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(Adnkronos) - Ancora in calo oggi martedì 21 aprile, per il 12esimo giorno consecutivo, i prezzi medi di benzina e diesel. Staffetta Quotidiana segnala nuovi tagli sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Praticamente azzerata la differenza di prezzo tra compagnie e pompe bianche, sia sulla benzina che sul gasolio. Dal picco del 9 aprile, la benzina è scesa di 4,5 centesimi, il gasolio di quasi dieci, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati hanno perso rispettivamente circa 6 e 30 centesimi. Questa mattina i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a ieri: benzina self service sulla rete stradale a 1,747 euro/litro (-11 millesimi rispetto a ieri), gasolio a 2,087 euro/litro (-16 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (invariato), il metano a 1,579 euro/kg (-3). In autostrada, la benzina self è a 1,785 euro (-6), il diesel a 2,130 euro (-11), il Gpl a 0,900 euro (invariato) e il metano a 1,598 euro (invariato). Stando alla rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e di due quelli del gasolio. Per Q8 si registra un ribasso di un centesimo sulla benzina e di cinque sul gasolio. Per Tamoil -3 centesimi sulla benzina e -1 sul gasolio. Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), le medie elaborate dalla Staffetta vedono la benzina self service a 1,759 euro/litro (compagnie 1,758, pompe bianche 1,759), diesel self service a 2,104 euro/litro (compagnie 2,105, pompe bianche 2,103). Benzina servito a 1,895 euro/litro (compagnie 1,932, pompe bianche 1,827), diesel servito a 2,242 euro/litro (compagnie 2,279, pompe bianche 2,173). Gpl servito a 0,802 euro/litro (compagnie 0,806, pompe bianche 0,797), metano servito a 1,581 euro/kg (compagnie 1,583, pompe bianche 1,580), Gnl 1,537 euro/kg (compagnie 1,554 euro/kg, pompe bianche 1,524 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 1,743 euro/litro (1,951 il servito); IP a 1,773 (1,940 servito); Q8 a 1,762 (1,932 servito); Tamoil a 1,751 (1,833 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,079 (2,285 servito); IP a 2,132 (2,299 servito); Q8 a 2,110 (2,285 servito) e Tamoil a 2,085 (2,176 servito). Ancora ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa. I dati di oggi, martedì 21 aprile 2026, dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano il dodicesimo giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità “self service” è pari a 1,747 euro/l per la benzina e 2,087 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,785 euro/l per la benzina e 2,130 euro/l per il gasolio.
(Adnkronos) - Italia e Slovacchia più vicine grazie al nuovo volo diretto tra Roma Fiumicino e Košice, operato tutto l'anno da Wizz Air. Un collegamento bisettimanale (il martedì e il sabato) che darà nuovo impulso ai flussi turistici, facilitando non solo l'incoming verso la Capitale ma anche l'opportunità per i visitatori italiani di scoprire una regione ancora poco conosciuta, la Slovacchia orientale con il capoluogo, Košice, che è la seconda città del paese. La nuova rotta è stata presentata a Roma, presso l’Ambasciata della Repubblica Slovacca, a tour operator e media, in occasione di un incontro che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli enti del turismo della regione e dell'Aeroporto di Košice. Ad aprire i lavori è stata l’ambasciatrice della Repubblica Slovacca, Karla Matiaško Wursterová, la quale ha sottolineato gli ottimi rapporti con Italia, che si potranno rafforzare ancora di più proprio grazie al turismo: "La Slovacchia orientale è una regione molto bella, per la natura, la cultura, la gastronomia, in grado di offrire molte esperienze, e mi auguro che questa nuova rotta possa promuovere ulteriormente i flussi turistici". Il Cfo & Deputy Ceo dell'Aeroporto di Košice, Tomáš Jančuš, ha ricordato che lo scalo è tra i più antichi in Europa, avendo festeggiato il centenario appena due anni fa. "Nel 2026 - ha annunciato - abbiamo l'offerta più ricca di sempre, con 12 destinazioni e rotte operate anche in connessione con altre compagnie, assicurando così un network globale. L'anno scorso abbiamo avuto 27mila passeggeri e ora l'ambizione è di raggiungere il record di un milione". Grazie al nuovo volo, Košice sarà raggiungibile da Roma in solo un'ora e un quarto, proponendosi come meta per un city break e per una vacanza slow nella Slovacchia orientale. A illustrare l'appeal della regione è stata Miroslava Šeregová Hnatková, Foreign Markets Development Manager e Destination Manager di Košice Region Tourism: "La Slovacchia orientale vanta 18 siti Patrimonio Unesco e tra questi numerose grotte di ghiaccio e di aragonite, una foresta primordiale e un Castello tra i più grandi dell'Europa centrale, 5 chiese antiche in legno e 5 parchi nazionali, tra cui quello nei Monti Tatras; è anche una regione vinicola con il Tokaj portato proprio dagli italiani. E, ancora, opere di land art e percorsi ciclabili, le cittadine di Bardejov e Levoča oltre al capoluogo Košice. Davvero una zona adatta allo slow tourism, con un'ottima accessibilità dall'estero grazie appunto all'aeroporto internazionale". La città di Košice, come ha spiegato Ivana Kavulič, External Relations Manager di Visit Košice, "è creativa, culturale, vibrante, un centro universitario frequentato tra l'altro anche da molti studenti italiani". "Il centro storico - ha proseguito - è caratterizzato da architetture dal gotico al moderno, ci sono numerosi ristoranti e caffè, con un'ampia scelta dai prodotti locali al fine dining e alla nuova cucina slovacca. Una intensa vita culturale ricca di eventi, un'atmosfera unica a contatto con i 'locals', dove il turismo non è di massa, e circondata a 15 minuti dalla natura". Tra i panorami più belli che circondano Košice sicuramente è quello delle montagne, come ha affermato Lucia Blaskova, Executive director di High Tatras Slovakia Tourist Board: "E' la zona alpina più piccola in Europa e fa parte del parco Unesco più antico. E' raggiungibile facilmente anche in bus o treno. Una destinazione per tutto l'anno, sostenibile, dove vivere l'autenticità dell’Europa centrale. L'area dei Monti Tatras comprende 50 picchi oltre i duemila metri, 1.800 chilometri di percorsi e 46mila posti letto, una gastronomia eccellente che vanta chef premiati da guide internazionali. E' qui che si possono incontrare anche i famosi 'sherpa dei Tatra', corrieri di montagna che riforniscono manualmente i rifugi ad alta quota, trasportando carichi fino a 100 kg sulla schiena: una tradizione centenaria, unica in Europa, che in Slovacchia ancora resiste. Abbiamo anche una importante comunità italiana, tanto che ogni anno si tiene il Festival Viva Italia". Per suggerimenti su itinerari originali a contatto con la natura si può contattare Northeast Slovakia Travel, un tour operator partecipato dall'ente del turismo. "Siamo specializzati nel turismo di pellegrinaggio, con itinerari dedicati al culto mariano e alla scoperta delle chiese di legno, ma anche nel turismo esperienziale, che punta su attività nella natura come hiking, biking, rafting e ski. Non mancano le esperienze gastronomiche, anche in feste autentiche di paese dove si può partecipare alla produzione dei prodotti tipici sia culinari sia artigianali", ha detto Marek Kollár, Destination manager. Una strategia di sviluppo, quindi, che punta a valorizzare quanto di meglio la Slovacchia orientale ha da offrire, tra natura e cultura, all'insegna dell'autenticià e della sostenibilità, e che trova ora una nuova prospettiva di sviluppo grazie al nuovo volo diretto Wizz Air che collega Roma con Košice.
(Adnkronos) - L’industria italiana del vetro prosegue il suo percorso di trasparenza e sostenibilità: il fatturato, nel 2024, è stato di oltre 3,8 miliardi di euro; il rapporto costi/ricavi è migliorato attestandosi all’88,2%; gli investimenti per ambiente e sicurezza hanno raggiunto i 30 milioni. Migliorano le performance in economia circolare; si dimezzano, dal 2016, i consumi idrici; resta alto l’uso efficiente delle risorse naturali; sostanzialmente stabili nel breve periodo, ma in calo a lungo termine, le emissioni di CO2; l’energia consumata nel 2024 è per il 37% rinnovabile, solo due anni prima era l’11%. Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria, presenta un quadro delle prestazioni dell’industria italiana del vetro dal punto di vista sociale, economico e ambientale nei due anni 2023-2024. Per la sua rendicontazione ha esaminato 14 aziende associate, 11 produttrici di vetro cavo e 3 di vetro piano che rappresentano, nel loro complesso, l’80% circa della presenza industriale installata in Italia. “Questo Rapporto dimostra - ha detto Marco Ravasi, presidente di Assovetro - che, nonostante il contesto difficile, le imprese del vetro continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile, investendo in ricerca e sviluppo e adottando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Come industria siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica ma è necessario il supporto delle istituzioni e della politica per vincere una sfida che potrà cambiare il modo di fare industria in Italia". Nel biennio 2023-2024, la produzione di vetro ha registrato un rallentamento attestandosi sui 5 milioni di tonnellate a causa del calo dei consumi dovuti all’inflazione e alle tensioni internazionali. Stando al report, nella dinamica dei costi di produzione emergono le spese per l’energia che hanno inciso per il 22,12% nel 2023 e il 18,9 nel 2024 (nel 2022 erano arrivate a quasi il 29% con picchi del 56%), con ricadute negative sulla competitività. Il fatturato di 3,82 miliardi è realizzato prevalentemente in Italia (73,7% nel 2024). Gli investimenti sostenuti per impianti di produzione e per innovazione, che sono fra i principali indicatori della propensione all’aggiornamento tecnologico dell’industria del vetro, nel 2024, sono stati di oltre 270 milioni di euro (circa il 9% del fatturato), la somma più alta dal 2016, ad eccezione di un picco nel 2018. "La produzione di vetro è un’attività energivora in quanto, per essere fuso e plasmato, il vetro deve raggiungere alte temperature. Il consumo di energia rappresenta quindi un indicatore chiave per il settore - sotto il duplice profilo economico e ambientale - sia in termini di consumi assoluti, che di efficienza energetica e di utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili", spiega Assovetro. Nel biennio considerato i consumi energetici, soprattutto gas (65%) sono leggermente diminuiti anche a causa del calo della produzione e l’indicatore di prestazione energetica è rimasto costante tra il 2016 e il 2024, pari a 0,18 Tep / ton di vetro fuso. Il dato che emerge nel 2024 è la crescita delle rinnovabili, arrivate al 37%: il dato è dovuto ad un aumento delle aziende che utilizzano energia non da fonti fossili e da un’azienda al 100% rinnovabile. Le emissioni di CO2 (che derivano principalmente dal processo di fusione ad alta temperatura) prodotte per tonnellata di vetro fuso, hanno avuto un andamento in leggero aumento rispetto al 2021, ma in forte calo rispetto al biennio 2019-2020 (sono diminuite di circa il 70% rispetto a 40 anni fa). Sono diminuite anche del 36,5% rispetto al 2016 le emissioni di ossido di azoto e del 42,9% quelle dell’ossido di zolfo. I consumi idrici si sono ridotti significativamente, grazie all’adozione di tecniche e sistemi mirati: i consumi idrici per tonnellata di vetro fuso sono passati dai 2,16 m3/ton del 2016 a 1,18 m3/ton del 2024. Fronte economia circolare, nel 2024 cresce la raccolta differenziata arrivata al 91% e gli imballaggi in vetro avviati al riciclo sono aumentati del 2,8% con un tasso di riciclo dell’80,3%. Nel 2024 le vetrerie hanno utilizzato in media il 57% di vetro riciclato risparmiando materie prime, energia e CO2. Le certificazioni ambientali, un indicatore chiave dell’attenzione verso l’ambiente, crescono in termini di siti certificati, + 51 dal 2016. A fine 2024 le aziende italiane del vetro cavo e del vetro piano impiegavano, complessivamente, 11.031 addetti, un numero quasi del tutto invariato dal 2016. Sotto il profilo contrattuale, i due comparti si caratterizzano per la netta prevalenza di forme contrattuali stabili (91,5%). I contratti integrativi prevedono per la maggior parte servizi di welfare (73,7%), l’erogazione di premi variabili collettivi. L’industria del vetro sta cercando di colmare il gender gap. L’occupazione femminile è più nutrita tra impiegate (25,8%) e quadri (24,4%). La posizione apicale di dirigente vede una percentuale femminile del 15,5%. Le ore di formazione nel 2024 sono state complessivamente 174.735 con il 31,4% di ore di formazione obbligatoria in materia di ambiente, salute e sicurezza del lavoro.