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(Adnkronos) - Angelo Madonia, ospite oggi 25 febbraio a 'La volta buona', è tornato a parlare delle polemiche sull'edizione di Ballando con le stelle che lo hanno visto protagonista: dalle liti con Selvaggia Lucarelli al motivo per cui non ha gareggiato in coppia con Sonia Bruganelli. Sulla sua esperienza nel dance show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, Angelo Madonia ha confessato: "Io e Sonia Bruganelli non abbiamo ballato insieme per proteggerci. Conosco bene la macchina di Ballando e so che ti avvolge sotto tutti i punti di vista”. E sulla sua relazione, il maestro di ballo ha aggiunto: "Siamo una famiglia allargata, abbiamo vissuto le nostre vite, lei con tre figli e io con due bimbe, ma non è faticoso. Siamo felici così". "C’è chi spera ancora che Sonia torni con Paolo Bonolis”, ha aggiunto Madonia che però non vede questo come un problema. "Non percepisco Bonolis come un fantasma nella nostra relazione. Ho pieno rispetto per lui". Sulle polemiche legate a Selvaggia Lucarelli, Angelo Madonia ha detto: "Fa commenti fuori dalla prestazione di Ballando e del lavoro che porti dopo tutta una settimana piena di lavoro. I suoi commenti danneggiano la giuria". L'esclusione del ballerino da Ballando con le stelle, era stata annunciata tramite una nota diffusa dalla Rai. Angelo Madonia ha aggiunto: "Quando Milly lo ha annunciato in diretta io ero a casa. Non ho sabotato il mio lavoro facendo parlare d’altro. Non era la prima volta che accadeva quella dinamica. A volte non si è più pronto a rispettare quel ruolo che devi ricoprire perché stai crescendo. Ero arrivato al limite". E su Federica Pellegrini, sua partner di ballo del dance show, ha detto: “Dopo il mio addio non abbiamo più parlato. Mi dispiace. Non c’è stato niente di diretto e scontroso. Finché ho fatto il mio lavoro, siamo arrivati con massimi voti. Non è stato semplice, ma dal punto di vista umano ci prendevamo".
(Adnkronos) - 'Il delirio dei dittatori e la storia che torna'. E' questo il titolo della lectio magistralis che Bruno Vespa svolgerà mercoledì 26 febbraio alle 10 in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico 2024-2025 dell’Università degli Studi Link. Cronista radiofonico per la Rai già nel 1962, volto iconico del giornalismo televisivo per generazioni di italiani, Vespa è anche un apprezzato saggista e autore di decine di volumi, dedicati in gran parte alla storia del Novecento e all’analisi dell’attualità politica e sociale. Si tratta di un’assoluta novità: per la prima volta viene affidato a un giornalista il compito di aprire l’anno accademico di un’università italiana con una sua lectio magistralis. “Il nostro ateneo - spiega il magnifico rettore della Link, Carlo Alberto Giusti – consegnerà una targa a Bruno Vespa in occasione del suo ottantesimo genetliaco e quale riconoscimento della incisiva autorevolezza e narrativa freschezza con cui racconta da cinquant’anni la storia d’Italia”. L’intervento di Bruno Vespa sarà preceduto dal saluto di Pietro Luigi Polidori, presidente dell’ateneo, dal discorso introduttivo del rettore Giusti e dalla prolusione di Luigi Maruotti, presidente del Consiglio di Stato e programme leader del corso di studi in giurisprudenza all’Università degli Studi Link. Nell’aula magna dell’Università, intitolata a Franco Frattini, prenderanno posto numerose personalità istituzionali e accademiche.
(Adnkronos) - “Piantare alberi è complicato. Ne stiamo piantando tanti lavorando con la Città metropolitana. Il segreto vero dovrebbe essere quello di pensare a un progetto graduale di depavimentazione dei suoli per creare nuovi spazi su cui mettere degli alberi”. Così Elena Grandi, assessora all'ambiente e al verde del Comune di Milano, intervenendo oggi al panel ‘Il paesaggio e la bellezza delle città. Piantare alberi è facile e giusto?’, organizzato nella prima giornata di lavori della IX edizione di Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde, in svolgimento a Fiera Milano Rho fino al 21 febbraio 2025. “Ritengo che a volte possa essere riduttivo parlare solo di alberi - riprende l’assessora - Dobbiamo ragionare in termini di suoli drenanti, di isole di calore da combattere e soprattutto di qualità degli alberi, di quantità e di tipologie. Il perché lo abbiamo visto due anni fa, quando a Milano, a seguito di un evento meteorologico di quelli estremi, di quelli a cui sempre più ci dovremo abituare dati i cambiamenti climatici in atto - continua - in una manciata di minuti sono caduti 5 mila alberi, dei quali pochissimi malati. Quindi stiamo immaginando di modificare quei viali alberati ‘feriti’ per mettere degli alberi che siano adatti a questi cambiamenti climatici. Su questo - conclude - stiamo lavorando con l'ordine degli agronomi e con le università, per cercare di capire, insieme, come rivedere il verde della città”.