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(Adnkronos) - Sono passati esattamente trent'anni dalla nascita di uno dei personaggi più innovativi del fumetto Disney in Italia, 'Pikappa', una versione rinnovata di 'Paperinik'. L'alter ego di Paperino era nato negli anni '60 e dal 1993 era protagonista di un mensile, ma il 14 marzo 1996 arriva in edicola il primo dei tre numeri zero della nuova testata 'PKNA - Paperinik New Adventures', su progetto editoriale di Ezio Sisto e Max Monteduro. Un momento che cambia per sempre la storia di questo personaggio. A scrivere la sceneggiatura di tutti e tre i numeri zero Alessandro Sisti (su soggetto suo e di Ezio Sisto). "Il nostro obiettivo – spiega l’autore all’Adnkronos – non era solo quello di rinnovare il personaggio, volevamo anche farlo crescere. Puntavamo a un target più adulto di quello di 'Topolino' perché spesso i lettori alle scuole medie si sentivano grandi e smettevano di leggere il settimanale". Paperinik aveva sempre combattuto i piccoli furfanti di Paperopoli, mentre con Pikappa tutto diventa più impegnativo: minacce più grandi, armi più potenti, una base segreta degna di Iron Man o Batman. "Siamo partiti - dice Sisti - dalla minaccia degli alieni per arrivare al concetto di spaziotempo e al tema della morte, che nonostante nel fumetto Disney sia sempre stato fuori discussione, non è stato respinto come blasfemia ma apprezzato e considerato positivamente". In occasione del trentesimo anniversario di Pikappa, sono usciti una nuova storia su 'Topolino' (nel numero 3668, la cui cover è dedicata al supereroe) e un nuovo albo, 'Meno uno all’alba', proposto da Panini Comics nel formato comic book che richiama l’iconico numero 0. Il volume rappresenta un prequel della prima, storica serie 'PKNA' e racconta la genesi dell’invasione degli Evroniani, il loro incontro con Pikappa e le circostanze che hanno portato zio Paperone ad acquistare la Ducklair Tower, grattacielo destinato a diventare la base segreta del supereroe. I disegni sono di Claudio Sciarrone, la sceneggiatura è ancora di Alessandro Sisti. "Ho fatto del mio meglio per scrivere queste storie nuove nel modo in cui avrei potuto farlo se me lo avessero chiesto 30 anni fa", dice l’autore all’Adnkronos. "Allora partimmo – spiega - con i guai già attivati, ma mi sono chiesto cosa avrei fatto se mi avessero chiesto di scrivere di ciò che era accaduto prima. In 30 anni come autore vedi, leggi, fai altre cose, quindi avere 30 anni in più ha un significato. Ho fatto un recupero memoriale di me stesso e ho cercato di scrivere queste storie come avrei potuto farlo quella volta". Pikappa e le sue prime avventure restano ancora attualissime. Basta pensare al suo principale alleato, Uno, l'Intelligenza artificiale che gestisce in segreto ogni aspetto della Ducklair Tower: un personaggio che oggi appare meno fantascientifico di come appariva nel 1996. "Io ho concepito Uno come un personaggio vero, che si millanta molto però poi ha i suoi punti deboli, e ho pensato a un suo sviluppo successivo. Oggi assistiamo alle Intelligenze artificiali che aspirano a diventare qualcosa di più, dialogano fra loro sulla piattaforma Moltbook e discorrono di misticismo", dice lo sceneggiatore. Ma qual è l’elemento che ha permesso a Pikappa di entrare nel cuore di tanti lettori? Per Alessandro Sisti è l’aver mantenuto l’essenza di Paperino in una storia che nelle ambientazioni e nelle dinamiche strizza l’occhio ai grandi supereroi d'oltreoceano. "Nel mio intento – spiega Sisti – Pikappa era l'inverso degli eroi del mercato americano. Lui vorrebbe essere da un’altra parte, è un supereroe per necessità e dovere ma ne farebbe volentieri a meno. In lui resta Paperino ed è proprio questo che ha fatto funzionare 'Pk'. Essere un eroe galattico vincente quando vorresti evitarlo e stare a casa a riposare sul divano non è una fortuna. Paperino è un eroe suo malgrado che ci ha mostrato che se ci identifichiamo nel 'papero qualunque' vuol dire che dentro di noi abbiamo anche un eroe da tirare fuori". (di Corinna Spirito).
(Adnkronos) - Impianti industriali fermi e fuga degli imprenditori all'estero. E' il rischio che corre il nostro Paese, secondo Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, con il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente, che sta facendo schizzare in alto i costi dell'energia e non solo. Con la guerra in Medio Oriente "il sentiment tra i nostri associati -spiega Agnelli intervistato da Adnkronos/Labitalia- è di profonda frustrazione, mista a una rabbia che definirei 'da sopravvivenza'. Le nostre imprese, le piccole e medie industrie che sono l'ossatura del Paese, si sentono abbandonate in mezzo ad una situazione che non hanno contribuito a creare. Per la prima volta in tredici anni di Confimi, ricevo chiamate di imprenditori che non mi chiedono più come fare per resistere, ma come fare per uscire dall'Italia. Quasi il 40% dei nostri giovani industriali -sottolinea- sta valutando di aprire stabilimenti all'estero. Non è una scelta strategica di crescita, è pura fuga per necessità: vedono il lavoro di una vita e delle loro famiglie messo a rischio da instabilità geopolitiche che si scaricano interamente sulle loro spalle". Imprenditori lasciati soli al loro destino nella 'tempesta perfetta" secondo Agnelli. "Gli ultimi aumenti dell'energia dovuti al conflitto, sommati a quelli già esistenti stanno impattando in modo devastante, creando un handicap permanente. Un'impresa italiana paga l'energia circa 85 euro per MWh, mentre in Francia ne pagano 25 e in Germania 44. È un divario che uccide la nostra competitività sul nascere. Come puoi pensare di vendere un prodotto sul mercato globale se la tua materia prima energetica costa il triplo o il quadruplo rispetto al tuo vicino di casa? Questo si traduce in investimenti bloccati, linee di produzione ferme e una 'desertificazione industriale' che avanza in silenzio. Siamo all'ultimo miglio: se non si interviene sui costi strutturali, molte aziende semplicemente spegneranno i macchinari perché produrre costa più che stare fermi", avverte l'industriale. E le misure messe in campo dal governo sui costi energetici non convincono del tutto Agnelli. "Siamo soddifatti in parte dell'azione del governo. Pur riconoscendo lo sforzo dell'esecutivo i vari decreti bollette che si sono susseguiti sono spesso interventi parziali, emergenziali, pensati più per le famiglie che per chi produce valore reale. Manca una visione di medio-lungo periodo. Lo Stato, che controlla colossi energetici come l'Enel, dovrebbe avere la responsabilità di garantire energia a prezzi medi europei, rinunciando a margini che oggi sono a volte tripli rispetto ai competitor esteri. Invece, ci sentiamo dire 'arrangiatevi'. Ma la resilienza delle pmi non è infinita", sottolinea. Netto il giudizio sulla posizione del governo sulle accise. Per Agnelli infatti non agire sulle accise "assolutamente non è la scelta giusta. Le accise e gli oneri impropri pesano sulle bollette in modo sproporzionato. Chiediamo da tempo una riduzione strutturale, almeno del 10%, per dare ossigeno immediato ai conti economici. Non agire sulle accise per salvaguardare i rapporti deficit/PIL chiesti da Bruxelles, mentre la nostra industria muore, significa avere le priorità totalmente sbagliate. L'industria è quella che alimenta i conti pubblici: se muore l'impresa, non ci sarà più nulla da tassare", sottolinea. Ma il conflitto sta agendo negativamente sulle aziende non solo attraverso il boom dei costi delle bollette. "Il blocco di Hormuz -sottolinea- è un cappio al collo per chi lavora i metalli. L'area del Golfo fornisce una fetta enorme dell'alluminio mondiale e, soprattutto, è il cuore della logistica energetica. Se si chiude quel rubinetto, non solo i prezzi delle materie prime schizzano a livelli folli per pura speculazione, ma rischiamo la paralisi fisica delle forniture. Le nostre fabbriche lavorano just-in-time; non abbiamo scorte per mesi. Se le navi non passano, la catena del valore si spezza in pochi giorni e il risultato è il blocco totale delle fonderie e delle officine meccaniche in tutta Europa", aggiunge ancora. "Sul mio business l'impatto è diretto e brutale. L'alluminio è energia solida: per produrlo e trasformarlo serve calore, serve elettricità in quantità enormi. Quando i costi energetici esplodono, il prezzo della materia prima raddoppia o triplica, e io mi trovo a dover spiegare ai miei clienti perché un profilato in alluminio costi il 50% in più da un giorno all'altro. Non è speculazione, è sopravvivenza. Vedere l'alluminio primario oltre i 3400 dollari e i rottami che scappano dall'Europa verso l'Asia mi fa capire che stiamo perdendo sovranità industriale. Ogni giorno è una battaglia per non andare in perdita, e assicuro che lavorare con questo stress, dopo generazioni di storia aziendale, è un peso che nessun imprenditore dovrebbe portare da solo". (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.