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(Adnkronos) - I mercati continuano a concentrarsi su inflazione, tassi e crescita, ma stanno sottovalutando un rischio di natura più strutturale: l’indebolimento dell’influenza globale degli Stati Uniti. È questo, secondo Ian Bremmer, presidente di Eurasia Group, il principale fattore di instabilità che investitori e politici non stanno ancora incorporando pienamente nelle loro valutazioni, a un anno dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Nel suo ultimo rapporto Top Risks 2026, Eurasia Group parla di uno stress di sistema sulla stabilità globale alimentato dalla politica interna americana. “Il danno all’influenza globale degli Stati Uniti sarà significativo - spiega Bremmer all'Adnkronos - considerando un approccio sempre più unilaterale, di breve periodo e transazionale”. Una dinamica che, nel tempo, riduce la capacità di Washington di orientare alleanze, regole e flussi economici. Secondo Bremmer, dietro le recenti oscillazioni della Casa Bianca, dall’episodio della Groenlandia ai cambi di posizione sui dazi, non c’è una mancanza di obiettivi, ma una debolezza nell’esecuzione. “Gli impulsi sono coerenti”, osserva. Trump punta a usare il potere per imporre risultati favorevoli agli Stati Uniti sul piano internazionale e, sul fronte interno, a ridimensionare i meccanismi di controllo sul suo potere, "ma l’attuazione di questi impulsi non è stata strategica", il suo commento. Questa fragilità è emersa anche sul piano politico interno. Il passo indietro della Immigration and Customs Enforcement (Ice) a Minneapolis dopo l’assassinio di due cittadini americani innocenti e il rischio di uno shutdown del governo federale vengono letti da Bremmer come segnali simili al caso Groenlandia: segni di debolezza, ma anche di non rispetto per le istituzioni democratiche che hanno generato forti resistenze, anche all’interno del partito repubblicano. "C’è stata una reazione significativa, in parte privata e in parte pubblica, da parte del Congresso", nota, oltre all’opposizione sul territorio, “in Europa come in Minnesota”. Il risultato è un indebolimento della posizione del presidente e un aumento della probabilità di una perdita della Camera alle elezioni di metà mandato di novembre. Sul fronte macroeconomico, il quadro resta più solido di quanto molti si aspettassero. Nonostante i dazi, le pressioni sulle istituzioni, le tensioni con la Federal Reserve e l’aumento del rischio geopolitico, l’economia americana ha finora evitato la recessione. Per il politologo, si tratta di una combinazione di forza reale e rinvio dei costi. "Il deficit federale resta un problema strutturale", così come il progressivo riequilibrio strategico di molti alleati, che stanno riducendo l’esposizione agli Stati Uniti. “Detto questo - sottolinea - l’economia americana resta oggi la più grande e la più Più complesso è il quadro geopolitico. Bremmer individua nella cosiddetta Dottrina Donroe un fattore di crescente instabilità: un ritorno a una visione di controllo dell’emisfero occidentale da parte degli Stati Uniti. In questo contesto, l’Europa si trova in una posizione particolarmente vulnerabile: “È di fronte a una crisi geopolitica. La Russia è un nemico diretto e gli Stati Uniti sono sempre meno affidabili e, in alcuni casi, si comportano come un avversario”. Secondo il presidente di Eurasia Group, l’errore europeo è stato rinviare troppo a lungo un investimento serio in autonomia strategica e competitività: “Avrebbe dovuto farlo vent’anni fa. Ora è troppo tardi”. Il bilancio del primo anno di Trump è infine negativo sul piano della competizione tra grandi potenze. L’approccio dell’amministrazione ha creato spazi soprattutto per la Cina. “Pechino ha la capacità e l’orizzonte di lungo periodo per sfruttare il vuoto che gli Stati Uniti stanno aprendo”, spiega Bremmer, sia nei rapporti bilaterali con numerosi Paesi sia nelle istituzioni multilaterali. La Russia, al contrario, “non ha gli stessi strumenti”. (di Angelo Paura)
(Adnkronos) - Tappa torinese del roadshow di Cdp e Confindustria per illustrare l’intesa siglata lo scorso settembre e finalizzata a sostenere le imprese del territorio. Obiettivo dell’incontro unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra istituzioni e territori. Durante l’evento sono state illustrate le priorità dell’accordo, tra cui sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, rilancio del Mezzogiorno e rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa a cui si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato. Gli obiettivi verranno perseguiti da Cdp e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity, rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital, lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. Cdp e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano. Alla tappa torinese del roadshow, che segue quelle di Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, hanno partecipato il presidente e l’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini e Dario Scannapieco, il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli, il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e il presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay insieme a numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.
(Adnkronos) - “Le innovazioni tecnologiche di Culligan Purity sono molteplici e riguardano diversi ambiti: dalla filtrazione e sanificazione dell’acqua fino all’esperienza complessiva dell’utente. Tecnologie che operano in modo integrato all’interno del prodotto e vengono costantemente monitorate attraverso C-Sense, la nostra tecnologia proprietaria. Questo sistema ci consente di fornire informazioni preziose sia ai clienti sia all’azienda, permettendo interventi rapidi e mirati in caso di criticità e garantendo, al tempo stesso, un livello di servizio sempre elevato”. Così, oggi a Milano, Federico Lotta, director innovation di Culligan, realtà affermata nel campo dei sistemi di trattamento dell’acqua, partecipando al talk organizzato dall’azienda, ‘L’acqua del futuro è smart’, durante il quale sono state presentate le novità tecnologiche Culligan Purity, il sistema dedicato all’acqua fuori casa e Culligan Smart Modernity, dedicato invece all’indoor, entrambe espressione della strategia Culligan orientata a un ecosistema dell’acqua sempre più connesso e trasparente. Quando si parla di acqua in ambiente domestico, “il tema del calcare rappresenta uno dei problemi più diffusi, ma spesso sottovalutati - riflette Lotta - Non si tratta solo degli effetti visibili, come le incrostazioni sui lavandini o vetri della doccia, ma di conseguenze più profonde e potenzialmente costose, come i danni e le rotture degli elettrodomestici. Culligan Smart Modernity cambia questo paradigma”. “Grazie alla tecnologia Culligan - prosegue - è possibile avere un controllo costante e quotidiano del sistema, dei consumi idrici e dell’utilizzo del sale. Le tecnologie integrate consentono inoltre di ridurre in modo significativo l’impiego di sale per l’addolcimento dell’acqua, migliorando l’efficienza complessiva del sistema. In questo modo offriamo all’utente un servizio in tempo reale e, allo stesso tempo, siamo in grado di monitorare le prestazioni dei prodotti e intervenire in modo proattivo, assicurando ai clienti un supporto continuo e affidabile”, le sue parole.