ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - C'è chi cammina contando i passi, convinto di ottenere maggiori benefici con una distanza più lunga. Vero, almeno in parte. In realtà, non è necessario percorrere chilometri e chilometri per produrre effetti positivi per il cuore, per il colesterolo o la glicemia. Per migliorare la propria salute, bisogna 'solo' copiare... i giapponesi. A proporre il modello del 'japanese walking' è uno studio elaborato dagli scienziati della Shinsu University di Matsumoto. La base dell'analisi è la definizione di 'japanese walking'. La formula fa riferimento ad un modo di camminare 'misto', con variazioni di ritmo e velocità. Non la classifica 'camminata' compassata, ma un'alternanza tra tratti percorsi in maniera più veloce e altri in cui si sceglie un'andatura più lenta. Uno schema non casuale ma pensato per sottoporre l'organismo a sforzi differenti, senza esagerare con gli strappi e con le accelerazioni che - soprattutto per soggetti di età relativamente avanzata - potrebbero avere effetti negativi su muscoli e articolazioni. Lo studio della Shinsu University definisce uno schema base, che poi può essere modificato in base all'allenamento, al tempo a disposizione e alle condizioni del singolo soggetto. Il 'protocollo' prevede di camminare ad un ritmo medio-alto per 3 minuti: la velocità deve essere sostenuta, rispetto al passo abituale, ma deve comunque consentire di gestire la respirazione e di parlare con un eventuale interlocutore. Dopo 180 secondi di spinta, ecco un rallentamento per i successivi 3 minuti. Il ciclo complessivo di 6 minuti - tra 'on' e 'off'' - va ripetuto fino ad arrivare almeno a 30 minuti di lavoro. Nulla, ovviamente, impedisce di prolungare la finestra e arrivare magari ad un'ora di attività. L'efficacia del programma è legata ovviamente anche alla regolarità e alla costanza. Lo studio evidenzia che i risultati più incoraggianti si ottengono con 3-4 sessioni settimanali, in cui l'elemento chiave è il cronometro e non il contapassi. La ricerca nipponica ha monitorato 246 persone, che hanno seguito il protocollo per 5 mesi: per gli autori dello studio, si tratta di un periodo sufficiente per evidenziare che il Japanese Walking produce una perdita di peso più apprezzabile sulla bilancia e un calo della pressione più ampio rispetto ai valori che verrebbero riscontrati camminando in maniera 'normale'. L'alternanza sistematica di velocità ha prodotto un aumento maggiore della forza delle gambe, della forza muscolare delle cosce e della forma fisica generale, nonché una maggiore riduzione della pressione sanguigna, rispetto a coloro che hanno camminato solo a un ritmo moderato. Le analisi a cui sono stati sottoposti i soggetti coinvolti nello studio, infine, ha permesso di appurare un aumento dei livelli di colesterolo 'buono' HDL, miglioramenti nei parametri dei trigliceridi e la una riduzione del grasso viscerale addominale.
(Adnkronos) - Dopo un periodo di assestamento, il mercato del lavoro italiano si appresta a vivere un 2026 di profondo cambiamento. Secondo i dati della nuova Salary survey 2026 di Michael Page, leader internazionale nella ricerca e selezione specializzata, il futuro delle carriere sarà plasmato da tre vettori fondamentali: l'integrazione pervasiva dell'Intelligenza artificiale, l'urgenza della sostenibilità (Esg) e l'adeguamento alla normativa europea sulla trasparenza retributiva. Il report evidenzia come il 2026 sarà un anno di mutamento qualitativo delle competenze richieste dalle aziende che non cercano più solo specialisti, ma figure ibride capaci di governare la tecnologia con una visione di business orientata all’etica e al benessere. “Il mercato del lavoro - precisa Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page - sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Il 2026 mette al centro una doppia evoluzione: quella delle competenze e quella delle retribuzioni. Per restare competitive nell’attrazione dei talenti, le aziende devono oggi superare il vecchio concetto di stipendio (che naturalmente rimane cruciale) per abbracciare strategie di talent retention basate su flessibilità, valori condivisi e trasparenza”. Uno dei punti centrali dell’indagine di Michael Page riguarda l’impatto della nuova direttiva Ue sulla trasparenza salariale che imporrà alle aziende di indicare le fasce retributive già negli annunci di lavoro, eliminando le zone d'ombra nelle negoziazioni. Ad oggi, la strada è ancora in salita: la survey rileva che il 66% delle aziende italiane non dispone ancora di una struttura salariale trasparente e di reporting sul pay gap. Il 32% dei dipendenti percepisce ancora un divario retributivo di genere. “Il concetto di retribuzione equa - precisa Mainini - non si limita solo al concetto di parità salariale di genere, ma vuol dire riconoscere il valore che ogni persona porta in azienda per assicurarsi che venga retribuita in modo adeguato. Le prime bozze che circolano confermano che le aziende saranno tenute a fornire ai dipendenti informazioni sui range retributivi in azienda e dovranno rendere accessibili i criteri per aumenti di stipendio, promozioni e livelli aziendali. Si getteranno le basi per la creazione di un asset strategico per attrarre e trattenere i migliori talenti attraverso la fiducia, la trasparenza e un modello organizzativo maturo”. Sono tre i settori chiave del 2026. 1) Finance: il valore delle competenze ibride. Oggi il finance è il cuore pulsante della strategia aziendale: è la funzione che guida la trasformazione, anticipa i rischi, costruisce valore, protegge il futuro. Mentre private equity, Ia e nuove normative accelerano la trasformazione, le aziende devono farsi trovare pronte, e i professionisti devono aggiornare le proprie competenze per cogliere le opportunità che arriveranno. Il 2026 non sarà un anno di transizione, sarà un anno di svolta. La domanda si sposta su profili ibridi: Controller esperti in analisi di dataset complessi, contabili con forti skill digitali e cfo capaci di agire come partner strategici del business. 2) Green energy e construction. Il settore è in espansione con la crescente domanda di energia; l’Italia rimane un territorio ricco di opportunità di lavoro e carriera per gli specialisti del fotovoltaico e dell’eolico. Non mancano, inoltre, interessanti occasioni in ambito constuction, soprattutto per profili in ambito produzione di cantiere, come direttori e capi cantiere, ma anche all’interno dell’ufficio tecnico, in particolare nel reparto gare. 3) Sales: il focus sulla customer experience. Si registra un picco di richieste nel settore dei del retail e dell’hospitality. La spinta nasce dalla necessità di gestire canali di vendita digitali e di rafforzare la fidelizzazione del cliente in contesti altamente competitivi. Attivo anche il settore servizi B2B, in particolare con profili in ambito Ict. Inoltre, molto richieste sono le figure dedicate all'export, soprattutto nei settori industriali. “Il mercato del 2026 - conclude Tomaso Mainini - premierà le organizzazioni capaci di investire in cultura aziendale e tecnologia. Per i professionisti, la chiave del successo risiederà nella capacità di aggiornare costantemente le proprie skill tecniche affiancandole a solide competenze relazionali”. Per analizzare trend di mercato e stipendi l'11 e il 12 febbraio Michael Page organizza una serie di live session per approfondire dove si concentrano le maggiori opportunità di lavoro e quali sono i livelli retributivi per ciascun professionista, anche alla luce delle novità della trasparenza salariale.
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.