più velocemente possibile una pista con elementi artificiali come salti, dossi e curve paraboliche. E poi una fase a eliminazione, in cui quattro atleti o atlete gareggiano nello stesso momento. Vince chi taglia il traguardo per primo. Nello slopestyle, gli atleti attraversano un percorso a ostacoli (tra cui ringhiere e vari salti) e vengono giudicati in base all'ampiezza, all'originalità e alla qualità delle acrobazie mostrate. I giudici valutano qui la difficoltà dei numeri e la loro l'esecuzione, oltre ad ampiezza (altezza dei salti) e progressione della run. Nell'halfpipe, i concorrenti eseguono una serie di figure mentre sciano lungo un pendio semicilindrico. I criteri di giudizio includono in questa disciplina ampiezza, difficoltà, esecuzione e varietà dei trick mostrati in pista. Nel big air, gli atleti scendono da un pendio verso una grande rampa, con salti ed evoluzioni da brividi prima di atterrare. Come per lo slopestyle, i giudici valutano difficoltà dei numeri ed esecuzione, ampiezza (altezza dei salti) e progressione della run. La curiosità è che a Livigno ci saranno 15 eventi da medaglia, mai così tanti nella storia olimpica: 14 saranno divisi in maniera equa tra uomini e donne, con l'introduzione del citato dual moguls. Ecco il programma dei prossimi giorni delle gare di sci freestyle a Milano Cortina 2026: Martedì 10 febbraio Ore 11:15 - Qualificazione moguls maschile Ore 12:30 - Finale slopestyle maschile, 1ª manche Ore 12:59 - Finale slopestyle maschile, 2ª manche Ore 13:28 - Finale slopestyle maschile, 3ª manche Ore 14:15 - Qualificazione moguls femminile Mecoledì 11 febbraio Ore 11:00 - Qualificazione moguls femminile Ore 14:15 - Finale 1 moguls femminile Ore 14:55 - Finale 2 moguls femminile Giovedì 12 febbraio Ore 10:00 - Qualificazione moguls maschile Ore 12:15 - Finale 1 moguls maschile Ore 12:55 - Finale 2 moguls maschile Sabato 14 febbraio Ore 10:30 - Sedicesimi di finale dual moguls femminile Ore 11:00 - Ottavi di finale dual moguls femminile Ore 11:20 - Quarti di finale dual moguls femminile Ore 11:35 - Semifinali dual moguls femminile Ore 11:45 - Small final dual moguls femminile Ore 11:47 - Big final dual moguls femminile Ore 19:30 - Qualificazione big air femminile, 1ª manche Ore 20:15 - Qualificazione big air femminile, 2ª manche Ore 21:00 - Qualificazione big air femminile, 3ª manche Domenica 15 febbraio Ore 10:30 - Sedicesimi di finale dual moguls maschile Ore 11:00 - Ottavi di finale dual moguls maschile Ore 11:20 - Quarti di finale dual moguls maschile Ore 11:35 - Semifinali dual moguls maschile Ore 11:45 - Small final dual moguls maschile Ore 11:47 - Big final dual moguls maschile Ore 19:30 - Qualificazione big air femminile, 1ª manche Ore 20:15 - Qualificazione big air femminile, 2ª manche Ore 21:00 - Qualificazione big air femminile, 3ª manche Lunedì 16 febbraio Ore 19:30 - Finale big air femminile, 1ª manche Ore 19:52 - Finale big air femminile, 2ª manche Ore 20:15 - Finale big air femminile, 3ª manche Martedì 17 febbraio Ore 10:45 - Qualificazione aerials femminile 1 Ore 11:30 - Qualificazione aerials femminile 2 Ore 13:30 - Qualificazione aerials maschile 1 Ore 14:15 - Qualificazione aerials maschile 1 Ore 19:30 - Finale big air maschile, 1ª manche Ore 19:52 - Finale big air maschile, 2ª manche Ore 20:15 - Finale big air maschile, 3ª manche Mercoledì 18 febbraio Ore 11:30 - Small final aerials femminile Ore 12:30 - Big final aerials femminile Giovedì 19 febbraio Ore 10:30 - Qualificazioni halfpipe maschile, 1ª manche Ore 11:27 - Qualificazioni halfpipe maschile, 2ª manche Ore 11:30 - Small final aerials maschile Ore 12:30 - Big final aerials maschile Ore 19.30 - Qualificazioni halfpipe femminile, 1ª manche Ore 20:27 - Qualificazioni halfpipe femminile, 2ª manche Venerdì 20 febbraio Ore 10:00 - Piazzamento ski cross femminile Ore 12:00 - Ottavi di finale ski cross femminile Ore 12:35 - Quarti di finale ski cross femminile Ore 12:54 - Semifinali ski cross femminile Ore 13:10 - Small final ski cross femminile Ore 13:15 - Big final ski cross femminile Ore 19:30 - Finale halfpipe maschile, 1ª manche Ore 19:58 - Finale halfpipe maschile, 2ª manche Ore 20:25 - Finale halfpipe maschile, 3ª manche Sabato 21 febbraio Ore 10:00 - Piazzamento ski cross maschile Ore 10:45 - Finale 1 aerials a squadre miste Ore 11:45 - Finale 2 aerials a squadre miste Ore 12:00 - Ottavi di finale ski cross maschile Ore 12:35 - Quarti di finale ski cross maschile Ore 12:54 - Semifinali ski cross maschile Ore 13:10 - Small final ski cross maschile Ore 13:15 - Big final ski cross maschile Ore 19:30 - Finale halfpipe femminile, 1ª manche Ore 19:58 - Finale halfpipe femminile, 2ª manche Ore 20:25 - Finale halfpipe femminile, 3ª manche L'Italia non è mai salita sul podio olimpico nelle discipline dello sci freestyle. I migliori risultati azzurri sono i quinti posti di Leonardo Donaggio (big air) e Simone Deromedis (ski cross) a Pechino 2022. Sono diverse però le speranze verso Milano Cortina 2026, a cominciare dalla stellina Flora Tabanelli, campionessa del mondo di big air e vincitrice della Coppa del Mondo generale nel 2025. Grande attesa anche per suo fratello Miro, oro agli X Games di Aspen 2025. Per lo skicross, occhi puntati invece su Simone Deromedis e Jole Galli. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
(Adnkronos) - Il mercato Ict italiano si trova di fronte a una sfida cruciale: mentre l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti è cresciuta dal 5% all'8,2% nel 2024 e del 16,4% nel 2025, persiste un preoccupante gap di competenze digitali che rischia di compromettere la competitività del Paese. Un divario che emerge con forza anche ai livelli istituzionali, dove la comprensione delle tecnologie emergenti risulta spesso carente rispetto alle sfide che il sistema Italia deve affrontare. In questo contesto si inserisce la nuova strategia di Assinter Italia, l'associazione che rappresenta le società Ict in-house regionali e nazionali, guidata dal neo-presidente Pier Paolo Greco. "C'è ancora poca cultura sulle tecnologie digitali e sull'intelligenza artificiale in particolare che crea preoccupazioni, non solo nel cittadino ma anche nelle istituzioni", afferma Greco, sottolineando come la carenza di competenze rappresenti un ostacolo significativo per lo sviluppo digitale del Paese. Le società in-house regionali, spesso sottovalutate nel dibattito pubblico, gestiscono in realtà servizi digitali fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. Dal Fascicolo sanitario elettronico ai servizi di e-government, dalla cybersecurity alla gestione dei data center regionali, queste strutture rappresentano un patrimonio di competenze e infrastrutture che conta complessivamente 8000 dipendenti e genera un fatturato aggregato di circa 2 miliardi di euro. "Le regioni - spiega il neo presidente - hanno un enorme impatto sulla gestione digitale nella vita di tutti i giorni. Quando un cittadino riceve servizi sanitari digitali, documenti online o informazioni turistiche dalla sua regione, normalmente c'è una società in-house che li gestisce". Il mercato Ict italiano, previsto in crescita del 4,5% nel 2025 per un valore complessivo di 44,3 miliardi di euro, vede nel cloud computing (+16,2%) e nella cybersecurity (+7,2%) i settori trainanti. Proprio su questi fronti Assinter sta sviluppando progetti innovativi come il Cloud federato, un sistema di interscambio tra le varie strutture regionali che permette una maggiore protezione dei dati attraverso la distribuzione delle risorse. "Stiamo lavorando per mettere insieme una potenza di calcolo distribuita invece di avere singoli data center maggiormente vulnerabili", illustra il presidente. La nuova visione di Greco si basa su quello che lui stesso definisce il 'modello Barbarians', ispirato alla celebre squadra di rugby dove ogni giocatore contribuisce attivamente al successo collettivo. Questo approccio prevede cinque direttrici strategiche: advocacy presso le istituzioni, alliance tra i soci, networking con il settore privato, training attraverso l'academy associativa e innovation per facilitare i rapporti tra pubblico e privato. Un aspetto cruciale della strategia riguarda il posizionamento europeo. Greco, recentemente confermato nel ruolo di vicepresidente di Euritas, l'associazione europea delle società Ict pubbliche, punta a rafforzare il collegamento tra Bruxelles, Roma e le regioni. "Siamo - sottolinea - l'unica struttura in tutta Europa che è riuscita ad avere una rappresentanza unitaria all'interno di Euritas. Questo ci permette di portare le istanze territoriali direttamente alla Commissione Europea". La sfida della cybersecurity emerge come priorità assoluta. Assinter sta promuovendo lo sviluppo di un progetto per federare i noc (network operations center) delle varie società regionali, creando un sistema di monitoraggio distribuito più resiliente. 'Oggi queste strutture operano molto sulla difesa cyber e questo diventa sempre più importante', evidenzia Greco, ricordando come la sicurezza informatica non sia più solo una questione tecnica ma un elemento fondamentale per la sovranità digitale del Paese. L'associazione conta tra i suoi membri la quasi totalità delle società regionali in-house ed alcuni grandi player nazionali che operano con il modello in-house providing quali Aci informatica e InfoCamere. Questa eterogeneità rappresenta una ricchezza in termini di competenze e capacità di intervento su tutto il territorio nazionale. Inoltre, Assinter ha costituito una community a cui hanno aderito 30 partner tecnologici, creando quello che Greco definisce 'una interlocuzione costruttiva' con i grandi vendor internazionali. Guardando al futuro, l'obiettivo è ambizioso: portare Assinter a diventare sempre più uno stakeholder imprescindibile per qualsiasi decisione governativa in materia di digitalizzazione. La strada per colmare il digital divide italiano passa necessariamente attraverso un rafforzamento delle competenze e delle infrastrutture pubbliche. Con l'arrivo delle Giga Factory europee per l'intelligenza artificiale, investimenti previsti nell'ordine dei 5 miliardi di euro, e la crescente importanza del quantum computing, il ruolo delle società in-house regionali diventa ancora più strategico. 'L'ingresso del sistema quantistico sostituirà quello che abbiamo conosciuto come sistema di vita fino ad oggi', avverte Greco, sottolineando l'urgenza di prepararsi a questa rivoluzione tecnologica. La nuova governance di Assinter punta quindi a valorizzare un patrimonio di competenze pubbliche troppo spesso sottovalutato, creando sinergie tra territori e favorendo l'innovazione attraverso la collaborazione tra pubblico e privato. Una sfida che richiede non solo investimenti tecnologici ma soprattutto un cambio di paradigma culturale, partendo proprio dalla formazione e dalla sensibilizzazione di cittadini e istituzioni sui temi del digitale.
(Adnkronos) - L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda del tipo di informazione. A dirlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio (supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615 punti vendita) offrendo così una visione più completa e rappresentativa del mercato nazionale. Un’analisi resa come sempre possibile dai dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, basata su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate, e che restituisce trend e direzioni di sviluppo, più che confronti puntuali tra singoli periodi. Nel periodo che va da luglio 2024 a giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di +3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Guardando ai volumi di vendita, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di +1,8 punti percentuali su base annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2% delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur con segnali di recupero in alcune categorie. Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce di +2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di +1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo (83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media. Più contenuta, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute (oltre 3,1 miliardi di unità). In questo ambito spiccano cura persona, cura casa, drogheria alimentare e freddo, mentre ittico e petcare restano fanalini di coda. Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging, anche per il numero di pack che rientrano in questa tipologia di soluzioni: lo 0,2% dei prodotti a scaffale venduti riporta questa informazione, senza variazioni rispetto all’anno precedente. I casi si concentrano soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta. Nonostante le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, solo il 3,6% dei prodotti invita i consumatori a consultare online le informazioni ambientali, quota che scende al 3,2% se si guardano le confezioni vendute (883 milioni di unità), in lieve calo rispetto all’anno precedente. Il cura casa resta il comparto più avanzato su questo fronte (28,1% delle referenze), mentre in molti reparti l’uso del digitale è ancora sporadico o assente. "La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori - commenta Simona Fontana, direttore generale Conai - I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo. È un passo decisivo verso una circular economy in cui sostenibilità e responsabilità diventano leve di valore a lungo termine. E il consumatore, quindi ognuno di noi, ha un ruolo proattivo nelle scelte di acquisto e nella gestione domestica degli imballaggi post-consumo". "L’analisi condotta da IdentiPack, sulla base degli oltre 148mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali - sottolinea Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy - Come diffuso e consultato mezzo di comunicazione, le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi".