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(Adnkronos) - Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, torna a criticare duramente gli Stati Uniti e risponde all’ultimatum lanciato da Donald Trump a Mosca e Kiev per risolvere la guerra in Ucraina entro pochi mesi. In un’intervista all’emittente televisiva Brics International, Lavrov accusa Washington di non aver rispettato quanto concordato al vertice di Anchorage, in Alaska, lo scorso Ferragosto. Secondo il capo della diplomazia russa, Putin aveva accettato le proposte americane per aprire la strada a una “cooperazione completa, vasta e reciprocamente vantaggiosa” tra Russia e Usa. Ma, denuncia Lavrov, “gli Stati Uniti hanno cambiato idea”, imponendo nuove sanzioni, scoraggiando partner come India dall’acquistare energia russa a basso costo e favorendo invece gas naturale liquefatto americano a prezzi più alti. "L'obiettivo degli Stati Uniti è quello del dominio economico globale, attuato attraverso una vasta gamma di misure coercitive incoerenti con il principio della concorrenza, con i dazi, le sanzioni, divieti diretti e anche restrizioni sulle comunicazioni per alcuni partner. Dobbiamo tenerne conto", ha affermato il ministro degli Esteri russo. “Gli Usa vogliono controllare tutti i canali energetici, dall’Europa ai gasdotti Nord Stream, al trasporto del gas ucraino e a TurkStream”, aggiunge Lavrov, sottolineando che gli attacchi alle petroliere in acque internazionali violano la Convenzione Onu sul diritto del mare. Per la Russia, dice Lavrov, la posizione americana è determinante: “Ad Anchorage abbiamo accettato la loro proposta. Il problema deve essere risolto. La russofobia europea non cambia la nostra valutazione: se gli Usa rispettassero l’accordo di Anchorage, potremmo passare a una cooperazione ampia e positiva per entrambe le parti”. Gli attacchi notturni della Russia contro l'Ucraina hanno causato la morte di almeno tre persone. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza e il sindaco e capo dell'amministrazione militare di Odessa Sergiy Lysak, aggiungendo che il bombardamento della città portuale meridionale ha causato la morte di un uomo di 35 anni e il ferimento altre due persone. Più a nord, nella regione di Kharkiv, i servizi di emergenza statali hanno dichiarato di aver recuperato i corpi di una donna e di un bambino di 10 anni dopo un attacco con un drone. "Altre tre persone sono rimaste ferite", ha aggiunto il servizio in un post su Telegram. Il servizio di intelligence russo Fsb ritiene che l'intelligence polacca sia coinvolta nel tentato assassinio del generale russo Vladimir Alexeyev. Lo scrive l'Interfax, affermando che l'Fsb ritiene che gli agenti polacchi abbiano contribuito a reclutare l'attentatore. Varsavia non ha risposto alle accuse, mentre i servizi di sicurezza dell'Ucraina hanno respinto le accuse dell'Fsb di aver ordinato l'attentato. Ieri un cittadino russo nato in Ucraina è stato estradato a Mosca da Dubai con l'accusa di aver ferito gravemente Alexeyev, hanno affermato funzionari della sicurezza russa.
(Adnkronos) - "L'Inps" è "colonna portante del sistema nazionale di welfare e braccio operativo dello Stato sul territorio". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel messaggio inviato alla Convention della dirigenza Inps, sottolineando il "significato profondo del lavoro che ogni giorno i dirigenti dell'Istituto svolgono per rispondere ai bisogni concreti degli italiani" e per ribadire "il ruolo e la missione strategica dell'Inps". L'Istituto è chiamato a diventare "il volto di uno Stato amico, affidabile e capace di rispondere sempre di più alle richieste delle persone, soprattutto nei momenti più difficili e decisivi della vita", sottolinea la premier. Nel messaggio alla Convention della dirigenza Inps, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni richiama la necessità di "abbandonare una visione meramente assistenzialista e promuovendo l'inclusione sociale e lavorativa", ricordando il lavoro svolto "per mettere in sicurezza i nuclei familiari più fragili e poveri" e l'importanza di "quel controllo preventivo necessario a scongiurare la destinazione illegittima del beneficio a chi non ne non ha i requisiti". "Il governo continuerà a fare la propria parte per costruire, insieme all'Inps, quel nuovo modello di protezione sociale che i cittadini meritano e che si aspettano da tempo". La premier ha indicato l'obiettivo di "un welfare che sappia essere all'altezza dei cambiamenti demografici, sociali ed economici della nostra epoca" e che sappia "sempre mettere la persona, i suoi bisogni e le sue esigenze al centro di tutto".
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.