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(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ricevette in prestito 12 milioni di sterline (quasi 14 milioni di euro) dai suoi genitori e dal fratello Charles per risarcire Virginia Giuffre che lo accusava di violenza sessuale, e non ha ancora restituito nulla. La regina Elisabetta sborsò 7 milioni di sterline (circa 8 milioni di euro) per l'accordo del 2022, mentre altri 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) provenivano dal patrimonio del principe Filippo, un anno dopo la sua morte. L'allora principe Carlo pagò circa 1,5 milioni di sterline (poco più di 1,700 milioni di euro) con l'aiuto anche di altri membri della famiglia reale, per fermare il caso di abusi sessuali della Giuffre. Una fonte ha dichiarato al Sun: "Andrew non ha restituito un centesimo". Il piano dell'allora duca di York di vendere uno chalet in Svizzera per ripagare la famiglia fallì dopo che non ricavò quasi nulla dalla vendita. Andrew avrebbe utilizzato i proventi derivanti dalla cessione della proprietà da 19 milioni di sterline (22 milioni di euro) per restituire le somme prestate e che aveva utilizzato per mettere a tacere Virginia. Sembra tuttavia che Andrea abbia guadagnato poco o niente, poiché lo chalet, situato nell'elegante località turistica svizzera di Verbier, era gravato da un pesante debito ipotecario. "Per quanto ne sappiamo, non ha ancora restituito un solo centesimo dei milioni presi in prestito - ha detto la fonte al tabloid - Il denaro della famiglia reale le ha comprato il silenzio, ma ha negato a Virginia la possibilità di contestare apertamente in tribunale la sua versione dei fatti". I Windsor accettarono di finanziare l'accordo, convinti che ciò avrebbe contribuito a porre fine allo scandalo in vista del Giubileo di Platino del febbraio 2022. "Andrew ha mentito alla sua stessa famiglia sulla portata della relazione con Jeffrey Epstein - ha aggiunto la fonte - Hanno finanziato il pagamento alla sua accusatrice Virginia Giuffre. Hanno creduto alle sue bugie e lo hanno aiutato a cercare di risolvere il problema. Sua madre, la defunta regina, rimase addolorata per lo scandalo. Ma non poteva sopportare di bandire Andrea, che era ancora il suo amato figlio". "Sapeva che il problema sarebbe stato successivamente affrontato dal fratello Charles, una volta che lei se ne fosse andata, e questo non fece altro che rinviare lo scandalo - prosegue la fonte - La gente rimarrà scioccata nello scoprire che così tanto denaro proviene dal patrimonio di suo padre, il principe Filippo, morto un anno prima. Il duca di Edimburgo non si sarebbe mai aspettato che i suoi risparmi sarebbero finiti per essere spesi per mettere a tacere le accuse". Virginia ha affermato di essere stata costretta a fare sesso con Andrew tre volte dal pedofilo Epstein, la prima quando aveva 17 anni. Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito, ma pagò alla Virginia, che si è suicidata lo scorso aprile all'età di 41 anni, un risarcimento extragiudiziale di 12 milioni di sterline nel marzo 2022.
(Adnkronos) - "La Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata: lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel messaggio rivolto a più di 300 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) della scuola, riuniti a Napoli con Anief ed Eurosofia". E' quanto si legge in un comunicato dell'Anief. La dichiarazione è stata bene accolta da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente all’evento svolto nel capoluogo campano: “Bene, è una nostra storica richiesta, ora si continui a valorizzare il profilo dei direttori amministrativi e del personale Ata”, ha detto. "Il sindacato autonomo ha ricordato ai tanti presenti che è stato raddoppiato, grazie alla sua azione, il salario accessorio di un personale da troppo tempo dimenticato dallo Stato. Anche il sottosegretario Paola Frassinetti ha ricordato l’importanza dell’introduzione dei nuovi profili professionali e dell'attivazione delle progressioni economiche, grazie alla firma degli ultimi contratti collettivi di lavoro sottoscritti dalla stessa giovane organizzazione sindacale", prosegue Anief. Durante il seminario - dal titolo 'Il personale Ata nella scuola dell'Autonomia: come valorizzare una professione alla luce dei nuovi profili professionali contrattuali?' - svoltosi presso l’Istituto superiore 'G. Rossini', Pacifico ha ricordato che il sindacato Anief risulta tra i maggiormente rappresentativi, vantando nella sua struttura dirigenziale ben tre presidenti regionali e due capi dipartimento tra il personale amministrativo, segno d'attenzione del Consiglio nazionale al personale Ata. Il presidente nazionale ha quindi ricordato come in tema di salario accessorio e di una tantum, il personale Ata ha avuto, grazie ad Anief, percentuali doppie rispetto al passato e l'attribuzione di due terzi delle risorse risparmiate dal Mof sempre rispetto al passato. “Grazie alla nostra azione sindacale - ha detto il presidente nazionale Anief - abbiamo esteso le risorse per la formazione al personale Ata che in futuro avrà anche una carta servizi per il welfare, la stessa Commissione europea ha denunciato l'Italia per la violazione dei contratti a termine e la continua evasione di procedure tese a impedire la reiterazione dei contratti. Vogliamo sia riconosciuto il burnout, il lavoro usurante e specifiche indennità come per i videoterminalisti. Bisogna ottenere i buoni pasto e adeguare i livelli stipendiali dopo aver sbloccato le progressioni economiche, i nuovi posti in organico relativi ai profili professionali, le progressioni verticali con la nomina di 1.212 nuovi funzionari. Come occorre riscoprire la dignità di una professione senza la quale la scuola chiude”. Pacifico ha concluso citando “i livelli stipendiali molto bassi". "Per la riforma dei profili è necessario inserire i posti in organico: su 1.200 funzionari, noi ne avevamo chiesti uno per scuola, basti pensare al profilo C”, ha detto. Ieri, durante il seminario nazionale 'Governare la scuola 3.0, il ruolo del Dsga e del funzionario amministrativo nel nuovo profilo contrattuale EQ tra opportunità, sfide e rivendicazioni', promosso da Anief e fortemente voluto dal Dipartimento Condir, è stato ricordato il ruolo sempre più fondamentale del Dsga nella governance scolastica, riconosciuta ormai come figura strategica e imprescindibile per il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome, ma ancora troppo spesso schiacciata da ambiguità normative, vuoti contrattuali e responsabilità non adeguatamente tutelate. I lavori erano stati aperti con un messaggio del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha riconosciuto esplicitamente il valore e la centralità del ruolo dei Dsga all’interno del sistema scolastico, segnando un passaggio politico significativo. Nella sua relazione, il presidente Marcello Pacifico ha ribadito con forza l’impegno di Anief nel sostenere le battaglie storiche dei Dsga, ponendo l’accento su temi cruciali come “le economie derivanti dal dimensionamento scolastico, la necessità di una polizza professionale adeguata, l’affiancamento formativo, soprattutto per i neo Dsga”. Pacifico ha inoltre sfoderato i numeri e i risultati ottenuti dal suo sindacato che rappresenta il 10% dei Dsga in servizio: il raddoppio, in pochi anni, dell’indennità di direzione che potrebbe ancora salire nel prossimo triennio, le quote di assunzioni col turn-over con la immissione in ruolo degli idonei, sbloccate le procedure di progressione verticale con l'assunzione di 1.214 nuovi funzionari senza incarico Dsga. “Bisogna certamente continuare - ha continuato il presidente Anief - a lottare per rendere lo stipendio del Dsga equiparato a quello delle altre elevate qualificazioni (EQ) degli altri dipendenti pubblici (specialmente sul salario accessorio) senza dimenticare la storica battaglia per riconoscerne il profilo dirigenziale. Anche sul fronte degli organici se siamo riusciti a sbloccare le immissioni in ruolo coprendo il 65% del turn over rispetto al 30% del restante personale Ata bisogna arrivare alle stesse percentuali dei dirigenti scolastici (95%)". "In tal senso siamo riusciti a ottenere lo scorrimento e la proroga delle graduatorie degli idonei dell'ultimo concorso Dsga e stiamo chiedendo una graduatoria aggiuntivi per assunzioni in regioni diverse con posti vacanti. Molti dei neo-assunti sono da noi seguiti dopo essere stati formati e per loro rimaniamo punto di riferimento. Stiamo anche cercando di snellire e semplificare la mole di lavoro nei tavoli ministeriali per arginare il burnout, ridurre errori ed eliminare duplicazioni", ha concluso.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.