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(Adnkronos) - Rossano Sasso lascia la Lega e segue Roberto Vannacci per entrare in Futuro Nazionale, il partito fondato dall'ex generale. "Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile", dice su Facebook il deputato. "Esco dalla Lega - spiega - e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper". ''Sono stato nel 2014 - ricorda Sasso - uno dei fondatori del movimento politico di Matteo Salvini al Sud, quando fare politica per la Lega nel meridione era impresa proibitiva: un percorso da leghista del Sud durato anni e pieno di difficoltà, rinunce, discriminazioni subite sul territorio, violenze di ogni tipo e aggressioni dei centri sociali, di derisioni e commiserazione anche da parte di gente che poi si è ricreduta ed è entrata in Lega, al Sud, per convenienza, non certo per ragioni ideali e che prima insultava me e la Lega". "Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l'onore - scrive - folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud. Oggi quel progetto per me non esiste più, mi limiterò a dire questo perché non voglio polemizzare con quello che è stato il mio partito per 12 anni e con una persona, l'unica, alla quale sarò sempre grato per le opportunità e le gratificazioni che mi ha dato, forse meritandole o forse no, ma il mio percorso politico con Matteo Salvini termina qui". ''Se avessi voluto fare una scelta di convenienza - sottolinea Sasso - sarei rimasto dove sono, certo di una candidatura rafforzata dalla mia attività legislativa e politica, poiché varie norme nel settore scolastico portano il mio nome e numerose battaglie identitarie mi hanno visto essere, insieme ad alcuni colleghi, avanguardia del mio gruppo politico. Ho denunciato per primo i pericoli dell'ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana in favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti lgbt di estrema sinistra, attirandomi negli anni i loro attacchi e le loro ire, le cui istanze oggi purtroppo vengono recepite non in uno, ma in ben due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito". "Si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io - rimarca - non la condivido e poiché non sono compatibile, tolgo il disturbo. Nella mia vita non ho mai rinunciato alla mia libertà per questioni di calcoli, ho sempre ascoltato i miei sentimenti, quelli che da ragazzino mi spinsero a iscrivermi al Fronte della Gioventù e da adulto mi portarono a scegliere la sfida bella e impossibile della Lega al Sud. "A 17 anni - dice - fui illuminato dalla lettura di Ezra Pound e la frase 'se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui', per me vale anche oggi. Oggi lascio un partito che è al Governo, per inseguire un sogno. Voglio continuare a essere fedele ai miei principi, quelli che mi animavano a 17 anni, quelli che mi hanno animato nel 2014 e quelli che mi animano oggi".
(Adnkronos) - Un confronto a tutto campo su Ia, didattica e futuro. Mercoledì 4 febbraio, a partire dalle 9.30, la sede principale dell’Università eCampus, a Novedrate (Como), ospiterà 'eCampus, didattica aumentata e Ia: il ruolo delle università nelle politiche di innovazione', una giornata di lavoro dedicata alle intelligenze artificiali, al plurale, per approfondire il ruolo delle università nelle politiche di innovazione: la formazione di nuove competenze, la trasformazione delle professioni, la cybersecurity e i nuovi linguaggi. Un dibattito aperto in cui l’ateneo metterà a disposizione della collettività i risultati della ricerca e della terza missione nei suoi vent’anni di esperienza. L’università non può limitarsi a 'comprare' l’intelligenza dall’esterno, ma deve concorrere a formarla, personalizzarla e addestrarla, trasmettendo agli studenti competenze critiche, etiche e tecnologiche. Una posizione che dialoga idealmente con il dibattito aperto a Stanford all’indomani della diffusione dei sistemi generativi e che eCampus sviluppa oggi in una prospettiva autonoma, fondata su un approccio artigiano al sapere, capace di rendere i singoli profili professionali protagonisti consapevoli dei processi di innovazione. Il programma della giornata seguirà un percorso coerente con questa impostazione. Al mattino il confronto si concentrerà sul rapporto tra innovazione e formazione dei professionisti del futuro e sulle professioni in trasformazione. Il Piano strategico di Ateneo costituirà il filo conduttore delle diverse sessioni, emergendo nei temi della didattica, delle competenze, dell’impatto sociale e delle politiche di innovazione. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sul rapporto tra tecnologia e salute, sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione e, infine, sul ruolo della ricerca e dei dottorandi nei processi di innovazione, prima della chiusura affidata a un momento informale di networking. A dare voce al dibattito sarà un parterre ampio e multidisciplinare, grazie ai contributi di Amarildo Arzuffi di Fondimpresa, Antonella Guidazzoli di Cineca, Pier Guido Lezzi di MaticMind Milano, del giornalista Carlo Massarini, del saggista Michele Mezza e dell’atleta olimpico Matteo Melluzzo. Per l’Università eCampus interverranno Marco Arnesano, Luisella Bocchio Chiavetto, Riccardo Botteri, Placido Bramanti, Manuela Cantoia, Elisabetta Cattoni, Luca Cioccolanti, Gloria Cosoli, Venusia Covelli, Leonardo Fiorentini, Oleksandr Kuznetsov, Enrico Landoni, Lorenza Lei, Giovanni Liberati Buccianti, Alfonso Lovito, Barbara Marchetti, Marco Margarita, Elisa Pedroli, Francesco Pigozzo, Cristian Randieri, Paolo Raviolo, Marco Rondonotti, Maria Lucrezia Sanfilippo, Enzo Siviero, Manuela Vagnini e Fabrizio Vecchio. L’evento, aperto a tutti, aiuterà a comprendere come la didattica aumentata e le intelligenze artificiali stiano ridisegnando il ruolo dell’università nelle politiche di innovazione.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".