ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - L'Iran ha respinto la proposta americana di un cessate il fuoco di 48 ore. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars citando una fonte anonima. Mentre il Wall Street Journal ha rivelato che sarebbero a un punto morto gli sforzi di alcuni Paesi della regione guidati dal Pakistan per raggiungere un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. All'inizio di questa settimana, il ministro degli Esteri iraniano aveva dichiarato che il Paese accetterà solo la fine definitiva del conflitto e non una tregua. La notizia del rifiuto da parte di Teheran arriva al termine di un'altra giornata di guerra. In serata nuove diverse forti esplosioni hanno scosso la capitale. In Iran è stato abbattuto un F-15 dell'Aeronautica militare Usa. Uno dei piloti è stato messo in salvo in un'operazione delle forze americane ma non è ancora chiara la sorte del secondo pilota. Due elicotteri militari statunitensi impegnati nelle operazioni di ricerca dell'F-15 abbattuto e nel soccorso dell'equipaggio sono stati colpiti dal fuoco iraniano, ma i militari a bordo sono tutti illesi, ha riferito un funzionario statunitense citato dalla Nbc. L'abbattimento dell'aereo americano non influirà sui negoziati per la fine della guerra, ha detto il presidente americano, Donald Trump, alla Nbc News, rifiutandosi di discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in Iran. "No, assolutamente no", ha risposto Trump al giornalista che gli chiedeva se l'abbattimento dell'aereo militare avrebbe influito su eventuali negoziati con Teheran. "No, è la guerra. Siamo in guerra", ha aggiunto. Secondo un alto funzionario della Casa Bianca, il team di sicurezza nazionale di Trump si è riunito nell'Ala Ovest e per tutta la giornata ha fornito aggiornamenti al presidente in merito all'aereo americano precipitato. In serata Teheran ha rivendicato di aver abbattuto un secondo aereo d'attacco americano, un A-10, vicino allo Stretto di Hormuz. "Un aereo americano di tipo A-10 è stato colpito dai sistemi di difesa aerea ed è precipitato nelle acque del Golfo", ha annunciato la televisione di Stato (Irib), citando una dichiarazione dell'esercito. Negli Stati Uniti, il New York Times, citando due funzionari americani, aveva precedentemente riferito che un aereo si era schiantato nei pressi dello Stretto di Hormuz e che il suo unico pilota era stato tratto in salvo illeso. Nel sud del Libano sono stati feriti altri tre caschi blu. La Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) ha riferito di un'esplosione contro sue postazioni nei pressi di El Adeisse. Si tratta del terzo incidente di questo tipo in una settimana. "Questo pomeriggio, un'esplosione all'interno di una postazione dell'Onu ha ferito tre caschi blu, due dei quali in modo grave. Non conosciamo ancora l'origine dell'esplosione", ha detto la portavoce dell'Unifil Kandice Ardiel. Le Idf hanno dichiarato che sono stati i miliziani di Hezbollah a lanciare un razzo contro la postazione dell'Unifil, ferendo i tre caschi blu. Un portavoce delle Idf ha affermato che "un esame della traiettoria di lancio mostra chiaramente che l'attacco è stato effettuato da Hezbollah". Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo russo Recep Tayyip Erdogan, nel quale i due leader hanno chiesto un cessate il fuoco immediato nella guerra in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino. "I leader hanno sottolineato la loro posizione comune sulla necessità di un cessate il fuoco immediato e dell'elaborazione di accordi di pace di compromesso che tengano conto degli interessi legittimi di tutti gli Stati della regione - si legge nel comunicato - È stato osservato che l'intensa attività militare sta portando a gravi conseguenze negative non solo a livello regionale ma anche globale, anche nei settori dell'energia, del commercio e della logistica".
(Adnkronos) - Il dipartimento di Ingegneria dell’Università Lum Giuseppe Degennaro ha rafforzato il proprio impegno verso l’internazionalizzazione attraverso un’importante iniziativa di collaborazione con la Jinan University, tra le più prestigiose istituzioni accademiche della Cina. Il professor Giovanni Schiuma, direttore del Dipartimento di Ingegneria, ha visitato la Jinan University con l’obiettivo di consolidare relazioni accademiche e scientifiche tra le due università. L’incontro ha portato alla definizione e sottoscrizione di un accordo quadro e di un accordo specifico finalizzati a promuovere la collaborazione nella ricerca e nella didattica, nonché la mobilità internazionale di studenti e ricercatori. Grazie a questa intesa, si apriranno nuove opportunità per gli studenti della Lum, che potranno svolgere periodi di studio presso la Jinan University, così come per studenti e studiosi cinesi che saranno accolti presso la Lum. Un flusso bidirezionale di conoscenza, esperienze e competenze che contribuirà a rafforzare il profilo internazionale dell’Ateneo. L’iniziativa si inserisce in una visione strategica che riconosce nella costruzione di una rete solida di collaborazioni internazionali un elemento fondamentale per lo sviluppo di una didattica sempre più aperta, inclusiva e orientata al futuro. In un contesto economico globale caratterizzato da crescente complessità e turbolenza, diventa infatti essenziale formare una classe dirigente capace di interpretare e governare sistemi organizzativi dinamici e interconnessi. Il rafforzamento dei rapporti tra Lum e Cina rappresenta, in questa prospettiva, un passo significativo verso la creazione di un ecosistema educativo internazionale, capace di generare valore attraverso lo scambio culturale, scientifico e umano.
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.