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(Adnkronos) - "L'interazione è il fattore cruciale attraverso cui il paziente può arrivare a una diagnosi e a una cura nel più breve tempo possibile e ottenere quel beneficio che il Sistema sanitario nazionale (Ssn) deve offrire a chi è affetto da malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Mici). Sappiamo che sono patologie sempre più frequenti: l’incidenza, infatti, negli anni sta aumentando ed è stimato che entro il 2050 ci saranno 600mila pazienti affetti da Mici". Lo ha detto Edoardo Vincenzo Savarino, segretario generale Ig-Ibd e professore di Gastroenterologia, dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche, università degli studi di Padova, alla presentazione, oggi alla Camera, della campagna ‘Colite ulcerosa, Io esco', che da due anni offre ai pazienti, ai loro caregiver e ai professionisti che operano nei centri specializzati, una piattaforma di incontro e dialogo per capire come gestire al meglio la malattia e trasformare questa esperienza da peso denso di fatica a bagaglio di risorse individuali e collettive. "L'unico modo per affrontare questo tsunami, in termini epidemiologici, e la presa in carico adeguata di pazienti così complessi e importanti da gestire dal punto di vista clinico, è un'integrazione tra territorio, ospedale, società scientifiche e Sistema sanitario nazionale (Ssn) - spiega - affinché i passaggi siano rapidi, concisi e il paziente possa ottenere una diagnosi nel minor tempo possibile e una cura per tornare alla vita quotidiana in modo sereno e senza problemi". Ancora oggi il paziente con colite ulcerosa in stadio moderatamente attivo rischia di dover ricorrere al corticosteroide per insorgenza di sintomi che ne penalizzano la qualità di vita. Per migliorare la condizione dei pazienti "abbiamo a disposizione dei farmaci estremamente performanti, in termini di rapidità di azione - ricorda Savarino - Sappiamo che il problema principale dei pazienti con colite ulcerosa è la sintomatologia acuta, il numero delle evacuazioni, la perdita di sangue e il malessere generale. Si tratta di sintomi che richiedono un trattamento farmacologico rapido, che può essere ottenuto con le nuove terapie farmacologiche disponibili ma è necessario che il paziente riesca ad averne accesso nel più breve tempo possibile. Questo può evitare l'utilizzo del cortisone e i suoi effetti collaterali e complicanze che non riguardano solo l'ospedalizzazione e gli effetti collaterali diretti del farmaco, ma anche la possibilità di ricorrere a chirurgia e peggiorare l’outcome chirurgico". "Il miglioramento della gestione di questi pazienti richiede dei percorsi diagnostico-terapeutici chiari, identificati dalle Regioni e dai medici, e che possano essere utilizzabili dai pazienti per arrivare il più in fretta possibile a diagnosi e terapia. Questi Pdta - Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali devono essere integrati nella nostra struttura, accettati a livello regionale e applicabili sul territorio in modo da ottenere questi outcome, ma devono richiedere anche delle misure di valutazione per verificare che siano applicati e che siano efficaci per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti con malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Mici)", conclude.
(Adnkronos) - Sta per partire l’ottava edizione del corso di formazione per gestori di rifugi di montagna, un’iniziativa volta a specializzare una figura essenziale per il settore turistico delle aree alpine. Protagonista dell’iniziativa è Apf Valtellina, ente speciale della Provincia di Sondrio accreditato per la formazione professionale, che conferma il proprio ruolo di centro di riferimento per le professioni della montagna. Il corso è realizzato in collaborazione con Ersaf-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. La provincia di Sondrio rappresenta uno dei contesti montani più rilevanti della Lombardia per estensione, attrattività turistica e tradizione alpinistica. Investire nella formazione dei gestori significa sostenere la qualità dell’offerta turistica, rafforzare la competitività delle strutture in quota e contribuire alla crescita economica e occupazionale del territorio. L’obiettivo è incrementare le competenze di chi intende lavorare in quota, fornendo strumenti concreti non soltanto per l’accoglienza e la ristorazione, ma anche per la gestione imprenditoriale, la sicurezza e la valorizzazione del patrimonio montano. Una formazione che risponde alle esigenze del contesto alpino. Nei rifugi come nelle strutture ricettive sono richieste competenze nell’ospitalità, nella ristorazione, nell’accoglienza e nella gestione operativa, soprattutto nei periodi di alta stagione. Il gestore del rifugio ha un ruolo fondamentale anche nel monitoraggio del territorio circostante. La centralità di Apf Valtellina si inserisce in un ambiente unico: la rete dei rifugi della Valtellina si estende tra gli 800 e oltre 3.500 metri di quota e conta più di 70 strutture diffuse su tutto il territorio provinciale. Centri di riferimento per l’escursionismo e l’alpinismo, i rifugi rappresentano tappe essenziali per vivere la montagna in modo autentico e sostenibile, offrendo un’accoglienza sempre più orientata all’eco-sostenibilità. In questo scenario, il corso si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della montagna lombarda, trovando in Valtellina un laboratorio concreto in cui formazione, turismo e sviluppo territoriale si intrecciano in modo diretto e virtuoso, con Apf Valtellina al centro di questo processo. Il percorso formativo, che partirà nel mese di marzo, approfondisce in modo strutturato le principali aree operative che caratterizzano la gestione di un rifugio alpino. Tra i moduli centrali figurano la gestione del servizio di ristorazione, con particolare attenzione all’organizzazione dell’offerta e al rispetto delle normative di settore; la sicurezza e la gestione delle emergenze in rifugio, tema cruciale in un contesto montano; e la vigilanza e manutenzione della struttura, per garantire efficienza, tutela degli ospiti e corretta conservazione dell’edificio nel tempo. Al termine del corso, gli allievi che avranno frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo potranno accedere all’esame finale, articolato in una prova scritta e una prova orale. Il superamento dell’esame consente di ottenere l’Attestato di competenza regionale, certificazione che riconosce ufficialmente le competenze acquisite e abilita all’esercizio della professione secondo la normativa vigente.
(Adnkronos) - Dai falsi miti sulle rinnovabili all'innovazione tecnologica nella filiera, dalla collaborazione euro-africana ai green job. Sono questi alcuni dei temi al centro di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, alla Fiera di Rimini dal 4 al 6 marzo. Un’informazione poco accurata spesso alimenta uno scetticismo generale sul fatto che le rinnovabili possano svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale, inducendo anche forti opposizioni sui territori alla realizzazione degli impianti. L’evento Good news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà, organizzato da Italy for Climate, il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha voluto interrompere questa narrazione attraverso un confronto aperto tra esperti del mondo dell’informazione e operatori del settore. L’evento 'Energia e trasporti: gli scenari Iea tra innovazione tecnologica e sicurezza degli approvvigionamenti' a cura di Iea, Motus-E e Key, che si è svolto ieri, ha offerto un approfondimento sulle tecnologie che guideranno lo sviluppo del settore energetico e sull’impatto della nuova mobilità sulla domanda di energia globale, attraverso la presentazione, in esclusiva per l’Italia, di un estratto della nuova edizione del rapporto 'Energy Technology Perspectives'. Dal 2020 al 2025 le batterie hanno visto un calo dei costi del 35%, il fotovoltaico del 65% e l’eolico di oltre il 30%. Ciò ha favorito la diffusione delle tecnologie pulite, che oggi hanno un valore di mercato intorno a 1.000 miliardi di dollari, destinato a triplicare entro il 2035. Responsabili politici africani ed europei, leader del settore, investitori, aziende di servizi pubblici e partner di sviluppo si sono ritrovati a Key nei due eventi 'Solar PV/Wind power and Battery Storage Systems: the key to energy self-sufficiency - Driving Africa’s Energy Transition' e 'Multiple financing instruments need to be scaled up to accelerate Africa’s energy future and to improve energy access' a cura della fondazione Res4Africa. Il primo evento ha sottolineato il ruolo crescente dei sistemi fotovoltaici, eolici e di accumulo a batteria nell'ampliare l'accesso all'elettricità in Africa, rafforzare la resilienza della rete e ridurre la dipendenza dalla generazione diesel. Il secondo evento si è concentrato sulla mobilitazione di capitali e sul potenziamento di strumenti di finanziamento innovativi a sostegno della diffusione dell'energia pulita in tutta l'Africa. Infine, in un panorama lavorativo in cui la domanda di profili specializzati nei green jobs supera spesso l’offerta disponibile, si è tenuto a Key l’evento 'We want you! Le imprese si presentano al mondo del lavoro'. L’iniziativa ha offerto una fotografia dell’attuale mercato occupazionale legato alla sostenibilità. La sessione si è confermata un’occasione per accorciare le distanze tra domanda e offerta, posizionandosi come un punto di riferimento per studenti, giovani professionisti e talenti che desiderano orientare il proprio percorso di carriera verso i comparti più innovativi e sostenibili del futuro.