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(Adnkronos) - Immenso Dominik Paris che, dopo il successo nella discesa di sabato, oggi 22 marzo bissa nel SuperG con il tempo di 1.26.81 nelle finali di Coppa del mondo a Lillehammer. 'Domme' ripete la doppietta che aveva realizzato anche lo scorso anno sulla stessa pista Olympia, conquistando la sua vittoria n. 26 in carriera e l'ottava a Lillehammer a quasi 37 anni di età. Con lui sul podio gli austriaci Vincent Kriechmayr in 1.26.88 e Raphael Haaser in 1.27.19. Buona prova anche per Giovanni Franzoni che chiude in quinta posizione in 1.27.67. Gli altri italiani vedono Mattia Casse 9/o in 1.28.23, Guglielmo Bosca 12/o in 1.28.60 e Christof Innerhofer 18/o in 1.28.77.
(Adnkronos) - "Io credo che la vera sfida che oggi abbiamo davanti non sia tanto capire se abbiamo o no un'industria in grado di produrre prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, perché quella ce l'abbiamo, non dobbiamo dimostrarlo né dichiararlo: dobbiamo invece capire se riusciamo a unire i puntini di una rivoluzione industriale contemporanea chiamata intelligenza artificiale". Così Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali di Torino, intervenuto al congresso interregionale Piemonte Valle d'Aosta dei consulenti del lavoro. "Questa sfida significa investire in competenze, che significa investire sulle persone, che vuol dire investire sui prodotti: ripetere tre volte la parola investimento non è un errore della stessa frase, ma vuol dire credere in quello che possiamo fare, in quello che siamo e soprattutto in quello che potremo essere nel futuro. Io credo che le carte siano in regola -aggiunge- ma a questo punto è necessario dirci 'sì, lo vogliamo fare', e noi come industria vogliamo assolutamente giocare questa partita". "Con i consulenti del lavoro abbiamo un rapporto di collaborazione, un rapporto che allinea la visione: perché da una parte noi abbiamo bisogno di trovare e ricercare personale, avere i migliori contratti non più solo incardinati nel contratto nazionale, perché c'è il secondo livello, il welfare che oggi è parte integrante, soprattutto se coinvolgi talenti e devi anche fare dei piani di crescita, culturale di ruolo in azienda; dall'altra parte noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi nel realizzare il meglio, e soprattutto che questo 'meglio' sia supportabile economicamente da parte dell'azienda e sia di maggior godimento possibile da parte del collaboratore; e in questo, lavoriamo bene insieme", conclude.
(Adnkronos) - Il Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare 'comfort zone', B Corp dal 2016 - annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per 'The Good Farmer Award' 2026. Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari. Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10mila euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma. Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie). La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia e sostenibilità. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il presidente della Giuria. Gli altri membri sono: Davide Bochicchio, ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura; Dario Fornara, direttore di Eroc (European Regenerative Organic Center); Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente; Paola Migliorini, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Monteleone, dirigente di Ricerca del Crea, Centro Politiche e Bio-economia; Camilla Moonen, professoressa associata presso l’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa; Francesca Pisseri, medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione Italiana di Agroecologia.