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(Adnkronos) - La polizia francese ha sparato a un uomo armato di coltello sotto l'Arc de Triomphe. Poco dopo le 18 ha preso di mira "un militare della gendarmeria nazionale con un coltello e un paio di forbici", ha spiegato la Procura nazionale antiterrorismo, che ha preso in carica il caso. "Un altro gendarme ha reagito facendo uso dell’arma di servizio per neutralizzarlo", ha indicato la Procura, precisando che l’aggressore è morto in ospedale a causa delle ferite riportate. L'aggressore era un cittadino francese nato nel 1978, già condannato in Belgio a 17 anni di carcere per tentato omicidio, terrorismo e altri reati dopo aver aggredito tre agenti nel 2012. Lo ha riferito una fonte anonima vicina al caso, precisando che l'uomo, residente nella periferia nord di Parigi a Seine-Saint-Denis, era noto alle autorità. Secondo fonti di polizia, il sospetto avrebbe minacciato gli agenti durante la cerimonia di riaccensione della fiamma sulla tomba del Milite Ignoto ed è stato colpito più volte dai poliziotti. Uno degli ufficiali di guardia ha riportato lievi ferite da coltello prima che un collega intervenisse sparando. "All’Arc de Triomphe questa sera, mentre la Fiamma veniva ravvivata, un attacco terroristico ha preso di mira la Garde républicaine. Rendo omaggio al coraggio e al sangue freddo esemplari dei nostri gendarmi e dei militari dell’Opération Sentinelle: hanno posto fine all’attacco ed evitato il peggio". Ad affermarlo in un post su 'X' è il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Macron inoltre esprime "la solidarietà della Nazione al gendarme ferito. Pensiamo con commozione anche agli studenti delle scuole medie presenti, così come ai membri del Comité de la Flamme. Di fronte al terrorismo islamista, la fiamma repubblicana resisterà sempre". Si chiama Brahim Bahrir l'uomo ucciso dalle forze dell'ordine francesi, ed era stato liberato solo un mese e mezzo fa. Nel giugno 2013, la giustizia belga aveva condannato Bahrir a 17 anni di reclusione per aver accoltellato due poliziotti a Bruxelles nel 2012. Brahim Bahrir era arrivato a Bruxelles a bordo di un treno ad alta velocità Thalys l’8 giugno 2012. Poche ore dopo, mentre tre poliziotti effettuavano un controllo di routine in una stazione della metropolitana di Molenbeek, un quartiere popolare della capitale belga, si era scagliato contro di loro, aveva estratto un coltello e colpito due agenti, un uomo e una donna, ferendoli lievemente. Considerato vicino alla corrente islamista, l’uomo aveva dichiarato di aver voluto vendicarsi del governo belga che aveva vietato l’uso del niqab nello spazio pubblico e di voler esigere l'evacuazione degli "infedeli" dall’Afghanistan. Durante il processo, i suoi avvocati avevano sostenuto che non si trattava di un atto di terrorismo e che non avesse avuto l’intenzione di uccidere gli agenti, ma le loro argomentazioni erano state respinte dal tribunale, secondo quanto riportato all’epoca dall’agenzia di stampa Belga. Brahim Bahrir, che era stato arrestato immediatamente, "aveva con sé documenti che riproducevano dichiarazioni identiche a quelle espresse da Sharia4Belgium", un gruppo islamista radicale attivo in Belgio, secondo l’inchiesta. All’inizio di giugno 2012 si erano verificati scontri con lancio di pietre tra giovani e forze dell’ordine dopo l'arresto di una donna musulmana convertita che indossava il velo integrale da parte della polizia a Molenbeek. Sharia4Belgium aveva allora pubblicato un video in cui difendeva il comportamento violento della donna fermata. Il suo leader è stato successivamente condannato per incitamento all’odio e alla violenza. "Dopo essere stato incarcerato in Belgio", Brahim Bahrir è "stato trasferito in Francia il 27 gennaio 2015", secondo la Procura. "Dopo aver scontato la pena", era "stato scarcerato il 24 dicembre 2025 ed era da allora sottoposto a un monitoraggio nell’ambito di una sorveglianza giudiziaria disposta dal tribunale di sorveglianza il 17 giugno 2025". L’aggressore, residente ad Aulnay-sous-Bois, vicino a Parigi, era inoltre oggetto di una "misura individuale di controllo amministrativo e di sorveglianza" (Micas), che lo obbligava a presentarsi quotidianamente al commissariato.
(Adnkronos) - In occasione della Settimana nazionale delle discipline Stem - international day of women and girls in science - promossa dal ministero dell’Università e della Ricerca , previste attività in presenza e online con l’obiettivo di avvicinare allo studio e alle professioni scientifiche e tecnologiche. L’università di Roma Tor Vergata partecipa con iniziative volte a favorire il riconoscimento dell’impegno e il maggiore coinvolgimento delle donne nelle materie scientifiche. Un primo evento da sottolineare che vede protagonista l’ateneo è il 'Global women breakfast 2026, Insieme per la Scienza inclusiva', presso la macroarea di scienze Mm.ff.nn., che si svolge oggi martedì 10 febbraio 2026 - aula Gismondi. Dopo i saluti istituzionali affidati a Bianca Sulpasso, delegata all’internazionalizzazione e a Mariano Venanzi, coordinatore di macroarea di scienze Mm.ff.nn., prende il via un dibattito sui seguenti temi: la tavola periodica nelle diverse discipline scientifiche e la scienza che unisce culture, esperienze e identità. Il giorno dopo, l’11 febbraio, dalle ore 8:30 l’Infn - sezione di Roma Tor Vergata e il dipartimento di Fisica di ateneo presentano l’Atlas masterclass girl, un’iniziativa dedicata all’orientamento e alla promozione delle discipline scientifiche, presso l’aula Grassano del dipartimento di Fisica. Dopo i saluti introduttivi di Roberta Sparvoli, direttrice della sezione Infn-Tor Vergata, previsti seminari e conferenza con Giovanna Vingelli, docente di Unical. L’occasione prevede la partecipazione di circa trenta studentesse delle scuole superiori, con la concreta opportunità di incontrare ricercatrici e docenti e di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica diventando loro stesse scienziate per un giorno. L’evento si inserisce nelle attività dell’Ateneo e dell’Infn volte a favorire l’inclusione e la parità di genere nelle discipline stem: ulteriori due date il 6 e il 18 marzo completano l’evento masterclass Infn per le scuole superiori a Roma To Vergata. Inoltre il 19 febbraio l'università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Ibm, invita le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado a partecipare alla nuova edizione del 'Progetto Nerd?' ('Non È Roba per Donne?') – Edizione Lazio 2026, un'iniziativa nazionale volta a promuovere l'interesse delle giovani verso l'informatica e, più in generale, verso le discipline stem. L'obiettivo del progetto è quello di far avvicinare al mondo dell'informatica, e più in generale alle materie scientifiche, le ragazze delle scuole superiori italiane; vorremmo mostrare loro che l'informatica e le materie stem sono anche “roba per donne”. Il progetto sarà articolato in quattro incontri di presentazione e formazione online (19 febbraio,6 marzo, 13 marzo e 13 aprile), seguiti dalla creazione del progetto da parte delle ragazze, per un totale di 50 ore (10 ore per la frequenza degli eventi + 40 per la consegna del progetto). Come riporta l’Ocse, con il rapporto Education at a glance 2025, in Italia il 21 % degli studenti universitari consegue una laurea 'triennale' in uno degli ambiti Stem (un dato ancora inferiore alla media Ocse), il 20 % in economia, amministrazione e giurisprudenza e il 36 % nel settore delle arti e delle scienze umanistiche, in scienze sociali, giornalismo e informazione. Emerge, inoltre, dal Focus sulle carriere femminili Mur-Istat 2025, con riferimento all’anno 2023 che le donne, pur rappresentando oltre la metà della popolazione degli iscritti e dei laureati in italia come nella media europea, nel settore stem le donne sono meno rappresentate a tutti i livelli e gradi accademici (fonte Mur). Tutte le iniziative a livello nazionale si concludono nella Giornata Internazionale Unesco delle donne e delle ragazze nella scienza nata per far conoscere sempre più il contributo che le donne portano alla ricerca scientifica e all’innovazione.
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.