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(Adnkronos) - “La modifica dell'articolo 33 della Costituzione con l'inserimento dello sport ha avuto un valore culturale e politico molto importante perché ha riportato l'attenzione di tutta la comunità sul ruolo dello sport, sia dal punto di vista della promozione della persona, sia sul piano dell'aggregazione sociale, dell'inclusione e dell'integrazione a beneficio anche, ma non solo, delle persone più vulnerabili e in stato di difficoltà”. Sono le dichiarazioni di Alessia Fachechi, responsabile nazionale di Meritocrazia Italia, intervenuta alla prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera. “Dall'altro lato, però, cercare l'effettività dei diritti solo nel testo scritto non è sufficiente e in Italia ha portato una stratificazione normativa che ha affaticato l'amministrazione della giustizia e ha reso più difficile garantire quei diritti per cui tanto si combatte - spiega - Quindi, da questo punto di vista, il trionfo del merito è una battaglia che si gioca sul piano della concretezza e sarà un obiettivo raggiunto solo se l'azione politica sarà in grado di riportare lo sport al centro della scena, con riforme adeguate”. “Meritocrazia Italia ha portato all'attenzione delle istituzioni una serie di proposte sul piano del recupero infrastrutturale, della valorizzazione dello sport negli istituti scolastici, della valorizzazione delle attività sportive, soprattutto nei piccoli centri e nelle periferie, per il supporto alle aggregazioni sociali a rischio di devianza, per la valorizzazione e il miglior trattamento del lavoratore sportivo professionista - continua Fachechi - e per fare in modo che il calcio, ad esempio, che è lo sport nazionale, non sia più un business, ma esplichi al meglio la propria funzione sociale e si faccia strumento di valorizzazione dei giovani talenti”. “Lo sport insegna che il talento non basta per vincere, ma serve anche sacrificio. Allo stesso modo, per realizzare l'obiettivo di valorizzare lo sport e di raggiungere il traguardo del trionfo del merito, non è sufficiente proclamare diritti, ma è necessario intervenire sul piano dell'effettività, con serietà e sacrificio. L'incontro di oggi non vuole essere un momento celebrativo, ma un momento di assunzione di responsabilità, perché lo sport è una cosa seria”, conclude.
(Adnkronos) - Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha raggiunto i 157,8 miliardi di euro, tornando a crescere dopo due anni di calo: +1,2% sull’anno precedente e terzo valore più alto mai registrato. Lo rivela un’elaborazione della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) su dati Istat. Dopo la contrazione osservata nel 2024 e nel 2023, il 2025 segna un’inversione di tendenza per l’export italiano, che torna ad aumentare attestandosi a 72,2 miliardi di euro. Rispetto al 2024, anno caratterizzato da una dinamica negativa soprattutto sul fronte delle esportazioni italiane (156 miliardi di euro totali con 71 miliardi di export e 85 di import), i dati del 2025 mettono in evidenza un progressivo recupero e una fase di stabilizzazione dei flussi commerciali. Le importazioni ammontano a 85,6 miliardi, determinando un saldo commerciale a favore di Berlino pari a 13,4 miliardi di euro. La Germania si conferma così il primo partner commerciale dell’Italia. Roma mantiene il sesto posto tra gli interlocutori economici della Germania, a conferma della solidità e della profondità dell’integrazione economica tra i due sistemi produttivi. Dal punto di vista settoriale, gli scambi bilaterali continuano a essere trainati dalla manifattura. Crescono in particolare: automotive +7,3% (25,1 miliardi complessivi di cui 9,2 export e 15,9 import); macchinari +1,5% (20,8 miliardi complessivi di cui 9,7 export e 11,1 import); settore elettrotecnico-elettronico +2,3% (18 miliardi complessivi di cui 6,6 export e 11,4 import); agroalimentare +8,6% (20,3 miliardi complessivi di cui 11,2 export e 9,1 import). In contrazione risultano invece i flussi legati alla chimica di base (-2,1%) e alla siderurgia (-0,5%). Sul piano territoriale le prime quattro regioni italiane per valori di interscambio registrano tutte variazioni positive. La Lombardia continua a rappresentare l’hub più rilevante dell’interscambio, con circa un terzo dei flussi complessivi pari a 52,5 miliardi (+1%) di cui 19,5 export e 33 import. Seguono il Veneto, in crescita del 2,6% per un totale di 23,9 miliardi, l’Emilia-Romagna (+6,5%) con 19,8 miliardi complessivi, il Piemonte (+1,4) con 14,3 miliardi e il Lazio (+7,1%) con 9 miliardi. "La crescita dell'interscambio Italia-Germania riflette una convergenza di fattori positivi avuti nel 2025: una ripresa industriale nei due paesi, segnali incoraggianti in settori a lungo in difficoltà come l'automotive (+7,3%), l’accordo sui dazi, che se non altro ha portato stabilità su un tema visto come rischioso, e una crescita consolidata dell'agroalimentare, che sale per il terzo anno consecutivo (+8,6%). Anche l'anticipo delle commesse in ottica precauzionale rispetto ai dazi potrebbe aver contribuito. Su questo contesto peserà però il conflitto in Iran e il conseguente aumento dei costi energetici in Europa. Per questo, servono politiche industriali coordinate, costruendo sul vertice binazionale di gennaio 2026, ed europee", commenta Jörg Buck, Consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien).
(Adnkronos) - La rendicontazione non finanziaria in Italia non è più solo un adempimento normativo, ma un asset strategico per comunicare valore. È quanto emerge dall’edizione 2026 del Premio Bilancio di Sostenibilità, l’iniziativa promossa da Corriere della Sera Buone Notizie in collaborazione con NeXt - Nuova Economia per Tutti Aps Ets in qualità di partner tecnico-scientifico. Il Premio indaga sullo stato dell’arte della trasparenza aziendale sui temi ambientali, sociali e di governance, premiando le imprese che si sono distinte nel realizzare e quindi condividere tutte le informazioni relative ai processi di sostenibilità sui tre pilastri della classificazione Esg. L’edizione di quest’anno ha registrato una partecipazione di 252 imprese suddivise in: 118 grandi aziende; 77 medie; 57 piccole. Il premio non valuta il livello assoluto di sostenibilità ma la capacità delle aziende di raccontare in modo trasparente e integrato il proprio impegno verso un’economia più attenta all’ambiente e alle persone. Dall’analisi sui quattro anni del Premio (2023-2026) si evince un netto miglioramento della qualità dei bilanci, e in particolare: convergenza dei pilastri - si osserva un livellamento verso l’alto delle performance, il pilastro della Governance (G) è quello cresciuto maggiormente nel quadriennio (+66,87%), mentre il pilastro Sociale (S) rimane quello con il punteggio medio più elevato nel 2026, superando quello ambientale; standardizzazione - il 77% delle aziende utilizza il 'Bilancio di Sostenibilità' come strumento principale, seguito dalla Relazione d’Impatto (7%); dagli Sdgs agli standard tecnici - si rileva una flessione nel collegamento esplicito agli Sdgs dell’Agenda 2030 (-43,69% nell'ultimo anno), segnale di uno spostamento dell’attenzione verso gli standard tecnici e regolatori europei (Esrs). "Il Bilancio di sostenibilità riporta quelle che sono le peculiarità della nostra azienda che non si vedono nei numeri - dichiara Davide Morelli, responsabile controllo di gestione di At Toptaglio Srl, azienda del settore edile - ci dà una distintività rispetto a chi vuole fare solo l’attività e non metterci quel qualcosa in più che invece noi cerchiamo di avere per crescere". "Noi rendicontiamo con un report integrato, non è una questione di compliance ma è una leva strategica dell’azienda, ci serve da revisione critica per l’operato di tutti i comparti - commenta Laura Gori, Founder e Ceo di Way2global, Pmi che si occupa di traduzioni - Le piccole aziende che sono l’ossatura del sistema paese devono diventare anche l’ossatura della rivoluzione sostenibile". La metodologia di valutazione ha analizzato 30 temi Esg basandosi su criteri di misurazione, materialità, politiche di miglioramento e rischi raggruppando le aziende per numero di addetti e dimensione. Significativo è l’aumento della partecipazione delle piccole aziende (+17 realtà rispetto all’anno precedente), a testimonianza di una crescente maturità organizzativa anche nelle realtà di minori dimensioni. "In un contesto normativo in continua evoluzione, in cui assistiamo anche a parziali cambi di rotta rispetto alla reportistica di sostenibilità - dichiara Luca Raffaele, direttore generale di NeXt Economia - il Premio continua a valorizzare lo sforzo delle aziende nel raccontare con chiarezza il proprio impatto. E’ importante supportarle, dar loro voce attraverso queste iniziative e alleanze di sistema che permettano la crescita in sostenibilità non solo delle singole realtà virtuose ma di filiere e distretti produttivi".