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(Adnkronos) - Luciano Spalletti show dopo Juventus-Lazio. L'allenatore bianconero ha commentato, a modo suo, il pareggio per 2-2 dell'Allianz Arena contro i biancocelesti di Sarri, valido per la 24esima giornata di Serie A. In particolare, Spalletti ha parlato del contatto tra Mario Gila e Juan Cabal in area laziale nel corso del primo tempo, su cui i bianconeri chiedevano calcio di rigore, finendo per 'baciare' la giornalista di Dazn Federica Zille. "Contatto... Contatto, ti posso dare un bacio?", ha chiesto Spalletti all'intervistatrice, prima di baciarla sulla spalla, "Contatto, ho dato un bacio, è contatto", ha continuato provocando il sorriso di Zille. "Gli faccio una carezza, è contatto. Bisogna vedere che tipo di contatto si ha. È un impatto, non un contatto. La difficoltà ci sarà sempre se si vogliono creare delle regole per cui step-on-foot sono tutti rigori e falli di mano sono tutti rigori. Non è così". Succede tutto al 27' del primo tempo: al termine di una bella azione personale, Cabal salta un avversario ed entra in area, ma viene steso dall'intervento del difensore biancoceleste, rimanendo a terra dolorante. Le immagini mostrano come il colombiano abbia provato a saltare lo spagnolo spostandosi il pallone, ma, continuando la sua corsa, si sia scontrato proprio con Gila, che già in scivolata finisce per colpire l'avversario negandogli, di fatto, la possibilità di arrivare in porta. Il gioco poi prosegue con il pallone che arriva a Koopmeiners, che calcia da fuori e segna, ma l'arbitro annulla tutto per posizione di fuorigioco di Thuram, giudicata attiva in quanto colpisce il pallone e ostruisce la visuale di Provedel. Le proteste bianconere proseguono, con i giocatori, e Spalletti in panchina, che circondano l'arbitro chiedendo l'intervento del Var. Il direttore di gara Guida però, dopo pochi secondi, conferma la sua decisione e fa riprendere il gioco.
(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”