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(Adnkronos) - L'Ucraina sfida il Cio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Tutto ruota attorno al casco che Vladyslav Heraskevych, in gara nello skeleton, è deciso ad indossare. Heraskevych mostra le foto di atleti, anche giovanissimi, uccisi nella guerra scatenata dall'invasione della Russia. Per il Cio non si può fare: il Comitato olimpico internazionale 'offre' la possibilità di esibire una fascia nera. "Abbiamo avuto un meeting informale con il coach e abbiamo ritenuto che agli atleti sarà consentito indossare una striscia nera a scopo commemorativo durante le gare", ha detto il portavoce del Cio, Mark Adams. Il Comitato olimpico internazionale non ammette ai Giochi prese di posizioni ed espressioni di carattere politico. "Il Cio comprende perfettamente il desiderio degli atleti di rendere omaggio agli amici che sono morti in questo conflitto. Lo ha fatto durante l'allenamento e ha espresso le sue emozioni sui social media. Ma questo casco è in contrasto con le regole". Heraskevych tira dritto. "Questo casco merita di essere qui, alle Olimpiadi. Il mondo deve vedere i nostri atleti. Non credo che stiamo violando alcuna regola del Cio e ritengo che abbiamo il diritto di gareggiare con questo casco", ha detto Heraskevich dopo aver ottenuto il secondo tempo (56''40) nella terza prova cronometrata. "Continueremo a lottare per il diritto di gareggiare con questo casco. Credo fermamente che non abbiamo violato alcuna legge o regolamento", ha aggiunto. Al gesto di Heraskevych si è aggiunto quello della slittinista Elena Smaga, che ha mostrato un guanto con la scritta "la memoria non è una violazione". "La memoria non è politica, non può essere proibita o tolta. Volevo in questo modo sostenere Vladislav la sua squadra. Lui è incredibile. Ci dispiace molto che ci sostengano così poco, perché non è contro le regole", ha detto l'atleta. Per Kiev, la questione va oltre lo sport. ''Il casco porta i ritratti dei nostri atleti uccisi dalla Russia. Il pattinatore Dmytro Sharpar, ucciso in combattimento vicino a Bakhmut, Yevhen Malyshev, un biatleta diciannovenne ucciso dagli occupanti vicino a Kharkiv e altri atleti ucraini le cui vite sono state spezzate dalla guerra condotta dalla Russia'', ha scritto il presidente Volodymyr Zelensky su X. Heraskevych ''ha ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta. Questa verità non può essere imbarazzante, inappropriata o etichettata come manifestazione politica in occasione di un evento sportivo. E questo è ciò che ricorda a tutti il ruolo globale dello sport e la missione storica del movimento olimpico stesso: è tutto per la pace. L'Ucraina rimane fedele a questo. La Russia dimostra il contrario''. "I Giochi Olimpici hanno lo scopo di celebrare l'eccellenza nello sport, la disciplina, il sacrificio e la grandezza forgiata da anni di duro lavoro. Più di 650 atleti ucraini non saliranno mai sul podio olimpico. Sono stati uccisi dai russi. Le loro vite sono state stroncate, le loro carriere sono finite per sempre", ha detto la premier Yulia Svyrydenko. "Di fronte a questa realtà, la decisione di vietare il casco del nostro atleta Heraskevych, che commemora alcuni dei nostri caduti, è profondamente sbagliata", ha aggiunto. "Ricordare i morti non è politica. È dignità. Ringrazio Vladyslav per la sua decisione ed estendo la mia gratitudine a tutti i nostri atleti che continuano a rappresentare l'Ucraina moderna e il popolo ucraino, attirando l'attenzione mondiale sulle sfide che stiamo affrontando e vivendo, mentre sventolano la nostra bandiera con orgoglio e dignità", ha detto ancora.
(Adnkronos) - Omney, la startup che combina l’educazione e la consulenza finanziaria indipendente, ha raccolto 510.000 euro in un round pre-seed Safe. Guidata da Alessandro Pedone, consulente finanziario indipendente con oltre vent'anni di esperienza nel settore e Riccardo Zanetti, youtuber con 500mila iscritti e divulgatore finanziario, Omney conta una community di oltre 35mila persone. Oltre al round appena chiuso, la startup ha lanciato il suo primo corso che, in soli 7 giorni, ha generato 450mila euro di fatturato, mentre la guida gratuita sugli investimenti realizzata dall'azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti. Pensato come un vero e proprio ecosistema capace di guidare l’utente in un rapporto consapevole con il denaro, Omney lavora su tre livelli: l’educazione finanziaria, la piattaforma tecnologica e la consulenza finanziaria one to one. L’educazione finanziaria dà la possibilità all’utente di avere una formazione pratica e accessibile attraverso corsi certificati e realizzati da consulenti finanziari autonomi iscritti all'albo Ocf (l’organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti finanziari). La piattaforma tecnologica, che sarà lanciata ad aprile 2026, sarà uno strumento utile a tracciare la totalità del proprio patrimonio - dagli investimenti alle criptovalute, dagli immobili ai conti correnti, dalle assicurazioni alla previdenza complementare - identificando così costi nascosti e ottimizzandone l'allocazione. Con la consulenza finanziaria one to one, infine, attraverso una rete selezionata di consulenti finanziari indipendenti iscritti all'albo Ocf, sarà possibile avere sessioni individuali per analisi puntuali fino a pacchetti di 6-12 mesi con onboarding di 2-3 ore e follow-up trimestrali. Omney è pensato per un ampio target: chi parte da zero, certo, ma anche chi ha già investimenti e nessun piano o, ancora, chi ha un patrimonio importante ma disperso. Con la chiusura del round, la startup potenzierà le priorità strategiche dell'azienda. Il 70% del ricavato sarà investito nello sviluppo della piattaforma tecnologica anche attraverso l’inclusione di 2 nuove persone nel team per velocizzare lo sviluppo e ampliare e migliorare il nostro database di dati finanziari. Il 20% sarà dedicato alla comunicazione e al marketing non solo potenziando l’attività organica nei social media con contenuti gratuiti e divulgativi per avvicinare ed educare le persone al mondo della finanza e degli investimenti, ma anche attraverso un evento fisico che ha l’ambizione di diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Infine, il 10% sarà dedicato agli aspetti legali e di compliance: dopo l'ottenimento dell'iscrizione all'albo Ocf, stiamo continuando l'interazione con i regolatori per rendere le procedure organizzative e offrire consulenze finanziarie indipendente più facili e sicure. Omney rappresenta un’innovazione nel campo della consulenza e dell’educazione finanziaria in un Paese come l'Italia che, secondo i dati Ocse, è tra gli ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. “Il denaro deve - spiega Riccardo Zanetti - essere visto come uno strumento per comprare libertà d’azione e tempo. Un patrimonio ben gestito permette a una famiglia di avere il controllo sulla propria vita, di fare scelte in libertà anziché per bisogno. Per anni ho fatto divulgazione su YouTube, ma mancava un ecosistema completo che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione concreta del proprio patrimonio, senza conflitti di interesse e costi irrazionali". Un modello di business non tradizionale. Guardando agli operatori del settore, i numeri delineano uno scenario in cui dei circa 53.000 consulenti finanziari iscritti all'albo Ocf (di cui circa 36.000 attivi), solo 741 sono consulenti finanziari indipendenti che operano in modalità fee-only, senza provvigioni sui prodotti (dati Relazione Annuale Oc 2024). La stragrande maggioranza lavora per banche, sim o reti con mandato, guadagnando commissioni sui prodotti collocati. “Omney invece - dice Alessandro Pedone - opera senza vendere o collocare prodotti finanziari: questo elimina alla radice il conflitto d'interesse del modello tradizionale, dove chi consiglia guadagna commissioni su ciò che vende. Il nostro modello di business è diverso: la piattaforma è remunerata esclusivamente dai clienti attraverso abbonamenti alla piattaforma e parcelle di consulenza (modello fee-only). Mai da banche, SGR o case di investimento. Non vendiamo prodotti, non abbiamo accordi commerciali con nessun intermediario. I nostri consulenti sono remunerati solo dai clienti, esattamente come un avvocato o un commercialista. Invertiamo la logica tradizionale: il cliente ci paga direttamente per la consulenza, quindi il nostro unico interesse è tutelare i suoi interessi”.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.