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(Adnkronos) - La Juventus batte il Genoa per 2-0 nel match della 31esima giornata del campionato di Serie A, oggi 6 aprile 2026, e si avvicina al quarto posto. I bianconeri si impongono con i gol di Bremer e McKennie, a segno nel primo tempo. Il successo consente alla formazione allenata da Spalletti di salire a 57 punti, a una sola lunghezza dalla quarta posizione occupata dal Como. Il Genoa rimane a 33 punti, con 6 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. La Juve sfonda subito e mette il match in discesa. Bremer al 4' va a segno con un colpo di testa sfruttando il suggerimento di Kelly nella co-produzione tra difensori: l'incornata dell'inglese diventa un assist, il brasiliano da distanza ravvicinata non sbaglia e firma l'1-0. I torinesi sono padroni del campo e spingono con continuità contro avversari che faticano a riprendersi dall'avvio choc. Il raddoppio arriva al 17' con la conclusione precisa di McKennie. Lo statunitense innesca Conceicao e si inserisce, sfruttando l'assist del portoghese che chiude la triangolazione: 2-0. La gara è un monologo bianconero e il risultato potrebbe assumere dimensioni più ampie prima dell'intervallo. Yildiz, McKennie e Conceicao non sfruttano le chance per il tris. Il copione non cambia nemmeno in avvio di ripresa. Al 47' il solito McKennie non trova l'imbucata vincente in scivolata, al 48' David si iscrive alla partita centrando il palo. Il Genoa, dopo 50 minuti da incubo, finalmente entra in campo. I liguri iniziano a premere e approfittano della frenata bianconera. La Juve alza il piede dall'acceleratore e i rossoblu provano a riaprire la sfida. L'occasione migliore per gli ospiti arriva al 74'. Bremer stende Martin, il Var evidenzia che il fallo è all'interno dell'area: rigore. Martin calcia il penalty e si fa ipnotizzare da Di Gregorio, subentrato nel secondo tempo all'infortunato Perin. Il portiere bianconero, tornato tra i pali dopo un mese abbondante in panchina, nel prosieguo dell'azione dice ancora 'no' a Martin respingendo miracolosamente la girata ravvicinata. La fiammata del Genoa si esaurisce, la Juve - con qualche brivido di troppo - conduce in porto la vittoria che riapre totalmente la corsa alla Champions.
(Adnkronos) - Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su energia, materie prime e costi di produzione stanno riaprendo una fase di incertezza economica che può incidere negativamente sulla crescita, sulla domanda interna e sulla fiducia di famiglie e imprese. “In questo contesto – dichiara Marco Ballarè, presidente di Manageritalia – torna centrale il tema della tutela del potere d’acquisto di chi lavora e di chi percepisce una pensione costruita su una storia contributiva piena. Se la pressione inflattiva si prolunga, il rischio è una progressiva riduzione del valore reale di retribuzioni e pensioni, con effetti che vanno oltre la sfera individuale e toccano consumi, stabilità sociale e capacità di crescita del Paese”. Manageritalia sottolinea in particolare la necessità di prestare attenzione a tre aspetti. Il primo riguarda i redditi da lavoro, che possono essere erosi non solo dall’aumento dei prezzi, ma anche da meccanismi fiscali che, in assenza di adeguamenti coerenti, riducono nel tempo il beneficio reale degli incrementi retributivi. Il secondo riguarda le pensioni, il cui valore reale rischia di indebolirsi progressivamente quando i meccanismi di rivalutazione non riescono a accompagnare in modo equilibrato l’andamento dell’inflazione. Il terzo riguarda il ruolo del welfare contrattuale e bilaterale, che rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per aiutare le persone a fronteggiare l’aumento dei costi legati alla sanità, all’assistenza e alla previdenza. Per Manageritalia è quindi opportuno aprire una riflessione su strumenti automatici, stabili e strutturali, capaci di accompagnare nel tempo la tutela del potere d’acquisto, evitando di affidarsi esclusivamente a misure temporanee o emergenziali. “Difendere il valore reale del lavoro qualificato e delle pensioni – prosegue Ballarè – non significa soltanto tutelare singole categorie, ma rafforzare la tenuta complessiva del sistema economico. Dove si indebolisce il potere d’acquisto, si indeboliscono anche i consumi, la fiducia e la stessa dinamica della crescita”. Manageritalia richiama inoltre l’importanza di un impegno forte anche in sede europea per sostenere investimenti comuni, rafforzare la competitività del sistema produttivo e accompagnare con strumenti adeguati le transizioni economiche, energetiche e industriali che i Paesi membri sono chiamati ad affrontare. In questa fase, conclude Manageritalia, è essenziale consolidare un quadro di regole e strumenti che sappia dare continuità alla tutela dei redditi, sostenere la domanda interna e preservare le condizioni per una crescita più solida e duratura.
(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.