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(Adnkronos) - Il mondo dell’animazione giapponese perde una delle sue figure più influenti. Tsutomu Shibayama, storico regista legato in particolare alla popolare serie tv di 'Doraemon', è morto a Tokyo all’età di 85 anni in seguito ad un tumore ai polmoni. Nato ad Asakusa, a Tokyo, il 9 marzo 1941, Shibayama aveva iniziato la sua carriera come disegnatore di manga con lo pseudonimo di Hajime Sanjo. Il punto di svolta arrivò nel 1978, quando fondò lo studio di animazione Ajia-do Animation Works, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’anime moderno sia per la televisione sia per il cinema. Il suo nome resta indissolubilmente legato all’universo di Doraemon, il celebre personaggio creato dal duo Fujiko Fujio. Per oltre vent’anni Shibayama, dal 1979, ha diretto numerosi lungometraggi e la serie televisiva, firmando alcune delle storie più amate e contribuendo a diffondere la popolarità del franchise anche al di fuori del Giappone. Il suo stile, caratterizzato da un equilibrio tra avventura, umorismo e fantascienza, era pensato per un pubblico familiare. La carriera del regista non si è tuttavia limitata a Doraemon. Shibayama ha lavorato anche a serie di grande successo come 'Ranma 1/2', di cui diresse la prima stagione, oltre a 'Ransie la strega', 'Nintama Rantaro' e 'Chibi Maruko-chan'. Il suo contributo a queste produzioni lo ha consacrato come uno dei riferimenti dell’animazione nipponica, capace di creare storie destinate a restare nella memoria di più generazioni. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone nel 2012, assegnato per il suo contributo al mondo dell’animazione. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - “Il problema principale non è la tardività delle iscrizioni a ruolo. Anzi, l’agenda della riscossione, allo stato attuale, consente iscrizioni anche piuttosto tempestive. Sul tema della rottamazione, l’impatto è relativo: parliamo infatti di cartelle già affidate per la riscossione entro il 31 dicembre 2023, quindi di una situazione già definita e cristallizzata al momento dell’entrata in vigore della norma. Se vogliamo rendere il fisco più efficiente, dobbiamo dirlo chiaramente: rapido, in larga parte, lo è già. Il vero nodo è invece l’equità. E su questo serve un intervento organico: un riordino complessivo tra imposte dirette e indirette, perché oggi ci muoviamo in una vera e propria giungla normativa che rende difficile persino determinare con precisione il carico fiscale effettivo di ciascun contribuente". Così, con Adnkronos/Labitalia, Francesco Cataldi, presidente Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, sul tema della rottamazione delle cartelle e dell'equità fiscale. "Quanto alla sostenibilità, la nostra proposta -continua Cataldi- è chiara: bisogna intervenire già nella fase della riscossione, riducendo la rigidità delle scadenze. Occorre favorire soluzioni più flessibili, consentendo accordi personalizzati tra contribuente e agente della riscossione, soprattutto nei casi in cui il debito sia stato dichiarato ma non sia temporaneamente sostenibile. Andare oltre gli schemi standard di rateazione è fondamentale: prevedendo, ad esempio, anche la possibilità di sospendere i pagamenti in presenza di situazioni eccezionali e documentate. Solo così possiamo parlare davvero di un fisco non solo efficiente, ma anche equo e sostenibile", conclude. Il rapporto tra commercialisti e amministrazione finanziaria sarà al centro del Congresso nazionale dell’Unione, la cui 63esima edizione è in programma a Napoli il 26 e 27 marzo. Alla Mostra d’Oltremare arriveranno circa mille professionisti da tutte le regioni d’Italia, con i vertici ordinistici, dell’Agenzia delle Entrate e delle istituzioni nazionali.
(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".