ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Nel 2025 la Rete trapiantologica italiana "ha confermato e migliorato i dati di attività relativi a donazioni e trapianti: lo scorso anno sono stati registrati i numeri più alti mai realizzati sia per l'attività relativa agli organi che per quella che riguarda i tessuti e le cellule staminali emopoietiche". A confermarlo è il report preliminare del Centro nazionale trapianti (Cnt) presentato oggi dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica, al via oggi a Roma. Appuntamento che arriva dopo il caso del piccolo Domenico a cui era stato trapiantato un cuore danneggiato, il 23 dicembre 2025, all'ospedale Monaldi di Napoli. "Ancora una volta le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato: nel 2025 sono state 2.164 (+3,2% in confronto al 2024), a partire da 3.293 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie ai prelievi di organi effettuati sono stati realizzati 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all'anno precedente (+1,2%). Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia", emerge dal rapporto. Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. "Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono Veneto (49,5 donatori pmp), Toscana (47,3) e Piemonte (41,9), mentre va segnalata la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Stabili, invece - precisa il Cnt - le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei 'no' è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024". Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. "A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati anche quest’anno quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. In aumento anche i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Complessivamente in Italia ci sono stati nel 2025 73,4 trapianti per milione di abitanti: a livello regionale il tasso più elevato è stato registrato in Veneto (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli Venezia Giulia (95,4)", continua il report. "La donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, Dcd), ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti, si conferma uno dei settori trainanti dell'intera attività: le segnalazioni di donatori di questo tipo sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50,6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%). Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di donazioni sono passati da 85 a 111, dislocati in 17 regioni italiane", prosegue il rapporto. "Negativo, invece - rileva il Cnt - il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini - sottolinea il report - che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8% (2.600.935 persone) ha preferito astenersi. L'aumento dei 'no' ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce demografiche, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%)". Infine, il rapporto preliminare 2025 fa il punto anche sull'attività di donazione e trapianto di tessuti e di midollo osseo. "Lo scorso anno - si legge - ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico". "Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%). Il numero degli iscritti attivi nel registro Ibmdr (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare) è cresciuto ancora, arrivando a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni", conclude il report.
(Adnkronos) - Illuminiamo l'eccellenza nutriamo il futuro. Questo l'obiettivo della cerimonia di premiazione della VII edizione del Business care international award che si svolgerà venerdì 27 marzo alle ore 17.30 presso la Sala della Regina della Camera. Il Comitato del Premio presenta 'Italian icons-lighting up the world', l’esclusiva sezione dedicata a cinque brand italiane d'eccellenza nei settori food, moda, design, lusso e alta tecnologia che verranno rese note nei prossimi giorni. "Essere una italian icon - spiega all'Adnkronos/Labitalia Massimo Veccia fondatore del Business care international award - non è solo un traguardo di posizionamento: è il riconoscimento di una leadership etica che coniuga il successo internazionale con una profonda responsabilità verso la società e le nuove generazioni. A partire da maggio 2026, le italian icons saranno protagoniste di un racconto d'impresa senza precedenti, con eventi di rilievo nelle capitali del business mondiale. A New York il 18 novembre ci saranno le presentazioni istituzionali presso il Consolato Generale d’Italia e Piazza Italia NYC, l’hub d’elezione per il prestigio italiano negli USA". Alla cerimonia di premiazione della VII edizione del Business care international award saranno presenti, oltre a Massimo Veccia, Alberto Milani coordinatore board Usa e l'onorevole Nicola Ottaviani. Membri della giuria presieduta da Fabrizio Ferragni, il giornalista Paolo Liguori, Alessandro Masi segretario generale della Società Dante Alighieri, organizzazione impegnata nella promozione della lingua e cultura italiane in tutto il mondo, e Silvana Mangione vice segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), organo che rappresenta le comunità italiane nel mondo.
(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude.