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(Adnkronos) - I negoziati sull'Ucraina hanno contribuito a restringere il numero delle questioni da risolvere per arrivare a una pace con la Russia, ma restano aperti i nodi più complessi. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenendo alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, sintetizza lo stato dei negoziati per arrivare alla fine del conflitto. Rispondendo a una domanda sulle reali intenzioni di Mosca, Rubio ha spiegato che non è ancora chiaro se la Russia voglia davvero la pace: al momento, ha osservato, i russi affermano di sì, indicando però precise condizioni. L'obiettivo degli Stati Uniti è quello di individuare una soluzione negoziata che sia accettabile per l'Ucraina e, al tempo stesso, sostenibile anche per Mosca. Rivendicando i progressi compiuti finora, Rubio ha sottolineato che nessuno sarebbe contrario a una soluzione negoziata del conflitto, purché le condizioni siano giuste e durature. In vista del nuovo round di colloqui previsto martedì a Ginevra, Washington intende continuare a lavorare in questa direzione. Sempre alla Conferenza di Monaco è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha rivendicato l'orgoglio nazionale del suo Paese e la richiesta di rispetto. Zelensky ha ribadito l’importanza cruciale della difesa aerea e si è detto orgoglioso dei soldati ucraini per aver continuato a respingere gli attacchi russi, sottolineando che il popolo ucraino merita gratitudine e riconoscimento per la sua resistenza. Nel solo mese di gennaio l'Ucraina, ricorda Zelensky, ha dovuto difendersi da circa 6.000 droni d'attacco russi, in gran parte droni Shahed, oltre a più di 150 missili e oltre 5.000 bombe a caduta libera. Rivolgendosi alla platea, Zelensky ha invitato a immaginare simili attacchi sulle proprie città: strade distrutte, case e scuole, rase al suolo. "Questa è la vita quotidiana in Ucraina – ha detto – naturalmente a causa della Russia, da quattro lunghi anni". Il presidente ha aggiunto che non esiste ormai una centrale elettrica che non sia stata colpita dai bombardamenti russi, mostrando immagini delle aree, devastate dai raid. Nel suo intervento, Zelensky ha sottolineato con forza l'importanza dell'unità euro-atlantica per contrastare l'aggressione russa. Mentre Kiev investe in sistemi di intercettazione e protezione, Mosca – ha avvertito – punta a spezzare l'unità tra l'Ucraina e i suoi alleati, in Europa e nella comunità euro-atlantica. "La nostra unità è il miglior intercettore contro i piani aggressivi della Russia", ha affermato, ribadendo che mantenerla è essenziale per la sicurezza comune. Zelensky ha sottolineato come il coraggio, dimostrato dagli ucraini, sia frutto della necessità di sopravvivere alla guerra e non di una scelta eroica volontaria. "Nessuno dei nostri ha scelto di essere un eroe" ha sostenuto. Nel suo discorso, il presidente ucraino ha poi lanciato un duro attacco al leader del Cremlino Vladimir Putin, sostenendo che non sia più interessato a nulla se non al conflitto. Secondo Zelensky, Putin non riesce a immaginare una vita senza il potere o dopo il potere e guarderebbe più al passato imperiale russo che alla realtà contemporanea, evocando le figure dello zar Pietro il Grande e dell’imperatrice Caterina come riferimenti per le sue ambizioni territoriali. “Vi immaginate Putin senza guerra?”, ha chiesto retoricamente Zelensky alla platea, aggiungendo che il leader russo può vedersi come uno zar, ma in realtà sarebbe “schiavo di questa guerra”. Un conflitto che, secondo il presidente ucraino, è diventato centrale per la sopravvivenza politica del Cremlino e continua a determinare le scelte di Mosca. Il discorso del Segretario di Stato americano Marco Rubio ha rappresentato un segnale positivo per i rapporti tra Europa e Stati Uniti, ribadendo la centralità delle relazioni transatlantiche. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Non ci sono divisioni – ha sottolineato Tajani – possono esserci differenze di vedute, ma le relazioni transatlantiche sono salde e fanno parte del Dna sia dell'Europa sia degli Stati Uniti". Secondo il titolare della Farnesina, l'intervento di Rubio va nella direzione di rafforzare ulteriormente il legame politico e strategico tra le due sponde dell'Atlantico. "Il suo discorso non fa altro che rafforzare le relazioni tra Europa e Stati Uniti. Noi siamo europei e dobbiamo fare la nostra parte, a testa alta". La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si è detta ''molto rassicurata'' dal discorso, pronunciato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio sul palco della Conferenza di Monaco sulla sicurezza. Von der Leyen ha anche detto di essere ''allineata'' con Rubio nel chiedere all'Europa di migliorare la sua preparazione per affrontare le sfide future. Secondo Von der Leyen l'Europa deve "abbattere il rigido muro tra settore civile e difesa", valorizzando le industrie a doppio uso e sfruttando la propria esperienza globale in automotive, aerospaziale e macchinari pesanti per rafforzare l'industria della difesa. Ha sottolineato, inoltre, l'importanza di nuove tecnologie, in particolare droni e sistemi d’arma assistiti dall’intelligenza artificiale. "Alcuni chiedono se possiamo permettercelo, ma io dico che non possiamo permetterci di non farlo", ha aggiunto, esortando l’Europa a rafforzare le proprie difese per onorare il sacrificio dell’Ucraina e accrescere la propria autonomia strategica.
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - Per giorni, Milano è stata lo scenario di un’apparizione futuristica e magnetica. Tra i quartieri iconici e i distretti dell’innovazione, un’auto leggendaria ha catturato l’attenzione di passanti e media, alimentando il sospetto che la città fosse stata scelta come set per un grande ritorno cinematografico. Oggi, il mistero si scioglie: nessuna produzione hollywoodiana, bensì un progetto di comunicazione internazionale firmato E.On. L’obiettivo? Raccontare la transizione energetica oltre i tecnicismi, elevandola a elemento cardine della cultura contemporanea e del tessuto urbano, mostrando il futuro della mobilità elettrica attraverso un simbolo che ha segnato l’immaginario di molte persone. E.On ha scelto un’icona assoluta del design e dell’innovazione trasformandola in un manifesto della mobilità elettrica e della flessibilità energetica. Non si tratta di una semplice revisione estetica, ma di un progetto di ingegneria reale: il team tecnico di E.On ha infatti integralmente convertito il veicolo alla trazione elettrica, vestendolo con l’iconico rosso del Gruppo. L’operazione vuole rendere concreta la transizione energetica, trasformandola in un’esperienza tangibile: un’iconica auto rossa brandizzata E.On percorre le strade di Milano, portando il tema fuori dagli ambiti specialistici. Così, l’energia diventa motore di una nuova narrazione collettiva, capace di unire memoria storica e visione del futuro. "Con questo progetto abbiamo voluto dimostrare che la transizione energetica non è un tema astratto o riservato agli addetti ai lavori, ma qualcosa che può entrare nell’immaginario collettivo e nelle strade delle nostre città. Trasformare un’icona del passato in un simbolo del futuro significa rendere il cambiamento e l'innovazione visibili, comprensibili e vicini alle persone", ha commentato Luca Conti, Ceo di E.ON Italia. "È lo stesso approccio con cui in E.On accompagniamo ogni giorno clienti, città e imprese verso un modello energetico più partecipativo, in cui ciascuno può diventare protagonista di un futuro elettrico, flessibile e già in movimento, integrando la mobilità elettrica come esperienza a 360 gradi: con ricarica pubblica e domestica e soluzioni smart che permettono ai clienti di ottimizzare consumi e risparmiare". Con una batteria capace di ricaricarsi rapidamente e un sistema ottimizzato per preservarne la durata, l’auto non è solo un mezzo di trasporto: grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), può alimentare dispositivi esterni fino a 1,5 kW. Questo la trasforma in un accumulatore decentralizzato, aprendo la strada a scenari evoluti come il Vehicle-to-Home e il Vehicle-to-Grid, in cui i veicoli elettrici possono restituire energia alle abitazioni o alla rete, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico. Il progetto racconta in modo concreto l’evoluzione del sistema energetico: da un modello centralizzato a uno decentralizzato, digitale e partecipativo, in cui i clienti diventano parte attiva della transizione. Se oggi i veicoli elettrici rappresentano prevalentemente una domanda per la rete, domani saranno in grado di modulare i consumi e restituire energia nei momenti di maggiore domanda, contribuendo alla creazione di un sistema energetico davvero flessibile. In questo scenario, la mobilità elettrica non è solo una questione di trasporti, ma una leva strategica per accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili e rendere il sistema più efficiente e resiliente. E.On opera già in questa direzione attraverso soluzioni di smart charging, gestione intelligente dei consumi e piattaforme digitali che orchestrano abitazioni, veicoli e sistemi di accumulo. In Italia, il Gruppo è stato il primo a integrare la ricarica intelligente direttamente nella fornitura di energia elettrica. Con l’offerta E.On Luce Drive Smarty, i clienti possono programmare la ricarica dell’auto elettrica nelle fasce orarie più convenienti e gestire consumi domestici e mobilità da un’unica piattaforma digitale (maggiori informazioni disponibili a questo link). La transizione verso veicoli elettrici non riguarda solo la gestione domestica dei consumi: rappresenta un’opportunità per modulare la domanda e supportare la rete in modo intelligente, contribuendo alla creazione di un sistema energetico più efficiente e resiliente. In questo contesto, attraverso la sua controllata E.On Drive Infrastructure, E.On sta sviluppando una rete di hub di ricarica ultra-fast lungo i principali corridoi autostradali italiani, con l’obiettivo di raggiungere 18 aree di servizio e circa 104 punti di ricarica entro il 2026. Gli hub sono collocati in posizioni strategiche, studiati per garantire una customer experience ottimale e una ricarica rapida e semplice. Il progetto ha trovato il suo culmine il 2 febbraio a Milano, nella cornice delle Officine del Volo. La scelta della location non è stata casuale: in questo spazio di rigenerazione urbana, dove il passato industriale incontra il design contemporaneo, l’auto iconica ha svelato la sua nuova anima elettrica, dimostrando che il futuro della mobilità e dell’energia è già qui, the future is now. L’evento ha trasformato la suggestione dei giorni scorsi in una realtà tangibile, dimostrando che la transizione energetica non è una promessa lontana, ma una tecnologia già capace di alimentare il presente. Attraverso questo connubio tra memoria storica e avanguardia tecnica, E.On lancia un messaggio inequivocabile: il cambiamento del sistema energetico è un processo culturale già in atto, pronto a integrarsi nel quotidiano attraverso nuovi linguaggi che uniscono innovazione, emozione e visione urbana.