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(Adnkronos) - “La vita e la morte sono solo le due facce della stessa medaglia. Ma com’è bello essere vivi, oggi, a Bali”. È il 24 luglio 2024. Simone Salvo, giovane medico siciliano e aspirante giornalista, si gode la tanto desiderata vacanza in Indonesia. La frase da piazzare sulla prossima storia Instagram è pronta: ha appena fotografato la meravigliosa cascata di Nungnung e deve arrivare a Ubud, cittadina sulle colline di Bali, incastonata tra la foresta tropicale e una miriade di risaie. Prenota un mototaxi, arriva e gli viene offerto un prezzo forfettario per fare anche la corsa di ritorno: “Per salire - racconta all’Adnkronos - il tassista mi chiede di cancellare la prenotazione fatta sull’app di 'Grab', la compagnia che offre il servizio. Purtroppo lo faccio”. Così parte. E inizia l’incubo. “C’è un’area di lavori in corso e il guidatore, ragazzo di vent’anni o poco più, fa un sorpasso e resta per una cinquantina di metri sull’altra corsia”. Spunta un camion rosso, l’impatto è inevitabile: “Ci scontriamo e lui, per evitare il frontale, espone il lato posteriore della moto. Volo via, finisco a terra. La mia gamba destra è aperta, squarciata. Il mototassista ha il tempo di rimettersi in piedi, capisce cos'è successo. Mi guarda negli occhi, terrorizzato. Si gira, risale sul mezzo e scappa”. Il calvario di Simone, 30 anni, inizia qui. Dopo un anno e mezzo, sette interventi chirurgici e il rischio – ancora concreto – dell'amputazione della gamba, decide di raccontare la sua storia dal Policlinico Umberto I di Roma. In questi mesi ha speso migliaia di euro tra operazioni, visite specialistiche e cure e non ha ricevuto nessun risarcimento dalla compagnia indonesiana ‘Grab’, che oggi cerca di riversare tutte le responsabilità sul guidatore: “Mi hanno abbandonato sulla strada, anche il camionista è scappato”. Passa qualche macchina, ma non si ferma nessuno: “Addirittura vedo qualcuno fare dei video, senza aiutarmi, mentre perdo tanto sangue. Poi arriva un signore sulla cinquantina e mi soccorre, mi dà la sua giacca e la uso come laccio emostatico. Chiama un’ambulanza. Nel frattempo, provo a rimettere in asse la gamba e a riallineare i capi ossei, per quanto possibile”. I soccorsi arrivano, lo portano in un centro di campagna lontano una decina di minuti. Una sorta di guardia medica del posto. “Ma non mi fanno nulla. Niente. Non rilasciano nemmeno un certificato e dopo tre quarti d’ora dicono che non c’è possibilità di trasferirmi in un vero ospedale”. La svolta con l’arrivo della polizia: “Un poliziotto si avvicina per capire. Gli afferro la gamba, gli urlo che potrei essere suo figlio. Si commuove, è lui stesso a portarmi in un vero ospedale insieme agli ambulanzieri”. Simone viene così trasferito per le cure: "Dopo tre ore iniziano a farmi i primi oppioidi e le trasfusioni, mi girano la gamba. La pressione è bassissima, 50/30, risale a 70/40 con i liquidi. Sono in shock emorragico. Mi fanno i raggi e si vedono tutte le fratture, esposte a femore, rotula e tibia, scomposte al secondo e terzo metatarso del piede. E poi, legamenti rotti, tendine del quadricipite rotto, un'arteria lesionata”. Alle 3 e mezza, lo spostamento in un altro centro per la chirurgia, alle 5 del mattino, con la sola compagnia di un’amica brasiliana del posto: “Ho avuto problemi nei giorni successivi, rischio di sepsi e di embolia polmonare, complicanze legate a un intervento di questo tipo. I rischi maggiori sono stati però scongiurati presto e, quando l’emoglobina è tornata a livelli normali, hanno cominciato a parlare di dimissioni”. Arrivano il 12 agosto, quando Simone riesce a tornare in Italia con un volo medicalizzato, accompagnato da un medico e dall’infermiere dell’assicurazione: “Avevo il pacchetto base, che mi è stato molto utile per coprire una serie di spese importanti. Consiglierei però a tutti di non prendere proprio la cosa più economica sul mercato, spendere un po’ di più può rivelarsi importante. Nel mio caso, per esempio, l’assicurazione non comprendeva risarcimento per invalidità e danni permanenti, ma mi ha salvato la vita e ha coperto decine di migliaia di euro di spese sul posto”. In Italia, si sottopone alla seconda chirurgia all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, al femore e al piede. “Il 24 agosto torno a casa, in Sicilia, sto a letto per un mese e inizia pian piano una ripresa che però dura poco, visto che nella successiva primavera la tibia va in pseudoartrosi per l’infezione”. Inizia così una serie di chirurgie per cercare di risolvere il problema. Un intervento a Milano, altri quattro a Roma. Tutto affrontato, da medico, con consapevolezza: “Le tante complicazioni erano tutte prevedibili e una parte di me sapeva che si sarebbero potute verificare. Compresa l'infezione. La formazione che ho mi ha aiutato ad affrontare ogni step con la giusta razionalità ma, dall’altra parte, sono sempre stato consapevole di tutti i rischi. Anche a lungo termine. Non è semplice accettare quanto successo”. Qualche mese fa, Simone ha conseguito il Master in giornalismo e comunicazione multimediale alla Luiss, a cui si era iscritto nel 2023 per realizzare un altro dei suoi sogni: diventare giornalista, specializzandosi in àmbito medico. “I miei colleghi mi hanno dato una mano con lezioni e appunti, per quanto possibile ho seguito i corsi della Scuola a distanza e lo scorso ottobre sono anche riuscito a fare un mese di stage nella redazione di Sky. Per me, il periodo più normale da quel 24 luglio. Proprio lì si è però riaperta la fistola e sono dovuto tornare a Roma per un nuovo intervento”. La prossima chirurgia, a cui si sottoporrà a inizio maggio, servirà a ricostruire la tibia. Il nodo, per i prossimi mesi, riguarda anche il processo. Dopo l’incidente, che gli ha causato danni fisici e psicologici, Simone non ha ricevuto un euro di risarcimento: “E, se non mi presento a Bali il prima possibile, il caso verrà archiviato. Per il processo pretendono che sia lì e in queste condizioni non è semplice. Dovrei tornare una volta per la fase di investigation, ma poi anche per la causa civile. Tutto a mie spese, quando magari si potrebbe fare a distanza con l’aiuto dell’Ambasciata, con cui sono in contatto”. Simone chiede un altro supporto: “Magari per una trattativa con la compagnia di mototaxi, per venirci incontro sul processo penale. Se riuscissi a evitare delle conseguenze serie per il mototassista, sarei anche felice. Nonostante quello che è successo e il suo comportamento, non voglio rovinare la vita a nessuno. C’è il tema dell’omissione di soccorso ed è comunque molto grave”. Guarda anche oltre: “Sarebbe ancora più importante creare un fondo per le vittime stradali extra-Ue. In Europa c’è già un aiuto di questo tipo, per incidenti in altri Paesi ancora no. Potrebbe essere molto importante”. Per Simone, ma anche per tante altre persone che hanno visto la loro vita cambiare. In un istante. (di Michele Antonelli)
(Adnkronos) - Cosmoprof World Wide prende atto "delle attività di controllo svolte dalla Guardia di Finanza e conferma la piena collaborazione garantita alle Autorità competenti durante l’evento". Le eventuali irregolarità riscontrate, sottolinea la società in una nota, "riguardano comportamenti riconducibili a singoli operatori presenti in manifestazione e non sono in alcun modo riferibili all’organizzazione dell’evento". Cosmoprof rappresenta "una piattaforma internazionale che ospita migliaia di aziende da tutto il mondo e opera nel rispetto delle normative vigenti, adottando procedure di accesso e partecipazione rigorose". Cosmoprof World Wide Bologna "continuerà a lavorare in stretto coordinamento con le Autorità per garantire standard sempre più elevati di sicurezza, legalità e trasparenza, a tutela degli operatori e del pubblico".
(Adnkronos) - Il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente: questi i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto oggi al Parlamento europeo organizzato dal think tank Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili. Al centro dell’evento il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali” (Guerini e Associati) scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno. Il libro è un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e per dimostrare che se l’uomo è diventato ciò che è, questo è accaduto anche grazie alla carne. Compagna d’eccezione in questo percorso Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta più di 3 milioni di anni fa. (VIDEO) All’evento insieme all’autore del volume, Pietro Paganini, ha partecipato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l'Università degli studi di Bari. Intervenuti durante la tavola rotonda sui temi del volume anche gli eurodeputati Stefano Cavedagna, Benoît Cassart, Carmen Crespo Díaz e Dario Nardella. Ha aperto l’evento l’eurodeputato Carlo Fidanza. Ha moderato l’evento il giornalista ambientale, Andrea Bertaglio. La carne come “motore” dell’evoluzione. Nel corso dei secoli la carne ha contribuito all’evoluzione della specie umana: l’alimentazione onnivora e adattiva dei nostri antenati ha portato ad un aumento della massa cerebrale, ha contribuito allo sviluppo della postura eretta e all’implementazione del linguaggio, ha concorso alla nascita delle comunità e all’uso di precisi strumenti, in una parola il modo in cui l’uomo si è nutrito ha avuto un ruolo determinante nella nascita della civiltà. Oggi però, una delle caratteristiche proprie dell’uomo, l’essere onnivoro, viene messa in dubbio e con essa anche il valore delle proteine animali. Sul ruolo della carne e sulla necessità di rimettere al centro del dibattito la scienza, senza cedere ai pregiudizi è intervenuto Pietro Paganini: "Lucy, la nostra antenata più nota, ci accompagna in un viaggio alle origini dell’alimentazione umana, ricordandoci il ruolo cruciale delle proteine animali nello sviluppo del cervello e della nostra specie. Oggi, paradossalmente, questo patrimonio viene messo in discussione. Ridurre il cibo a ‘buono’ o ‘cattivo’ non è scienza, è semplificazione. Con ‘Lucy’ riportiamo il dibattito su evidenze, evoluzione e libertà di scelta". Il libro non trascura neppure gli aspetti ambientali connessi alla produzione di carne e li affronta da una prospettiva scientifica grazie al contributo di Giuseppe Pulina professore di Etica e Sostenibilità degli Allevamenti all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili. “L’agricoltura, e perciò anche la zootecnia che le appartiene, rappresenta da sempre l’unica attività produttiva che contemporaneamente emette gas climalteranti, e li rimuove dagli ecosistemi. È importante notare a questo proposito che le filiere delle produzioni agroalimentari in Europa hanno ridotto il proprio impatto da gas serrigeni di oltre il 18% tra il 1990 e il 2021 - spiega nel volume Pulina - e questo è stato possibile grazie al miglioramento tecnologico che ha garantito maggiore efficienza dei sistemi produttivi primari e un minore consumo di risorse sia per unità funzionale che globalmente e, pertanto, assicurando un parallelo abbattimento dei carichi ambientali”. Sul valore della carne nell’alimentazione umana, Elisabetta Bernardi ha aggiunto: “La sua introduzione nella dieta ha rappresentato un passaggio importante perché ha aumentato la densità nutrizionale dell’alimentazione, cioè la quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Questo ha reso disponibili amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco in forma altamente biodisponibile”. E sulla cosiddetta “transizione proteica”, cioè sull’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza alcun effetto sul valore e l’apporto nutrizionale, Bernardi ha spiegato “il rischio è di ridurre una realtà biologicamente complessa a una semplice sostituzione tra alimenti. L’essere umano si è evoluto in un contesto onnivoro, senza escludere alimenti, ma integrandoli". Durante la tavola rotonda l’eurodeputato Stefano Cavedagna è tornato sul valore culturale della carne “Oggi più che mai assistiamo a una cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, promossa da ideologie ultra-ambientaliste che dimenticano l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Da emiliano-romagnolo conosco e sono fiero delle nostre filiere ed eccellenze; leggere “A spasso con Lucy” significa riscoprire le radici della nostra civiltà e comprendere come l’alimentazione, in particolare le proteine di origine animale, abbia plasmato l’uomo e le comunità nel corso della storia". Un richiamo alla necessità di momenti di incontro che rimettano al centro la verità scientifica è arrivato, invece, dall’eurodeputato Dario Nardella "Il cibo non può diventare terreno di battaglia ideologica. Il libro 'A spasso con Lucy' riporta la scienza al centro: le proteine animali fanno parte della storia evolutiva dell'umanità e oggi continuano a svolgere un ruolo essenziale in una dieta equilibrata e sana. È proprio per questo che la presentazione di questo libro al Parlamento europeo è un momento importante: abbiamo bisogno di spazi in cui la scienza possa dialogare con la politica, lontano dai dogmi e dalle semplificazioni". Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il rapporto fra uomo, ambiente e nutrizione, e la necessità di tornare a sostenere e promuovere un “cibo naturale”, come valore della nostra cultura e come antidoto a un’alimentazione che rischia di perdere definitivamente il legame con la terra. Su questo tema Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha detto: “Cucinare elementi provenienti dalla natura è una delle prime attività dell’umanità. Eppure, oggi abbiamo in gran parte perso il legame con l’origine dei nostri alimenti. Molti bambini non sanno più, per esempio, che il pane deriva dal grano. Parallelamente, il consumo di alimenti ultra-processati continua ad aumentare. Questa evoluzione è accompagnata anche da una crescente messa in discussione delle proteine animali, come il latte e soprattutto la carne. Diventa essenziale ristabilire un legame con l’origine della nostra alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole”.