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(Adnkronos) - Pronti, partenza, via. Iniziano le Olimpiadi Invernali e l’attesa è tutta per lo spettacolo iniziale, la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 di domani, venerdì 6 febbraio. Il ‘Gran cominciamento’, per dirla con Dante Alighieri e non perdere di vista la bellezza dello spirito italiano. La cerimonia è da sempre il momento più visto, cliccato e commentato dei Giochi: “L’evento inaugurale dà il tono della rassegna. Ne racconta la natura profonda e la filosofia, il pensiero e le potenzialità del Paese ospitante”. Marco Balich, direttore creativo della cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026, sorseggia un caffè nel suo studio al centro di Milano e racconta così la propria idea dello spettacolo all’Adnkronos. “A Pechino 2008 – dice - l’apertura con gli iconici batteristi simboleggiava l’ingresso muscolare della Cina sulla scena mondiale. Nel 2012 Londra puntò invece sui grandi passaggi della storia britannica, mentre Parigi ha scelto due anni fa una strada più originale e coraggiosa, uscendo dal comfort del canonico stadio”. La particolarità di Milano Cortina 2026 starà nella sua natura doppia: due territori, almeno nominalmente, corrispondenti a due narrazioni. “La parte più consistente sarà a San Siro, ma la sfilata degli atleti si svolgerà pure a Livigno, in cui ci saranno gli atleti di Bormio, e a Predazzo. Sarà una cerimonia atipica, diffusa”. Mai vista. Con una grande sfida alla base: tenere tutto insieme in un’unica emozione, un filo sottile da trasferire al mondo. “La stella polare è la volontà di celebrare gli atleti, sono loro il centro gravitazionale. Quando mi fanno domande sulle celebrità e sui grandi nomi, rispondo sempre allo stesso modo. I protagonisti sono gli sportivi, le star fanno da contorno”. Un tema fondamentale sarà quello della tregua olimpica, entrata in vigore il 30 gennaio: “Le Olimpiadi sono una piattaforma unica per ribadire con forza i valori olimpici e la pace è un cardine essenziale. Viviamo un momento storico complesso. Ad assistere, stando alle conferme, ci saranno almeno 50 capi di Stato e perciò abbiamo scelto di mettere insieme mondi molto distanti”. Tra i primi super ospiti, la star americana Mariah Carey: “Canterà una canzone in italiano (con ogni probabilità Nel blu dipinto di blu, come 'spoilerato' dai social, ndr), sarà spettacolare. E avremo un grande interprete cinese, il pianista Lang Lang. Un modo di ribadire come Italia ed Europa abbiano voglia di farsi portatori di pace verso un futuro più sereno”. E poi nomi di primo piano come Andrea Bocelli, Laura Pausini e Ghali: “Una cerimonia deve parlare a tutti, deve essere comprensibile anche a un quattordicenne del Kazakistan che non sa nulla dell’Italia. Significa rendere i messaggi chiari, universali e spettacolari, senza trasformare il tutto in un banale esercizio intellettuale”. Il nome di Ghali, in questo senso, è stato accompagnato da polemiche: “Considero futili le discussioni sui singoli artisti – sottolinea Balich - rappresentiamo l’Italia davanti al mondo”. Il tema della cerimonia sarà l’armonia. E Balich, approdato alla sua sedicesima cerimonia tra Olimpiadi e Paralimpiadi, spiega il perché con un pizzico d’orgoglio: “Ogni evento ha bisogno di un titolo e siamo partiti dal presupposto che Milano e Cortina rappresentino città e montagna, uomo e natura. La parola deriva dal greco ἁρμονία e indica due suoni che insieme creano qualcosa di migliore. Un concetto che si applica al rapporto tra culture, popoli, religioni, generi e differenze sociali. Mettere insieme le diversità in modo armonico significa costruire un mondo migliore”. Il terreno, insomma, su cui nasce l’essenza dei Giochi Olimpici: “L’unica piattaforma al mondo in cui tutte le nazioni si sentono parte di un sistema comune, sfidandosi alla pari nel rispetto delle regole”. Il braciere a Cortina sarà posto in Piazza Dibona, mentre a Milano lo sfondo sarà il pittoresco Arco della Pace, a due passi dal Castello Sforzesco: “Per ribadire ancora una volta la voglia dell’Italia di farsi ambasciatrice di valori”. Dai 1.300 performer alle 700 persone dietro al palco, passando per le quattro location da coordinare in simultanea, i numeri svelano in parte la complessità organizzativa dell’evento. “Il giorno dello show bisogna truccare e vestire oltre 1.200 persone in un’ora e mezza, una sorta di catena di montaggio - sorride Balich -. Il Meazza ci è stato consegnato con soli 13 giorni di anticipo, un limite importante rispetto a produzioni che possono contare su mesi di allestimento, ma le sfide non ci spaventano. Le infrastrutture a Predazzo, Livigno e Cortina sono già operative e la difficoltà tecnica, soprattutto nelle comunicazioni, è stata testata con successo. Posso dire che sarà uno spettacolo molto umano, ma carico di emozione”. Ma quanto costa organizzare un evento del genere? “Storicamente - spiega il direttore creativo - una cerimonia olimpica può oscillare tra i 70 e i 200 milioni di euro complessivi”. Quelle invernali hanno però budget inferiori, tra i 20 e i 100 milioni. “Dipende dall’ambizione, ma non posso dire altro. Non sono autorizzato a diffondere questi dati”. Tra le sorprese previste nella serata del 6 febbraio, anche un tributo a Giorgio Armani: “E con lui alla moda italiana, grazie alla sfilata tricolore che precederà l’inno nazionale. I costumi sono stati disegnati da Giorgio in persona, si tratta di uno dei suoi ultimi lavori. La moda racconta anche tanto dell’influenza di Milano nel mondo”. Per Balich, Milano Cortina sarà l’ennesimo traguardo di una carriera scintillante, che lo ‘riporta’ nella sua Italia vent’anni dopo l’esordio a Torino 2006: “Sarà speciale più delle altre volte, perché racchiude una lunga crescita professionale, partita quando il nostro Paese non esisteva nel mondo dei grandi eventi”. Il ‘monito’ arriva al termine della chiacchierata: “Sì, ci sarà qualche richiamo alle ultime Olimpiadi italiane”. E a una cerimonia rimasta nella memoria collettiva. L’Emmy Awards che ogni tanto il direttore osserva soddisfatto, accanto alla sua scrivania, fa la spia di quel successo. (di Michele Antonelli)
(Adnkronos) - "L'Inps" è "colonna portante del sistema nazionale di welfare e braccio operativo dello Stato sul territorio". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel messaggio inviato alla Convention della dirigenza Inps, sottolineando il "significato profondo del lavoro che ogni giorno i dirigenti dell'Istituto svolgono per rispondere ai bisogni concreti degli italiani" e per ribadire "il ruolo e la missione strategica dell'Inps". L'Istituto è chiamato a diventare "il volto di uno Stato amico, affidabile e capace di rispondere sempre di più alle richieste delle persone, soprattutto nei momenti più difficili e decisivi della vita", sottolinea la premier. Nel messaggio alla Convention della dirigenza Inps, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni richiama la necessità di "abbandonare una visione meramente assistenzialista e promuovendo l'inclusione sociale e lavorativa", ricordando il lavoro svolto "per mettere in sicurezza i nuclei familiari più fragili e poveri" e l'importanza di "quel controllo preventivo necessario a scongiurare la destinazione illegittima del beneficio a chi non ne non ha i requisiti". "Il governo continuerà a fare la propria parte per costruire, insieme all'Inps, quel nuovo modello di protezione sociale che i cittadini meritano e che si aspettano da tempo". La premier ha indicato l'obiettivo di "un welfare che sappia essere all'altezza dei cambiamenti demografici, sociali ed economici della nostra epoca" e che sappia "sempre mettere la persona, i suoi bisogni e le sue esigenze al centro di tutto".
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.